Visualizza la versione completa : Dov'è il grigio?
Grigio inteso come via di mezzo … come ricerca della giusta dose di un qualcosa … come assenza di comportamenti palesemente iperbolici. Chi, come me, non di rado tinge le proprie giornate di bianco o di nero, sa di trascurare di osservare l’intero spettro di colori messo a disposizione da madre natura. “In medio stat virtus” dicevano i saggi latini avendo “ahimè” incredibilmente ragione. Una visione parziale della realtà limita la mente dell’osservatore il quale, evidentemente, procede senza rendersene conto ad un accumulo di idee malsane (talora nefaste) conducendo il proprio animo verso tortuosi meandri cerebrali dall’ignota esistenza. Il mio non vuole essere un tentativo di spiegare le cause (semmai la concausa) che conduce al dap. Chi mi conosce, chi mi ha letto in “Il mio corpo fa i capricci” sa come la penso.
Però, vedete, voler debellare tale modo di essere (o, quantomeno, capire che sarebbe tanto bene farlo) è volersi fortemente mettere in discussione, oltre che un modo per aprirsi alle critiche ed ai consigli. L’inciso tra parentesi nel periodo precedente esprime un dubbio, nel senso che se la struttura mentale è quella, le novità vengono poi accolte con molta difficoltà. Comunque, come si dice, basta volerlo realmente! (Volontà che circa un decennio fa mi ha condotto a smettere di fumare: un pacchetto al dì quando andava bene).
.... segue
.... seconda parte
Chi scrive (io) sta conducendo un’aspra lotta contro un dap che già si intravede all’orizzonte; ieri la prima “bomba” orosolubile da 2,5 mg ad effetto immediato. (Cena a casa di amici: vi lascio immaginare le difficoltà anche dello stare insieme). Convinto come sono che a covare dentro di me sia (non una chiocchia…) ma un’energia smisurata in attesa di utilizzo, sto provando a pormi in maniera differente di fronte al dap.
A partire da stamattina niente più Escolzia e tantomeno le tanto “amate” benzodiazepine prese più volte in passato. Se energia c’è facciamola uscire. Ho puntato i piedi contro la parte bassa di un muro del bagno (ho letto la tecnica da qualche parte), ho puntato le mani (una per volta) contro il muro opposto (la larghezza del bagno, ma anche la mia altezza, lo consenteno) spingendo con tutte le mie forze. E questo per più volte. È servito, giusto un po’, ma è servito. Ovviamente, accanto a tecniche di questo tipo, serve un diverso modo di porsi. Ma, questo, in me credo si sia già percepito, no? Sono pronto ragazzi, pronto ad essere investito (o ad emanare) un’onda energetica senza reprimerla, senza forzarla chiuso di un contenitore. Non so se l’esperimento andrà a buon fine, ma perlomeno ci provo.
A presto. Giari!
...........terza
Probabilmente, il modo migliore per combattere un dap è quello di non combatterlo affatto! sembra paradossale, ma inizio a credere che sia così. Finchè lo si combatte con i guantoni da boxe, lui (come se fosse un'entità a sè stante) fa buona guardia e siritrae restando intrappolato all'interno del nostro corpo. Qui, poichè la sfida è già iniziata, continuerà a sferrare calci e pugni dagli effetti devastanti. Se libero di uscire, invece, andrà via senza oppporre resistenza alcuna, evitando di ammaccare il corpo che prima lo ospitava.
Un saluto. Giari
Certo che l'escolzia non fa subito la cura va continuata per circa un mese non puoi aspettarti subito risultati comq sei tu che devi decidere se pensi che ciò che prendi tu ti possa aiutare continua cosi.
Io dal conto mio ho fatto provare questa cura a varie persone del quale ho visto risultati positivi.....ma non per forza maggiore deve funzionare con tutti
ma nella vita quando si inizia una cura fitoterapica ci vuole paziensa nel accettare il suo beneficio
...la cura va continuata per circa un mese non puoi aspettarti subito risultati .... Argilla
Si, capisco che una qualsiasi terapia necessiti del giusto tempo per iniziare a manifestare i suoi effetti. Ed ancora non so se riuscirò a farne a meno. La vedo dura!
