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Visualizza la versione completa : tristezza e paura


maria68
04-09-2011, 17:20
leggo e rileggo non siamo nati per soffrire certo accogliere la tristezza, la depressione,l 'ansia e non farsi domande è veramente difficile sto provando con tutte le mie forze ... è un modo nuovo di affornatare sentimenti già sperimentati in passato con la depressione post paretum ; ricordo che ho fatto l'esatto contrario uscivo in continuazione e parlavo con tutti pur di non pensare. Ci ho messo 2 anni, farmaci e psicoterapia, ed ora voglio provare questa accoglienza del dolore, della tristezza, dell'angoscia ma come si fa ???????????

fralli
04-09-2011, 19:15
leggo e rileggo non siamo nati per soffrire certo accogliere la tristezza, la depressione,l 'ansia e non farsi domande è veramente difficile sto provando con tutte le mie forze ... è un modo nuovo di affornatare ricordo che ho fatto l'esatto contrario uscivo in continuazione e parlavo con tutti pur di non pensare. Ci ho messo 2 anni, farmaci e psicoterapia, ed ora voglio provare questa accoglienza del dolore, della tristezza, dell'angoscia ma come si fa ???????????

ciao,a parte il consiglio di rivolgerti agli esperti che sapranno aiutarti in modopiù "tecnico"io nel mio piccolo posso dirti che ho sperimntato anch'io poco tempo fa questo sistema dell'accoglienza del dolore.
in pratica non devi fare assolutamente nulla ,ne cercare di "non pensare"ma accettare la tristezza,viverla e "guardarla negli occhi",nello specifico ,io ,dato che sono una "piagnona" ho pianto tutte le lacrime del mondo senza fare nulla per trattenerle anzi ,ti dirò,sono arrivata al punto di ascoltare volutamente ,musica dolce,romantica,per "AIUTARMI A PIANGERE" ebbene si,fa bene sfogarsi e accoglieer tutta la tristezza che sei capace di accogliere,poi .......all'improvviso...........arriva la calma e la pace e si ricomincia con lavita di tutti i giorni...................salvo a ricominciare (ma parlo per me)evidentemente ho ancora una riserva di lacrime che vuole straripare.
forza,passerà anche a te.........come a tutti..:):)

Michele Bagnoli
13-10-2011, 16:32
Il mio parere è che bisogna fare qualcosa di diverso. Per me la depressione si crea in un modo specifico, cioè guardando alla vita in un certo modo, parlando a se stessi in maniera negativa, e utilizzando il corpo in maniera "passiva". Invece di accogliere il dolore e non fare niente, credo sia meglio iniziare a fare qualcosa di diverso. "Non fare niente" equivala a "continuare a fare quello che si è fatto fin'ora", ma in questo modo si otterranno sempre gli stessi risultati. Facendo qualcosa di diverso, invece, si otterranno anche risultati diversi.

nicoletta
13-10-2011, 17:29
Mi allaccio al suggerimento di Bagnoli che non condivido. Personalmente non ho mai sofferto di depressione né ho avuto vicino persone che ne abbiano sofferto, almeno non in maniera specifica, ma associata ad altri disturbi, quindi quello che dico è basato sul buon senso e su quello che ho vissuto. Il depresso è proprio colui che è tale anche perché non riesce a fare ciò che dici che dovrebbe fare: “iniziare a fare qualcosa di diverso”. Secondo me è un po’ come capita all’alcolista ( una condizione che conosco piuttosto bene) : anche se si rende conto di bere e di stare male, il ripetersi o il dirgli di smettere, il riempirsi di buoni propositi, sinceri e sentiti, per cambiare la propria vita ecc. non riescono a distoglierlo dalla dipendenza. Magari per un po’ le cose vanno meglio, ma poi puntualmente ripiomba nella condizione iniziale, e non semplicemente perché di mezzo ci sia una dipendenza dalla sostanza ( il più delle volte la dipendenza chimica non c’è, eppure il problema esiste e persiste..). Perché? Perché non basta la volontà. Non bastano i buoni propositi, non basta “iniziare a voler fare qualcosa di diverso” , non basta l’antabuse e lo psicologo…Il punto non sta nel “fare” qualcosa di diverso per uscire dal disagio, ma nell’”essere” qualcosa di diverso. Quindi il cammino è, secondo me, principalmente spirituale. Ecco perché alcuni suggeriscono almeno inizialmente la passività rispetto al “fare” ma non al percepire a all’accogliere.

