fatastrega
20-03-2011, 17:14
Buongiorno. Leggo Riza da un paio d'anni e i vostri consigli sono stati preziosi, con la psicoterapia per affrontare un lunghissimo periodo nel carcere degli attacchi di panico. Ma non volgio parlare di me. L'ansia persò esiste nel rapporto con il mio primo bimbo di 5 anni (c'è anche un secondo maschietto di 2 anni). Non ho mai incontrato nessuno che riconoscesse in lui la sua vera età. L'aspetto inganna perchè è particolarmente alto con un fisichino che tende naturalmente a scolpirsi. Ma il suo linguaggio, la sua capacità di ragionamento, in molte sfaccettature, non appartengono ai bimbi della sua età che sono abituata a incontrare. Lui legge la mitologia greca, certo anche i libri dei personaggi preferiti, ma conosce Dante, sta apprendendo velocemente inglese e francese. Ama il cinema ma s'incanta a teatro. Ma poi la rabbia. Davanti a un no imprevisto, davanti a quello che penso sia per lui una frustrazione (per ora solo nell'ambiente domestico), sembra scoppiare. Alza le mani su di me, alle volte mi picchia, piange rabbioso e quando riesce a parlare mi dice che non voglio ascoltare e che allora lui si ucciderà così io soffrirò.
Non ne ho mai parlato all'asilo ma ammetto che mi sento a disagio.
Quando accade, alle volte lo abbraccio, alle volte soprassiedo, alle volte quando diventa violento (picchia il cagnolino...), lo sgrido e lo castigo. Ma il decorso della sua rabbia non muta in funzione della mia reazione.
Cosa ne pensa?
Tanti saluti da una mamma
Non ne ho mai parlato all'asilo ma ammetto che mi sento a disagio.
Quando accade, alle volte lo abbraccio, alle volte soprassiedo, alle volte quando diventa violento (picchia il cagnolino...), lo sgrido e lo castigo. Ma il decorso della sua rabbia non muta in funzione della mia reazione.
Cosa ne pensa?
Tanti saluti da una mamma