Quel che cerco di fare è di non spaventarmi più: di non prestare attenzione ai tremori del corpo, alla sensazione di occhi gonfi e strabici, ai disturbi addominali, ecc..
E, se poi il tutto dovesse culminare con un attacco di panico, cercherò (ci riusciro?) di interpretarlo come una sorta di liberazione, una liberazione dell'energia repressa. Non so agli altri, ma in genere a me l'attacco di panico è accompagnato da enorme sudorazione. Ecco, quella sudorazione è l'energia che fuoriesce dal corpo liberandolo dai suoi sgraditi effetti.
A presato! GiaRI
...la cura va continuata per circa un mese non puoi aspettarti subito risultati .... Argilla
Si, capisco che una qualsiasi terapia necessiti del giusto tempo per iniziare a manifestare i suoi effetti. Ed ancora non so se riuscirò a farne a meno. La vedo dura!
Quel che cerco di fare è di non spaventarmi più: di non prestare attenzione ai tremori del corpo, alla sensazione di occhi gonfi e strabici, ai disturbi addominali, ecc..
E, se poi il tutto dovesse culminare con un attacco di panico, cercherò (ci riusciro?) di interpretarlo come una sorta di liberazione, una liberazione dell'energia repressa. Non so agli altri, ma in genere a me l'attacco di panico è accompagnato da enorme sudorazione. Ecco, quella sudorazione è l'energia che fuoriesce dal corpo liberandolo dai suoi sgraditi effetti.
A presato! GiaRI
Sono daccordo se stai incominciando a trovare un equilibrio interiore gia è un ottimo inizio
bisogna provare piano piano e riuscire .....
Sono daccordo se stai incominciando a trovare un equilibrio interiore gia è un ottimo inizio
bisogna provare piano piano e riuscire .....
Argilla
GRZ. Un incoraggiamento mi serve proprio. Giari
Sono daccordo se stai incominciando a trovare un equilibrio interiore gia è un ottimo inizio
bisogna provare piano piano e riuscire .....
Argilla
GRZ. Un incoraggiamento mi serve proprio. Giari
Ma il mio incoraggiamento non serve gia se tu che stai partendo bene con te stesso per me stai andando benissimo come inizio e otterrai i risultati giusti ne sono sicura
Ciao Giari, vai a leggerti il sito www.panicend.com......e' la testimonianza di un uomo che ce l'ha fatta!!!! Un abbraccio da una tua compagna di viaggio.
Ricordiamo amici che chi esprime un disagio è una persona come tutte, con le sue ansie, le sue gioie, i suoi timori ed i suoi stati di euforia.
Chi si apre pubblicamente non va certo identificato come un malaticcio a vita, ma come un individuo apprezzabile se non altro per aver deciso di esporre pubblicamente sè stesso.
Cine, teatro, cene fuori, ecc., ecc. .... tutto normale insomma. Il qualcosa che di tanto in tanto inficia questa normalità non può certo essere estrapolato a rappresentare in toto un individuo. Concetti scontati, me ne rendo conto. Ribadirli però fa sempre bene, no?
Alla prossima Giari
nessuno di noi lo dimentica ma alcuni di noi, me compresa, vedono la propria vita limitata dalla propria ansia...a ricordarci che siamo "diversi" ci pensano gli altri, quelli che non hanno le nostre stesse paure...quelli che ti deridono perchè non te la senti di andare in un posto o di fare una cosa...
se non sanno il perchè dici no, beh, sono solo superficiali, se lo sanno e continuano a farti sentire "sbagliato", allora sono egoisti o cattivi...
personaggi famosi del mondo dello spettacolo hanno rilasciato interviste nelle quali pubblicamente hanno detto di avere sofferto o di soffrire di dap...
