Visualizza la versione completa : Panico a mangiare o bere in pubblico
Salve,10 anni fà il mio primo attacco di panico bevendo un caffè di fronte a due persone al ristorante.Da quel momento a periodi alterni sono seguiti questi attacchi che mi prendono quando devo prendere in mano un bicchiere, forchetta, ecc...per mangiare o bere di fronte a delle persone. Oppure quando devo parlare.Non mi capita con tutti.x esempio con le mie amiche ed i miei famigliari non succede.Mi capita con persone nuove, ma non tutte;oppure con persone che conosco da molto tempo ma con le quali non mi sento "tranquilla".Mi vergogno profondamente, mi sento una nullità quando arrivano ed esplodono senza che io riesca a controllarli.Ho provato a dirmi"ok vieni e fai quello che vuoi"ma in alcuni casi è servito in altri no;è talmente forte la paura che mi "vedano" che non riesco a calmarlo.Se fossi da sola e mi arrivasse (cosa che ovviamente non capita)mi direi "chissenefrega" ma davanti agli altri non ci riesco è un pensiero che non mi entra in testa.Mi tremano le mani, la voce, il collo, le labbra,le gambe, il cuore mi batte in gola, sudo come una pazza, mi viene mal di pancia... In quei momenti vorrei che nessuno mi guardasse, nè parlasse. Quando devo mangiare a tavola con qualcuno o bere un caffè al bar vorrei che chi è con me si girasse dall'altra parte,che non mi parlasse vorrei sparire e diventare trasparente.Ormai evito le situazioni,mi precludo uscite o momenti di incontro perchè la prima cosa che penso è che mi arrivera' un'altra volta...Potete aiutarmi?Grazie ciao
Ciao, sono nella tua stessa situazione, ho avuto attacchi di panico qualche giorno fa andando al bar con i colleghi per il mio compleanno, che purtroppo hanno ricordato, ho iniziato a sudare e ad avere il cuore in gola. In queste situazioni mi è difficile anche sorridere, perchè sembra che mi tremano le labbra. In ufficio ho paura che venga a trovarmi gente nuova (anche a me capita con alcune persone e non tutti). Inoltre ho il terrore di leggere in presenza di altre persone per la paura di questi maledetti attacchi di panico.
Ieri sera ho inserito anch'io una richiesta di aiuto. Spero che qualcuno ci dia una mano. Se riesci ad avere delle indicazioni private puoi comunicarmele, la stessa cosa vale per me. Buona giornata
cornaglia patrizia
26-07-2011, 19:24
ciao a tutte e due.
Evitare le situazioni non serve perchè va a finire che poi non riuscite a fare + nulla.
Va compreso perchè accade:il cervello registra qualcosa di pericoloso pur non essendolo.
Osservate in quei momenti come respirate,se siete attente potrete notare quando prima dell'esplosione cominciate a sentirvi ...diverse,strane,come se un pericolo incombente stesse x accadervi.
In quei momenti è difficile osservarsi o fare qualsiasi altra cosa,ma tra l'agitarsi di più e l'osservarsi scegliete quest'ultima e rilassate il respiro.
Il fatto che uno pensi"mi arriverà quindi non ci vado"predispone al panico e ti chiude sempre più.
Quello che pensi influisce molto(e non solo in questo ambito)
Se hai paura...trema,perchè mai dovresti sorridere?
E' proprio x esssersi frenate represse che la paura a un certo punto esplode.
Nel panico la paura tocca picchi di terrore e la paura è una forte energia.
Certamente che il panico arriva nei momenti + inopportuni ma se succede questa ha una sua funzione,usato può essere una grande opportunità x voi,vi farà fare un balzo quantico,porterà una qualità nuova nella vs vita.
Può sembrare una gran rottura di scatole ma non lo è.
E' qualcosa che chiama,che chiama dal profondo.
ciao a tutte e due.
Evitare le situazioni non serve perchè va a finire che poi non riuscite a fare + nulla.
Va compreso perchè accade:il cervello registra qualcosa di pericoloso pur non essendolo.
Osservate in quei momenti come respirate,se siete attente potrete notare quando prima dell'esplosione cominciate a sentirvi ...diverse,strane,come se un pericolo incombente stesse x accadervi.
