PDA

Visualizza la versione completa : permettetemi uno sfogo


Nini
01-02-2011, 12:51
a volte la mia autostima va sotto terra solo perchè in ufficio mi sembra di non fare abbastanza.
Mi fanno notare errori di un cent., a volte come rispondo al telefono non va bene, richieste dell'ultimo momento,
lavoro in nero da un mese, per il rinnovo del contratto elemosinano anche su 30 euro lorde. Sono qui da quasi un anno.
Pazienza, mi dico, c'è crisi; cerco di avere una sicurezza economica...
ma vorrei lasciar perdere perchè non mi sento rispettata, sono stufa di aspettare, la situazione me la faccio andar bene.
Immaturità? debolezza?

Nini
01-02-2011, 12:53
Mi dispiace per quelli sarebbero felici di un posto fisso da impiegati... ma se volete vi cedo il mio.

nema
01-02-2011, 19:09
ti capisco.
mi hai fatto venire in mente i momenti in cui ho lavorato "negli uffici" e un brividino è corso lungo la schiena.ho sempre sognato di stare altrove a fare altro.

ora faccio decisamente "altro", non so se ho fatto la scelta giusta, dove mi porterà tutto questo, se a chiedere l'elemosina sotto un porticato rimpiangendo una scrivania e una pensione (?) assicurata o a sentirmi libera e un po' più me stessa... mi auguro la seconda.
questo per dire che se ho trovato io un piano B, io la confusa per eccellenza, l'anti-problem solver, l'eterna indecisa, possono riuscirci TUTTI.e magari con un senso della responsabilità e spirito di autosufficienza migliori del mio.

per un essere sensibile, creativo, libero, certi ambienti trasudanti schiocchi schematismi e frustrazione sono la morte dell'anima.e mi chiedo cosa ci sia di sbagliato nel voler perseguire il meglio per se stessi o se non altro il meno peggio.sarà possibile che 3/4 degli esseri occidentali debbano stare in un ufficio?no, io credo proprio di no.

sei giovane, puoi anche permetterti ancora di sbagliare strada.permettitelo e basta.quando sarà il momento lo farai.ne sono certa. ;)

Nini
02-02-2011, 09:30
Ti ringrazio Nema per la risposta.

alla fine la news di stamattina è che finalmente sono stata regolarizzata. Bè almeno ho ottenuto la sicurezza.

La cosa che mi tormenta è che io mi sento proprio come hai detto tu "sensibile, creativa, libera". Questo è quello che amo di me, ma che finora ho messo da parte seguendo idee razionali. A dirla tutta ho sempre avuto paura di rischiare e d'altro canto ho ricevuto un certo tipo di educazione.
Oggi va meglio, direi che va bene,
ma ci sono giorni in cui mi maledico e nei quali mi sento veramente a terra perchè la vita che faccio non è quella che vorrei.
Non posso neanche dire "vabbè il passato è passato"
perchè è difficile ricominciare se non ho soldi da parte. Sono costretta a rimandare.

Cleden
02-02-2011, 10:02
Ciao Nini, intanto congratulazioni per la regolarizzazione! Dunque ti criticavano, ma forse per pungolarti, per vedere il tuo carattere anche sotto "stress"... uno dei tanti esami della vita, ma l'hai superato!!
Vorrei chiederti se usi e stimoli la tua creatività nel tempo libero, perché se è vero che è bellissimo guadagnarsi da vivere con l'arte (se ho capito bene è a questo che aspiri?) è anche vero che solo pochissimi fortunati e grandi artisti ci riescono, lo dico non per disilluderti, semmai per incoraggiarti a non mettere da parte la tua vena creativa in attesa di un futuro più favorevole, che comunque ti auguro che arrivi prestissimo! :)

Nini
02-02-2011, 13:01
... :)

secondo me lavorano in modo maniacale.:D
ognuno ha il suo stile...
si vede che mi vogliono più precisa e quindi come dici tu, mi pizzicano.

in realtà non uso molto la creatività
perchè ultimamente non ho avuto abbastanza tempo libero. E poi sai che succede? A volte mi prende una tristezza tale che mi passa la voglia di fare. Poi va meglio e volendo la mente inizia a vagare e a creare... ultimamente vestiti; altre volte prendo i colori ed escono cose stranissime.

