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Visualizza la versione completa : Il mio corpo fa i capricci


Giari
31-08-2009, 19:02
Ciao a tutti,
ho 48 anni e da tempo soffro di ansia generalizzata. Convivo, ma non so se ho imparato a farlo realmente, con i disturbi legati all'ansia ed agli attacchi di panico. Naturalmente, tra due fasi di disturbo (più o meno intenso) è sempre interposto un periodo di "normalita", a volte lungo anche anni. Se dentro di me è presente un'energia inespressa o se il mio animo "sente" di stare avviandosi verso una fase di grandi cambiamenti, davvero non so dirlo. Probabilmente, entrambe le ipotesi formulate fanno sentire il loro peso su chi adesso scrive. Poichè ho imparato a riconoscere la strada che conduce verso un attacco di panico, temo di averla pericolosamente (e nuovamente) imboccata. Dolori addominali, vertigini, tachicardia, extrasistole, continua attenzione ad ogni manifestazione "anomala" del corpo, ecc.. Tutte somatizzazioni che, ovviamente, hanno un'origine profonda e pronte ad esplodere in una manifestazione acuta. Se la provenienza di tali manifestazioni interiori sia davvero nascosta è difficile dirlo; forse amiamo nascondere ciò che al nostro animo è subito evidente. Spero che il sentiero su cui adesso cammino vacillando mostri di essere reversibile; benzodiazepine e quant'altro preferirei tenerle alla larga.

Un saluto a tutti Giari

Dea
31-08-2009, 20:39
Per affrontare i capricci del nostro corpo ho scoperto che non esiste una formula che possa andare bene per tutti.
So solo che ogni caso va considerato e analizzato a sè perchè ognuno di noi ai suoi tempi e le sue modalità di espressione.
Comprendere cosa sta succendendo è, in ogni caso, il primo passo da compiere.

Ciao Dea

elly79
31-08-2009, 20:51
cara giari,comprendo perfettamente quello che provi,stasera leggendoti ho avuto come l'impressione che chi stesse scrivendo fossi io..non so dove ci porta la nostra sensibilità,a quanto pare verso il baratro della paura,la paura di ritornare a stare male,la paura di provare sensazioni sgradevoli nel nostro corpo,che sembrano sempre peggiori e mai le stesse,la paura di non riuscire ad uscirne questa volta,la paura che niente ormai ci possa aiutare a stare meglio..è vero a volte passano degli anni,nel mio caso erano ormai quasi 10,non so che cosa il mio corpo vuole dirmi che non va nella mia vita,sicuramente qualcosa..ma ho avuto il mio primo attacco di panico in quinta elementare..cosa c'era allora da dire ad una bambina?Mi piacerebbe pensare che modificando qualcosa si possa cambiare e stare meglio,ma non so,forse è la nostra condanna,o perlomeno è sicuramente la mia,la paura di non saper più vivere come dovremmo e ci meriteremmo...un abbraccio,elly

Giari
31-08-2009, 21:14
Grazie per la risposta al messaggio. Caro Giari .... e non cara Giari

Un saluto

julia
31-08-2009, 21:19
ciao Giari, benvenuto, sei in buona compagnia...io mi definisco "la donna psicosomatica":p

pink
31-08-2009, 22:34
benvenuto giari...

francy68
01-09-2009, 01:02
Ciao Giari, pure io ero convinta tu fossi una lei,
ma poco cambia, nel senso che star male e voler trovare rimedio non ha sesso.
È una cosa che spesso ti chiedi...(almeno io) perchè proprio a me doveva succedere, cammini per la strada e guardi gli "altri" che stanno bene... e tu invece hai questi eccessi di emozioni e sapendo dove ti portano ti mettono ancora più a disagio ...è un gatto che si morde la coda.
Sarà anche vero che essere più sensibili porta dei vantaggi, ma mi piacerebbe saprere a volte se il gioco vale la candela.
La tua è la paura della paura, la conosco bene e non ci sono farmaci che la possano curare, solo tu lo puoi fare, prova a pensare alle cose belle che hai, ai momenti buoni che ti aspettano dopo il periodo nero, ti aiuta a ossigenare un po' il cervello almeno nella fase acuta...a me a volte funziona.
Sicuro è che non sei solo.
Un sorriso

Cinzia
01-09-2009, 01:58
Ciao Giari, benvenuto!!! Qui siamo in tanti e in tanti abbiamo i tuoi problemi...chi piu' chi meno!!! Per ora ti do il benvenuto e vista l'ora magari ti scrivero' i prossimi giorni per dirti qualcosa di piu'. Notte