In quei momenti è difficile osservarsi o fare qualsiasi altra cosa,ma tra l'agitarsi di più e l'osservarsi scegliete quest'ultima e rilassate il respiro.
Il fatto che uno pensi"mi arriverà quindi non ci vado"predispone al panico e ti chiude sempre più.
Quello che pensi influisce molto(e non solo in questo ambito)
Se hai paura...trema,perchè mai dovresti sorridere?
E' proprio x esssersi frenate represse che la paura a un certo punto esplode.
Nel panico la paura tocca picchi di terrore e la paura è una forte energia.
Certamente che il panico arriva nei momenti + inopportuni ma se succede questa ha una sua funzione,usato può essere una grande opportunità x voi,vi farà fare un balzo quantico,porterà una qualità nuova nella vs vita.
Può sembrare una gran rottura di scatole ma non lo è.
E' qualcosa che chiama,che chiama dal profondo.
quoto tutto. E' esattamente come dice Patrizia. Ciao Patty.
cornaglia patrizia
26-07-2011, 20:47
quoto tutto. E' esattamente come dice Patrizia. Ciao Patty.
ciao fiorellino!
http://i245.photobucket.com/albums/gg75/chicca26it/abbraccio.jpg
GIUSTISSIMO ciò che ha detto patrizia e posso aggiungere che cmq l'attacco di panico non dura più di 15 minuti per cui quando capita potete star li, e temporeggiare,tanto, che lo vogliate o no passerà,per il resto vale ciò che dice patrizia,il nostro corpo ci sta parlando ,ascoltiamolo:)
GRAZIE X avermi risposto...mi sento un pò + leggera Xchè ho scoperto che non sono l'unica.Soffrire di panico collegato al mangiare o al bere...pensavo di essere una bestia rara!
Mica76 scriviamoci magari insieme lo vinciamo questo maledetto.
Patrizia GRAZIE dei tuoi consigli ke in pratica dovremmo applicare... e questa è la parte più dura.Ultimamente quando "arrivano" mi dico "ok vieni" e resisto per qualche secondo...poi è + forte di me la paura KE ki ho di fronte si accorga del mio tremolio,ecc..che esplodo!Non mi controllo +.Pensare ke x assurdo di fronte ai dolori fisici + grandi assumo un autocontrollo sul mio corpo incredibile,pure io stessa fatico a crederci.Quando ho partorito ho passato tutto il travaglio senza parlare nè emettere un solo suono,xchè quando "soffro" mi concentro sul dolore per "accoglierlo" e per far sì che questo non si impadronisca di me senza che io possa controllarlo.E non riesco a capire PERCHE' non riesco a farlo con sti cavolo di attacchi...Xchè alzare una forchetta e portarla alla bocca sembra un impresa impossibile.Mi accorgo ke continuo a pensarci... ci penso sempre e questo non mi aiuta me ne vado in tilt ancora prima di affrontare delle situazioni; non riesco a distogliere la mente da quel pensiero.Non ho mai la mente libera... vorrei farci un buco in testa e far uscire tutto.E poi vorrei disegnare,colorare,avere una tavola immensa grossa come una casa dove buttar su colore su colore, con le mani con i piedi...Ecco cosa vorrei fare !
ciao non avevo mai pensato che dopo 15 minuti passa... ma in qui 15 minuti disastro !!!! ne verrei fuori a pezzi ....
cornaglia patrizia
27-07-2011, 00:33
ciao,si lo so ed è proprio questo il punto.Chi soffre di panico è una persona molto controllata,la funzione del panico è questa:farti cedere.
Hai la mente troppo concentrata su questo,leggendoti si sente la lotta,accogliere cedere significa abbandonare la lotta,non serve perchè è una lotta contro te stessa.
Il panico non è qualcosa di esterno,è la tua grande energia.Usala.
Anche quanto dici sul parto parla del tuo controllo.
Ma una persona non può tenere sempre un controllo simile e probabilmente in alcuni momenti riesce a uscire da questo controllo.
E perchè non lo fai?Colorare?Butta la tua energia in quello,fallo totalmente.