Cara Julia,
Si può forse deridere qualcuno costretto a zoppicare perchè privo di una gamba? Si può deridere qualcuno che comunica con suoni accentuati da mille smorfie facciali perchè privo della voce? Oscar Pistorius (atleta sudafricano con una protesi ad una gamba che corre con i normodotati) è forse un diverso? ... qualcuno lo deride? No, non mi pare.
Che intorno ci sia così poca sensibilità è un dato di fatto.
Ma ricordiamoci che "a farsi pecore si viene mangiati dal lupo". Ognuno di noi è visto come vuole che gli altri lo vedano. Se mi presento come uno che ha spesso mal di testa, presto o tardi sarò quello del mal di testa. Se mi presento come quello che ama girare dei film che ogni tanto ha mal di testa, presto o tardi sarò per tutti il regista.
Giari
francy68
06-09-2009, 22:27
Io credo che non temere di nascondere un problema di attacchi di ansia o di panico, sia fondamentale per riuscire a superare il problema.
Personalmente non ho mai avuto problemi nel dire che mi stava succedendo, anche se quando iniziò il "disturbo" per me era del tutto sconosciuto.
Il giudizio della gente non deve essere determinante, anzi, oserei dire che più ti poni il problema di sembrare " normale", più fatichi.
Sono convinta che questo genere di disturbo sia dovuto ad un continuo sforzarsi di essere nella norma.
Ognuno ha un vissuto , ma credo che questo voler essere a tutti i costi felici, non sia positivo ...mi spiego meglio...
siamo direttamente ed indirettamente condizionati da degli stereotipi ,tutto perfetto e con un mucchio di cose.
Siamo schiavi di quello che pensa la gente , del loro giudizio...ovvero compiacere... così l'istinto va a farsi friggere , non senza farti pagare il conto.
Ovviamente il panico o l'ansia, non è altro che una sentinella d'allarme, che piaccia o no ... che ci resetta, forse è l'opportunità per rimetterci in discussione ed analizzarsi per correggere il tiro...non trovi?
Cara Julia,
Si può forse deridere qualcuno costretto a zoppicare perchè privo di una gamba? Si può deridere qualcuno che comunica con suoni accentuati da mille smorfie facciali perchè privo della voce? Oscar Pistorius (atleta sudafricano con una protesi ad una gamba che corre con i normodotati) è forse un diverso? ... qualcuno lo deride? No, non mi pare.
Che intorno ci sia così poca sensibilità è un dato di fatto.
Ma ricordiamoci che "a farsi pecore si viene mangiati dal lupo". Ognuno di noi è visto come vuole che gli altri lo vedano. Se mi presento come uno che ha spesso mal di testa, presto o tardi sarò quello del mal di testa. Se mi presento come quello che ama girare dei film che ogni tanto ha mal di testa, presto o tardi sarò per tutti il regista.
Giari
sinceramente io non comprendo il senso del tuo suddetto post, in quanto io con il mio ho risposto al tuo precedente in cui mi sembrava che tu volessi precisare che soffri sì di dap ma che riesci a fare una vita sociale normale quando non hai attacchi...sei tu che hai espresso con tale precisazione la paura di essere etichettato, certo non noi a farlo...:confused:
...a ricordarci che siamo "diversi" ci pensano gli altri, quelli che non hanno le nostre stesse paure...quelli che ti deridono perchè non te la senti di andare in un posto o di fare una cosa...
se non sanno il perchè dici no, beh, sono solo superficiali, se lo sanno e continuano a farti sentire "sbagliato", allora sono egoisti o cattivi...