falcon75
02-02-2011, 22:21
Che brutta cosa a volte il mondo del lavoro, Nini!! Non sei la sola,se ti dicessi le situazioni dove lavoro io,staresti sempre sulla difensiva con un fucile imbracciato! Coltivare la creatività, nel poco tempo libero che ti è concesso, è un modo salutare per svagare la mente dalle situazioni frustranti che puoi vivere sul lavoro a volte.I superiori che ti fanno sempre notare gli sbagli che fai e magari quando fai qualcosa di eccezionale nessuno ti fa i complimenti, l'insidia dei colleghi, la loro ipocrisia e il loro doppiogioco a volte, mah...

Nini
03-02-2011, 13:40
E pensare che avevo impostato tutto per lavorare da sola...
chissà che cosa è successo che mi ha fatto avere sempre più ribrezzo per il lavoro che sto facendo,
che mi fa scappare via con la mente e mi fa sempre fantasticare sulle alternative,
che mi ha tolto la fiducia in me stessa
e che mi ha tolto l'energia con cui ero partita.

Nini
03-02-2011, 13:47
ho scelto l'economia sulla base di motivazioni sbagliate e per la spinta dei miei.
Sono stata costretta a fare ragioneria, invece del liceo artistico come suggerivano i prof. delle medie, o del liceo scientifico - che io avrei scelto ben volentieri
e così alle avevo 4 in economia e 8 in scienze.
eppure mi sono convinta, ho provato ad apprezzare l'economia, ho sempre cercato la parte interessante di questa materia e mi sono fatta forte del fatta che così non avrei avuto problemi nella ricerca del lavoro.
Ma io volevo fare l'università, non la ragioniera.
In sintesi ho proseguito con economia per due fattori: paura e il metter da parte - credo - la mia vera natura.
Non ho scelto per piacere, ma per convenienza e perchè ho pensato che una certa professione mi avrebbe fatta sentire importante.

Nini
03-02-2011, 14:00
e poi... a un certo punto è iniziato il disagio: un senso di insoddisfazione che è cresciuto sempre di più,
non ero più contenta di me, né di quello che stavo facendo.
Facevo, ma per me non era mai abbastanza;
anziché elevarmi, sprofondavo.
Ho iniziato a odiare la professione. Il passato mi si è ripresentato facendomi pensare di aver commesso un grosso sbaglio, di essere stata solo una materialista e una con un carattere troppo debole per seguire e rispettare la sua vera natura.

Riza. Accogliere il dolore, osservare, lasciarsi attraversare.
Il dolore così compie la sua funzione.
Ma non sono ancora riuscita a tirare le fila del discorso...
forse, il dolore, voleva farmi capire chi sono, voleva dare spazio a lati di me che sono stati schiacciati.
E adesso?
C'è il dovere. Il tempo passa. C'è un tempo per ogni cosa e io mi sento fuori tempo.
Potrei essere contenta per il lavoro che ho, per il fidanzato che ho;
potrei desiderare il matrimonio e i figli... e invece mi danno il voltastomaco entrambe le cose, perchè dentro c'è un io che non ha ancora avuto il suo spazio.
Se sarò mamma - perchè comunque mi auguro di diventarlo, un domani - cercherò di aiutare i miei figli a realizzare la loro vera natura e ad avere fiducia in sè stessi.

nema
03-02-2011, 14:28
Se sarò mamma - perchè comunque mi auguro di diventarlo, un domani - cercherò di aiutare i miei figli a realizzare la loro vera natura e ad avere fiducia in sè stessi.

già, sarebbe meraviglioso se fosse sempre così
inizia da te stessa intanto nini :)

Nini
03-02-2011, 14:36
già, sarebbe meraviglioso se fosse sempre così
inizia da te stessa intanto nini :)

:)...

volevo chiederti
a te come va in questo periodo?

nema
03-02-2011, 14:59
mi sto impegnando per la nuova avventura che (sto attendendo conferma) dovrebbe iniziare a fine marzo.
ma il senso di precarietà vergogna e inadeguatrezza è sempre lì pronto a scattare quando più me l'aspetto (:D).sono zeppa di paure e di dubbi però si va avanti.
sto conducendo una vita da segregata in casa.vedo poca gente, ho voglia di stare da sola che non è un gran segno ma tant'è.