Inoltre la tua mente come tu stessa dici non è libera,butta fuori dalla mente i pensieri come meglio preferisci,col corpo,con la voce.
Ti parlo così perchè so benissimo cosa sono e quando arrivavano riuscivo a immaginare...seguivo gli esercizi di riza che consigliava di immaginare qualcosa di rilassante,un posto in mezzo al verde l'acqua di un ruscello il cielo azzurro,lo facevo e piano piano si sono allungati i tempi tra un attacco e l'altro,si sono abbreviati i tempi dell'attacco stesso.
cornaglia patrizia
27-07-2011, 00:33
Quindi quello che ti ha detto fralli è assolutamente vero.Devi essere paziente con te stessa,amorevole,l'attacco in sè non è il problema è solo una risposta al controllo,eccessivo controllo.La tua mente è diventata la padrona,invece è solo uno strumento e bisogna saperlo usare.Devi riportare equilibrio tra corpo e mente.
L'attacco di panico non vuole distruggerti,ma solo riportarti a te stessa,ti sei allontanata troppo.
Puoi parlare alle persone con cui esci,non farti vedere x ciò che non sei.
proverò a cercare equilibrio.... grazie Patrizia per la disponibilità!
Ho provato questa mattina a fare l'esercizio che propongono per l'attacco di panico sempre quì nel forum...
Nella meditazione è venuta fuori la mia bambina... intendo IO da bambina.
Nascosta in un angolo con gli occhioni smarriti e poi bo mi sono messa a piangere. Ho cercato di non rilfetterci su troppo come suggerito nell'esercizio anche se ammetto l'immagine mi ha un pò turbata. Come se l' io bambina volesse dirmi qualcosa... forse TORNA BAMBINA !!!! Almeno si potesse !
Oggi la giornata è trascorsa serena senza nessuna ansia, nè ci sono state situazioni particolarmente ansiose. Poi non sto troppo bene forse un'influenza intestinale sono sotto sopra.
Vi terrò aggiornati mi piace questo forum, mi piace che vi prendiate"cura" dei me, del mio disagio. Mi piace non sentirmi pazza ! A presto... Ciao !
cornaglia patrizia
28-07-2011, 09:08
il pianto va benissimo,nelle meditazioni l'importante è essere totali,qualsiasi cosa emerga.Di fatto dentro di noi ci sono diverse parti una di queste è la parte bambina,è ancora lì.Quando prendi contatto con essa sii amorevole,prenditi cura di lei.
E' qualcosa che chi + chi meno sentiamo poichè nella ns infanzia a un certo punto ci siamo sentiti smarriti,magari non accolti.
Gioca coi colori e la tua parte bambina emergerà,divertendosi,rilasciando energia,esprimendosi.E' possibile.
La vita è un gioco,un gioco bellissimo.
Purtroppo a volte abbiamo dei condizionamenti che ci fanno credere il contrario.
Sì una delle paure + profonde è la paura di impazzire.
ti mando un abbraccio,a presto
Scusatemi se rientro solo ora nella discussione. Il problema dell'attacco di panico, per quanto mi riguarda, non dura molto, ma è proprio nella fase iniziale che ho timore che chi ho di fronte se ne accorga. In ufficio ho un ruolo importante che penso sia più grande delle mie capacità, colpa di questi attacchi di panico ed ansia che mi tengono legato e non riescono a farmi emergere. Mi capita spesso appena vedo arrivare qualche nuovo volto o anche persone con cui mi sento telefonicamente (al telefono sono forte...) che l'attacco di panico mi sopraggiunge. Si manifesta in un attimo con forte tachicardia, respiro corto, difficoltà nel sorridere per l'imbarazzo che chi mi è di fronte possa capire cosa mi sta succedendo. Qualche giorno fa era talmente evidente l'attacco di panico che ho simulato di sentirmi male sedendomi ad una sedia ed attendo la ripresa....ora ho paura che le persone che erano di fronte a me in quel momento "maledetto" possano ritornare in ufficiio e rievocare un nuovo attacco di panico......cosa faccio in questo caso? non posso certo far finta di sentirmi male di nuovo....e quindi cosa farò?