Julia
...sei tu che hai espresso con tale precisazione la paura di essere etichettato, certo non noi a farlo... Julia
Dici? Bohhhhhh! leggo male allora
M.Martina
07-09-2009, 00:05
E' davvero apprezzabile che tu esponi e condividi il tuo disagio, non è facile... anzi direi che sicuramente è un buon inzio verso la guarigione.!!! Questa tua energia psichica che scatena l'attacco di panico, forse vuole potarti altrove, dove non ci sono tanti ragionamenti che cronicizzano il disagio...!!!! un'abbraccio M.Martina
Ricordiamo amici che chi esprime un disagio è una persona come tutte, con le sue ansie, le sue gioie, i suoi timori ed i suoi stati di euforia.
Chi si apre pubblicamente non va certo identificato come un malaticcio a vita, ma come un individuo apprezzabile se non altro per aver deciso di esporre pubblicamente sè stesso.
Cine, teatro, cene fuori, ecc., ecc. .... tutto normale insomma. Il qualcosa che di tanto in tanto inficia questa normalità non può certo essere estrapolato a rappresentare in toto un individuo. Concetti scontati, me ne rendo conto. Ribadirli però fa sempre bene, no?
Alla prossima Giari
ecco qui il post al quale ho risposto...;)
ho letto male io?:rolleyes:
ecco qui il post al quale ho risposto...
ho letto male io? Julia
No, amica, non hai letto male; forse sono stato io a non rendere bene l'idea. MEA CULPA. Quanto scritto non cela e non vuole lasciare intravedere la paura di essere etichettato, di questo me ne importa davvero poco. Chi mi conosce di persona sa che di questo non me ne frega un c ... Una riprova è l'essersi resi pubblici qui (anche se è pur vero che si resta fondamentalmente anonimi). Quello che intendevo dire è che qui in community si viene in genere conosciuti per pochi aspetti del proprio carattere, aspetti che (volenti o nolenti) finiscono totalmente per identificarci. Ma noi siamo anche altro: siamo cinema, siamo lavoro, siamo svago, ecc. e ricordarlo non può che far positivamente sorridere, ti pare?
Un saluto! Giari
non sono d'accordo, tu ed io non usiamo il nostro nome e cognome fino ad ora e non mettiamo la nostra foto fino ad ora ed usufruiamo della possibilità che dà il forum di farlo...abbiamo fatto il primo passo, esprimere il nostro mal-essere, ma se ne possono fare altri per rendersi pubblici...
il forum comprende molte sezioni proprio perchè nessuno di noi è la sua malattia...
io le uso e uso il blog e chi mi legge può capire quali sono i miei gusti e le mie passioni in vari campi...
se si scrive solo del proprio disagio è ovvio che si mostra solo una parte di sè, ma per tutti c'è un tempo in cui ci si concentra sul proprio mal-essere e un tempo in cui ci si apre ad altro, come un fiore nei vari momenti del giorno...
Per Francy 68 (1)
Ovviamente il panico o l'ansia, non è altro che una sentinella d'allarme, che piaccia o no ... che ci resetta, forse è l'opportunità per rimetterci in discussione ed analizzarsi per correggere il tiro...non trovi?
Francy68
Certo che sì! Tutto sta nel come il tiro si corregge. Nel senso che, a volte, per correggere il tiro è sufficiente non correggerlo affatto. No, non è filosofia del dap, ma un differente modo di porsi di fronte al dap stesso. Mi spiego meglio: una volta compreso di dover dare libero sfogo all’ansia o al dap (uff … quante ripetizioni) il tiro è già stato corretto, nel senso che la forma mentis sta già iniziando a mutare. Ovviamente, il tutto è più facile a dirsi che non a farsi e qui sta il lavoro da svolgere, l’esercizio quotidiano cui adempiere zelantemente. Capire un qualcosa, tuttavia, non significa averlo metabolizzato. Nel senso che solo quando io ho realmente metabolizzato (non solo capito) che all’ansia e al dap si deve dare libero sfogo, posso poi decidere o meno di mettere in atto la strategia conseguente. Solo quando un qualcosa fa davvero parte di me posso poi prenderne le contromisure.