julia
13-10-2011, 17:41
Mi allaccio al suggerimento di Bagnoli che non condivido. Personalmente non ho mai sofferto di depressione né ho avuto vicino persone che ne abbiano sofferto, almeno non in maniera specifica, ma associata ad altri disturbi, quindi quello che dico è basato sul buon senso e su quello che ho vissuto.

sorrido sempre leggendo chi, non avendo conosciuto la depressione nè su di sè nè stando vicino a chi è depresso, si picca di salire in cattedra a fare discorsi su..."quello che ho vissuto":D

condivido il discorso di Bagnoli, nel senso che, per mia esperienza, c'è una boa, arrivata alla quale o ti suicidi o inverti la rotta delle azioni...:rolleyes:

nicoletta
13-10-2011, 17:44
Carissima Julia, se avessi letto quello che o scritto avresti capito che personalmente non ho sofferto di depressione ma una persona a me molto vicina, un mio familiare, ha sofferto di depressione associata ad alcolismo... Attivare le cellule celebrali prima di muovere le dita sulla tastiera.

nicoletta
13-10-2011, 17:46
Certi commenti riescono sempre a farmi imbufalire...

Michele Bagnoli
13-10-2011, 18:51
…Il punto non sta nel “fare” qualcosa di diverso per uscire dal disagio, ma nell’”essere” qualcosa di diverso.

Noi siamo quello che facciamo ripetutamente

cornaglia patrizia
13-10-2011, 20:17
Carissima Julia, se avessi letto quello che o scritto avresti capito che personalmente non ho sofferto di depressione ma una persona a me molto vicina, un mio familiare, ha sofferto di depressione associata ad alcolismo... Attivare le cellule celebrali prima di muovere le dita sulla tastiera.

già...mi hai tolto le lettere dalla tastiera.

ninfa74
14-10-2011, 12:45
la depressione è una bestia difficile da debellare,ci sono vari stadi,fino a quella cosiddetta"maggiore",è molto difficile viverla su se stessi o avere persone care al tuo fianco che la hanno provata o che la vivono tutt'ora,è difficile uscirne,ma fortunatamente non impossibile,ci sono casi e casi.

in quei momenti non hai capacita'di reazione..

l'ho vissuta in prima persona(purtroppo)e attraverso quella di mio fratello,è importante capire che è un disturbo e in quanto tale va capito,ognuno lo subisce
in maniera diversa,reagisce in maniera diversa,e quando non ce la si fa da soli è importante farsi aiutare.

mi ha colpito molto la frase di nicoletta quando diceva il punto non sta nel"fare"qualcosa di diverso per uscire dal disturbo,ma nell'"essere"qualcosa di diverso,la depressione abbassa,annienta le "difese"immunitarie dell'anima,della
mente,l'autostima non sai piu'nemmeno cosa sia,la mia esperienza con essa ha avuto un cambiamento radicale toccando il fondo,e la risalita è avvenuta quando ho cercato di capire "l'essere" diverso...far si che non si subisca piu'il dolore,ma lo si accolga,accetti,e lo si "utilizzi"per una crescita interiore,e ti ritrovi poi a non voler piu'sopravvivere,ti si apre uno scenario diverso,e vuoi vivere intensamente tutto quello che la depressione non ti ha dato la possibilita'di assaporare,sentire,percepire,e infondo questo sentire,percepire sei TU stesso,consapevole,rinforzato,maturato.