Stesso problema con il mio titolare....mentre gli leggevo una relazione mi è venuto a trovare l'amico panico che non mi ha permesso di andare avanti nella lettura...hoi finto anche in quell'occasione di non sentirmi bene, facendo continuare la lettura al titolare stesso. Nei giorni a seguire e tuttora ho sempre il timore che possa ripetersi una cosa del genere sempre con lo stesso titolare...cosa potrebbe pensare di me?? Cosa potrò dirgli la seconda volta che mi accade una simile cosa?
Non voglio annoiarvi ma solo con voi posso aprirmi totalmente...La mia paura di leggere in pubblico risale a circa 10 anni fa, quando in una riunione in chiesa il parroco mi ha affidato la lettura di un passo del Vangelo davanti a tante persone tra cui mio padre con il quale non ho avuto mai un dialogo aperto e che mi creava imbarazzo in quel momento. Avevo iniziato la lettura con piacere, ma mentre leggevo ho iniziato a pensare alla gente che mi ascoltava, ho iniziato a correre nella lettura ma ad un certo punto ho dovuto passare il Vangelo a chi mi era accanto (proprio mio padre) dicendo con un filo di voce che non riuscivo più a leggere. E' stata per me una perdita totale di autostima e un imbarazzo nei confronti di tutte le persone che conoscevo in quell'assemblea. Da allora non riesco a liberarmi più da questa paura e nessuno mai mi ha indicato la strada per uscirne. Non mi sono preoccupato più di tanto...bastava non leggere più in pubblico....ma ora come dicevo nel precedente messaggio mi capita pure sul lavoro..e questo è grave...
Patrizia, spero che tu possa darmi qualche indicazione...voglio, o meglio vorrei, risolvere subito questo disagio che mi affligge e mi toglie tutte le forze.
Mi scuso se non mi sono ancora presentato: sono sposato, ho due splendidi bambini, lavoro nella stessa ditta da più di dieci anni, in poche parole ho tutto...ma manca la cosa più importante: la serenità, il vivere sul luogo di lavoro in pace con te stesso senza timore di nessuno, la capacità di mandare via quegli attacchi di panico nelle situazioni di cui sopra. Potrei dare molto di più a tutti se riuscissi a star bene con me stesso. Grazie per il sostegno che son sicuro riuscirai a darmi.
cornaglia patrizia
29-07-2011, 01:28
gli puoi dire che hai l'ansia.
Per dire che stai male,dì la verità x intero.
Non mascherarti,tanto guarda non ci puoi riuscire,il panico è dirompente penso che te ne sei reso conto.
Non è una malattia contagiosa,inoltre perchè farsi vedere diverso da ciò che sei in questo momento?
E più vorrai farti vedere forte,più si rinforzerà.E' solo una lotta...inutile.
E l'ansia prorompe,ma il panico(ansia portata all'eccesso) non è qualcosa di estraneo a te.
La mente naturalmente vuole dare spiegazioni:ho l'ansia perchè... e va a recuperare storie dal passato,ma stai in un tempo passato che non esiste più,poi c'è il futuro,come farò,cosa dirò eccc.....e quindi si continua a produrre lo stato ansioso.Semplicemente lo riproduci,lo ricrei.La famosa paura della paura..stai in ansia x un futuro attacco e puoi stare certo che avverrà.Il cervello è in grado di rigenerarsi,ma devi dargliene la possibilità.
cosa ti vuole suggerire questo stato ansioso portato all'eccesso ora?Affermi di pensare che il tuo incarico sia superiore alle tue capacità.E' davvero la tua voce questa?Guarda questo:ascolta la tua voce,sei in grado di sentirla,hai la percezione di te?
Inoltre dici bene che quando hai la tachicardia senti il respiro affrettato.
E' così,si va in una sorta di apnea.Quindi impara a rilassare il respiro,può essere di grande aiuto.E ritorna a te stesso,riprendi contatto con il tuo corpo,stai nel qui e ora,la mente in queste circostante va a mille.
cornaglia patrizia
29-07-2011, 01:30
Vivi ciò che ti capita e poi...stop!
Usare la mente come uno strumento che serve e non il contrario,noi al servizio della mente.