Per Francy 68 (2)
Quanti fumatori ci sono che vogliono smettere di fumare? Tutti queste persone sanno che il fumo fa male, ma pochi smettono realmente. Solo coloro che arrivano ad un convincimento reale, ad una reale voglia di smettere, sono quelli che poi abbandonano le sigarette. Ecco, questi individui sono quelli che hanno effettivamente metabolizzato (E NON SOLO CAPITO) di dover smettere di fumare perché il fumo fa male.
Il giudizio degli altri? Non ho problemi a manifestarmi così come sono, credevo di aver già dato sentore di ciò.
Un saluto e alla prossima. Giari
Per Julia
Beh sì, io uso il mio nome e cognome: il mio nick deriva dalle prime sillabe del mio nome e cognome. Scherzo ovviamente; cioè sì, quanto detto è vero, ma è solo per ridere.
Ecco, hai colto il punto " se si scrive solo del proprio disagio è ovvio che si mostra solo una parte di sè" ed è proprio questo quello che ho inteso esprimere nei precedenti post.
Il blog dici? Non so neanche come si costruisce, dovrei erudirmi in tal senso.
E' anche vero, come tu dici "ma per tutti c'è un tempo in cui ci si concentra sul proprio mal-essere e un tempo in cui ci si apre ad altro, come un fiore nei vari momenti del giorno... " e ricordarlo (come da me detto nei post precedenti) o manifestarlo in un blog (per chi è in grado di farlo) fa sempre bene, no?
Un saluto! Giari
Maria Stella
07-09-2009, 10:05
Ricordiamo amici che chi esprime un disagio è una persona come tutte, con le sue ansie, le sue gioie, i suoi timori ed i suoi stati di euforia.
Chi si apre pubblicamente non va certo identificato come un malaticcio a vita, ma come un individuo apprezzabile se non altro per aver deciso di esporre pubblicamente sè stesso.
Cine, teatro, cene fuori, ecc., ecc. .... tutto normale insomma. Il qualcosa che di tanto in tanto inficia questa normalità non può certo essere estrapolato a rappresentare in toto un individuo. Concetti scontati, me ne rendo conto. Ribadirli però fa sempre bene, no?
Alla prossima Giari
non lo trovo necessario, ma se ti fà star bene hai fatto bene a precisarlo.
Siamo in tanti ricordalo. Un abbraccio:)
non lo trovo necessario, ma se ti fà star bene hai fatto bene a precisarlo.
Siamo in tanti ricordalo. Un abbraccio Maria Stella
Concordo con te, non è necessario. Siamo in tanti, me ne rendo felicemete conto.
Grazie e a presto. Giari
cornaglia patrizia
08-09-2009, 01:01
.... seconda parte
Chi scrive (io) sta conducendo un’aspra lotta contro un dap che già si intravede all’orizzonte; ieri la prima “bomba” orosolubile da 2,5 mg ad effetto immediato. (Cena a casa di amici: vi lascio immaginare le difficoltà anche dello stare insieme). Convinto come sono che a covare dentro di me sia (non una chiocchia…) ma un’energia smisurata in attesa di utilizzo, sto provando a pormi in maniera differente di fronte al dap.
A partire da stamattina niente più Escolzia e tantomeno le tanto “amate” benzodiazepine prese più volte in passato. Se energia c’è facciamola uscire. Ho puntato i piedi contro la parte bassa di un muro del bagno (ho letto la tecnica da qualche parte), ho puntato le mani (una per volta) contro il muro opposto (la larghezza del bagno, ma anche la mia altezza, lo consenteno) spingendo con tutte le mie forze. E questo per più volte. È servito, giusto un po’, ma è servito. Ovviamente, accanto a tecniche di questo tipo, serve un diverso modo di porsi. Ma, questo, in me credo si sia già percepito, no? Sono pronto ragazzi, pronto ad essere investito (o ad emanare) un’onda energetica senza reprimerla, senza forzarla chiuso di un contenitore. Non so se l’esperimento andrà a buon fine, ma perlomeno ci provo.