Piuttosto è necessario buttare fuori questa energia in eccesso,sì è simili a una pentola a pressione,se ogni tanto non la si sfiata un po' rischia di scoppiare.
L'energia va consumata x lasciare spazio a un flusso energetico nuovo.
ciao.
cornaglia patrizia
29-07-2011, 01:45
ma manca la cosa più importante: la serenità, il vivere sul luogo di lavoro in pace con te stesso senza timore di nessuno, la capacità di mandare via quegli attacchi di panico nelle situazioni di cui sopra. Potrei dare molto di più a tutti se riuscissi a star bene con me stesso. Grazie per il sostegno che son sicuro riuscirai a darmi.
sì di solito succede proprio così...quando hai tutto.
Ti capisco bene.
Ho parlato tantissimo di panico,son anni che ne parlo perchè ce l'ho fatta (e quindi mi pare egoista girarmi dall'altra parte),e anche in tempi abbastanza brevi ed ero in casini proprio grossi,ma ho una difficoltà:come trasmetterlo.
Le parole spesso sono la difficoltà nonostante siano un mezzo x comunicare.
Inoltre penso non esistano regole precise,io posso al massimo dirti come ho fatto io darti dei suggerimenti ma sta a te provarci,nessuno lo può fare x te.E il fatto che dici subito...credo che ci voglia comunque un attimino,c'è voluto parecchio tempo x arrivare a questo stato e dovrai avere pazienza con te stesso,molta pazienza,diventare accogliente,cedevole.
Infatti dici che ti toglie le forze...
Trattare il panico come un amico e cominciare ad ascoltarlo,non x dargli una risposta,ma semplicemente ascolto,è tanto che ti parla e se ha bussato così forte è perchè prima non hai prestato attenzione.
Può cambiarti la vita in meglio oppure no, dipende da te.
Non metterti in testa di mandarli via è la prima cosa che si fa,non funziona.
cornaglia patrizia
29-07-2011, 01:51
...ma questo lavoro ti piace?
Patrizia, innanzitutto ti ringrazio per tutto ciò che mi hai scritto...mi ha risollevato abbastanza (ora sono in ufficio da solo). Il mio lavoro mi piace, sono soddisfatto, ho grande stima e fiducia da parte dei titolari dell'azienda, faccio di tutto in ufficio, sono l'unico impiegato, non vengo mai ripreso per qualcosa non fatta bene..Il problema che vedo di fronte a me persone piene di sè e disinvolte nel parlare con terze persone e questo mi fa pesare il mio essere "tartaruga" dentro un guscio dal quale non riesco ad uscire. In certi periodi in cui mi sento più forte metto la testa fuori dal guscio ma appena subisco qualche attacco di panico come quelli dei giorni scorsi mi ritiro dentro.
La volontà per uscire ce l'ho, non posso lasciare il lavoro per colpa di questi avvenimenti.
Mi consigli di rivolgermi a qualche psichiatra? Sono anni che faccio da me (mezza compressa di Sereupin la mattina e in questi ultimi 2-3 giorni Xanax 0,25 1-2 cpr)
Grazie per quello che fai per la gente che soffre come me.
cornaglia patrizia
29-07-2011, 12:30
tu vai bene così come sei,fosse anche il tuo essere tartaruga,in natura non si fanno problemi,ognuno di noi ha tempi diversi,è assolutamente unico e se questo non ti crea problemi con i titolari...il problema dove sta?
Non creartene di inutili.
Non sappiamo nemmeno come stanno in realtà queste persone disinvolte.
Se proprio lo sono è nella loro natura,non è qualcosa di forzato.
Il confronto l'uniformarsi agli altri...ma è davvero necesario se ami il tuo lavoro e sei apprezzato?
Magari sono proprio queste qualità che hai che ti fanno apprezzare dai titolari
Una tartaruga sta benissimo nel suo guscio e di solito è proprio il voler essere divesi,il non accettarsi che provoca i disagi.
Rilassati.
Stamani riflettevo su questo:una persona vuole scrivere,ma ha i pugni chiusi.
Non c'è da lottare,ma solo di cessare la lotta,basta aprire il pugno,lasciare andare la tensione.
Ma sembra che x le persone rilassarsi e godersi semplicemenete ciò che c'è sia un'impresa ardua.