A presto. Giari!
ma perchè lotti?A cosa è servito quell'esercizio?A renderti più forte forse?
ma perchè lotti?A cosa è servito quell'esercizio?A renderti più forte forse?
Cornaglia Patrizia
Per aspra lotta intendevo un diverso modo di porsi: niente benzodiazepine; libero sfogo al'ansia. Tuttavia è così, non mi sento affatto più forte. Anzi il contrario. Adesso ci risiamo ed è tutto da rifare. Stanotte ho fatto quello che non volevo: 12 gocce di un ansiolitico e tra un po' altrettante. Credo che affronterò un ciclo di psicoterapia.
A presto. Giari
Posso forse fare altro? Se sì, cosa?
Giari
cornaglia patrizia
08-09-2009, 16:50
Posso forse fare altro? Se sì, cosa?
Giari
si che puoi dipende da te.Devi cedere e non lottare e non combattere.Quando hai l'ansia anzi appena la senti arrivare poco prima che si scateni con i sintomi che puoi avere sudorazione tachicardia eccc fermati chiudi gli occhi e lasciati andare all'immaginario.Immagina ad occhi chiusi qualcosa di piacevole che ti fa stare bene,questo ti permette di dare al cervello uno stato piacevole.Non pensare a farla andare via,vivi quel momento di benessere dato dall'immaginario.Questo non è rifugiarsi nella fantasia è qualcosa di diverso.Il cervello è fatto x godere ama il gioco le novità la spensieratezza e se ha questo produce e scarica benessere al corpo.Se non ci sono sintomi gravi invece puoi semplicemente stare lì con quella sensazione,c'è bisogno della tua presenza del tuo accoglimento come di qualcuno che bussa alla tua porta.E' una parte di te che chiede di essere riconosciuta e non fatta tacere.Stai lì con essa.Sul cedere puoi fare questo esercizio:buttati all'indietro sul letto lasciati andare.Ritorna al corpo al tuo respiro,fai respiri lunghi e profondi alla sera prima di andare a letto:Inspira dalla bocca e immagina portando il respiro che esca dai genitali.Scarica questa energia facendo delle espirazione e l'urlo.Se hai una compagna fai l'amore come non l'hai mai fatto,in maniera selvaggia.Manca l'istinto,quella forza primordiale.Anzi non è che manca è che non lo tiriamo fuori.
si che puoi dipende da te. ...... Cornaglia Patrizia
Ti ringrazio moltissimo per i consigli dati. Per fare quello che tu dici occorre molto, molto esercizio. In questo periodo sono estremamente vulnerabile e tutto mi spaventa oltremisura. Ieri, uscendo dalla doccia, una sensazione di sbandamento terribile, sensazione che ha portato ad agitarmi moltissimo. (Sembravo un'automobile in attesa di una messa a punto della convergenza). Comprendo bene che non bisognerebbe spaventarsi affatto, ma anzi lasciare che l'ansia o il dap fluisca da sè magari associando il tutto ad immagini piacevoli; questo, d'altra parte è quanto io stesso mi ero proposto di fare (se mi hai letto, lo ricorderai).
Il punto è però mantenere la calma e, il che, non è sempre facile, almeno adesso e per quanto mi riguarda. Forse in seguito facile lo diventerà, quando la fase acuta (o pre-acuta: non so bene in che fase mi trovo) sarà passata. Ecco, allora sì, si potranno mettere in atto le tecniche descritte.
Comunque ci provo lo stesso.
Fare l'amore in maniera selvaggia OK, sempre che l'antidepressivo (prescritto oggi dal medico) non porti le lancette del mio orologio sessuale a spostarsi verso le 18.30 (in calo totale cioè), oltre che a procurarmi un effetto anestetico che mi priverebbe di qualsiasi sensibilità. (Rapporto da schifo insomma).
Farò comunque tesoro dei tuoi consigli.
Grazie e alla prossima. Giari
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