Comincia a goderti ciò che hai.
A volte sento persone che sono infelici perchè gli manca l'amore o altro ecc,altre che pur avendolo raggiunto anche loro hanno disagi.
cornaglia patrizia
29-07-2011, 12:31
Ma in entrambi i casi sono lontani da se stessi.
Dunque ritorna a casa,non fuggire,lì hai tutto ciò che ti serve.
Bè io non amo gli psicofarmaci proprio x aver anche sperimentato quella strada,ma capivo che non funzionava x cui quando mi è arrivato qualcosa di diverso l'ho acciuffato al volo,anche se mi sembrava assurdo.
Puoi rivolgerti qua agli esperti sono psicoterapeuti,mi vien da suggerirti il dott.nervetti(senza togliere nulla agli altri...),magari puoi provare a colloquiare con lui qua e se ti sembra che ci sia una sintonia in seguito andare da lui.
Non pasticciare da solo con gli psicofarmaci,io non prenderei + quella roba ..neanche se strisciassi x terra dallo star male.Addormentano solo un po,e se riescono nel tentativo ti sei perso una grande opportunità.
cornaglia patrizia
29-07-2011, 12:46
clicca qua ...è la pagina dove lui risponde e dove puoi porgli delle domande ciao
http://forum.riza.it/forumdisplay.php?f=97
fernanda
29-07-2011, 12:47
Scusate se mi intrometto, ma conosco la sensazione di aver paura delle persone nuove etc. etc. Io ho risolto con l'esercizio di Morelli pensa SONO NESSUNO. All'inizio è difficile poi piano piano ripetendo interiorizzi e diventi NESSUNO: Se sei NESSUNO, non ti fa più male, e non ti agita il GIUDIZIO DEGLI ALTRI, perchè di questo si tratta. Paura di non essere all'altezza, paura di essere giudicata, paura di non corrispondere al modello che ci si è messe in testa, e tanto altro....quando si sta bene e condivido tutto ciò che dice Patrizia, si ha voglia di comunicare agli altri che ce la potete fare
cornaglia patrizia
29-07-2011, 12:57
Scusate se mi intrometto, ma conosco la sensazione di aver paura delle persone nuove etc. etc. Io ho risolto con l'esercizio di Morelli pensa SONO NESSUNO. All'inizio è difficile poi piano piano ripetendo interiorizzi e diventi NESSUNO: Se sei NESSUNO, non ti fa più male, e non ti agita il GIUDIZIO DEGLI ALTRI, perchè di questo si tratta. Paura di non essere all'altezza, paura di essere giudicata, paura di non corrispondere al modello che ci si è messe in testa, e tanto altro....quando si sta bene e condivido tutto ciò che dice Patrizia, si ha voglia di comunicare agli altri che ce la potete fare
si è così.Grazie fernanda.
eccomi quà... oggi è successo ancora e io STO UNA SCHIFEZZA. A pranzo con i colelghi, la situazione si è "tesa" perchè ce n'erano un paio che continuavano a farmi battute io mi sono innervosita, mi son voluta controllare, ho pensato adesso tremo adesso tremo e oplà ! panico ! ho lasciato lì bere e mangiare e sono uscita.... insomma inutile raccontare i dettagli se non che è successo ancora e più succede + sto male. Mi dicevo "adesso passa" oppure "ok vieni e fai quello che vuoi" ma è + frte la paura di farmi vedere così... è questo il mio problema.
cornaglia patrizia
29-07-2011, 19:27
ma lo sanno cge soffri di panico?
cornaglia patrizia
29-07-2011, 20:24
comunque spesso si confonde l'ansia con il panico.
Il fatto che ci sia la tachicardia non vuol dire che hai il panico.E' diverso.
Bè sai dire vieni e fai quel che vuoi,bisogna anche essere pronti x questo,o meglio essere disposti a cedere.E' un po' come essere travolti da un'ondata.DEvi esserci...oppure non poterne davvero più.Allora riesce ad accadere e a quel punto la strada se non in discesa,almeno è in piano.
Nel momento che ti farai vedere o anche che lo dirai secondo me qualcosa muterà.
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