Giari
01-09-2009, 08:35
Cari amici,
ringrazio tutti voi per l'interesse manifestato a quanto da me scritto.
Conosco bene la paura della paura, vale a dire la paura che ritorni la paura. Non so però se in tal caso è proprio così, nel senso che, paradossalmente, l'attacco di panico può, in taluni casi, essere definito liberatorio (ma non auspicabile). Come detto, temo di aver imboccato (spero in maniera reversibile) la via che conduce verso una manifestazione di questo tipo. Però, vedete, avere a che fare con tante piccole (talora grandi) manifestazioni sgradevoli del proprio corpo (quali vertigini, dolori di varia natura o altro) può essere molto più fastidioso che non l'attacco di panico stesso. ...segue

Giari
01-09-2009, 08:36
Così, come una sudata notturna che consente ad una manifestazione febbrile di diminuire notevolmente, anche l'a.d.p. (attacco di panico) può contribuire a scacciar via tutte (o buona parte) delle manifestazioni precedenti che hanno condotto verso tale condizione del corpo e dell'animo. La grande scocciatura, tuttavia, è rappresentata dal successivo ricorso ad ansiolitici, antidepressivi e ad eventuali sedute psiterapeutiche. (Ma meglio queste o le manifestazioni antecedenti la crisi?).
.... segue

Giari
01-09-2009, 08:37
Poichè l' a.d.p. spaventa maggiormente che non lo hai mai provato prima, ritengo che per noi del settore (perdonatemi l'ironia) conviverci sia relativamente più semplice.
Perlomeno razionalmente! Già, perchè a livello emotivo le cose non stanno proprio così, nel senso che non sempre ci si sente pronti a farsi "attraversare" da simili stati.
Personalmente (non so voi) ritengo che, tra l'altro, (ripeto: tra l'altro, ma non solo) il tutto abbia un che di infantile. Nel senso che se è un iniziale senso di colpa a condurci passivamente verso un a.d.p., è pensabile che tale comportamento sia imposto dal nostro codice di moralità impresso indelebilmente in ognuno di noi. La soluzione sembrerebbe incredibilmente semplice: CAMBIARE IL PROPRIO CODICE DI VALORI! Il punto è dunque rappresentato dal decodificare e modificare la tabula rasa sulla quale sono impressi i segni base della moralità.
Operazione evidentemente non semplice, dal momento che quanto avvenuto nei primi anni di vita rappresentà un qualcosa di molto simile al DNA in grado di dettare con forza sempre le stesse istruzioni comportamentali.
Come per tutti gli aspetti della vita, la natura ama l'equilibrio: una giusta moralità va bene, ma troppa può essere distruttiva.

A presto! Giari

elly79
01-09-2009, 09:14
penso sia in parte vero,tutti quei codici che si sono formati involontariamente in noi durante l'infanzia e che ci segnano a vita.Ma poi cambiare quelle profondità che noi non abbiamo scelto è un'impresa ardua..io mi rendo conto di avere dei dei blocchi pazzeschi che condizionano giornalmente la mia vita,posso farli risalire al ruolo di un padre assente ,di una madre ansiosa ,ossessiva compulsiva che ha riversato su di me tutte le sue tare...solo che adesso quella tarata sono io e non so se ce la farò mai a cavarmene fuori,con il risultato che rendo difficile anche la vita di chi mi sta attorno...e poi la moralità ci difende o ci complica solo le cose?

flower
01-09-2009, 09:21
a livello emotivo le cose non stanno proprio così, nel senso che non sempre ci si sente pronti a farsi "attraversare" da simili stati.

Giari

mi ha colpito questa frase, e sai perchè? perchè ci leggo un voler "gestire" il momento in cui la voce dell'anima dovrebbe parlarti..... cosa significa per te "non sentirsi pronti a farsi attraversare"? L'interiorità, attraverso gli attacchi di panico, ti parla quando ha qualcosa da dire, e non gli importa se tu hai deciso razionalmente di essere pronto o no. Quando i disagi si manifestano, per quella che è la mia esperienza, vanno accolti senza domande, non c'è altra strada. Il cercare cause o motivazioni circa il perchè del loro manifestarsi è una fatica inutile, poichè sposta la tua attenzione all'esterno, quando invece è dentro che bisogna posare lo sguardo.

Argilla
01-09-2009, 10:31
ciao benvenuto posso esserti utile nel mio piccolo ....
avere gli attacchi di panico so perfettamente cosa vuol dire ed non è molto difficile spesso riconoscere i sintomi ,anche se si manifestano all'improvviso cè sempre una causa dietro.
A volte non sono solo stati di ansia ma possono essere proccupazioni inconsce , il mio consiglio è l'Escolzia tavolette o tintura madre
per insonnia,nervosismo,ansietà,depressione, in altenativa prova i fiori di bach anche se sono in rilento puoi trovare un miglioramento se posso esserti utile per me è un piacere.

Giari
01-09-2009, 13:19
No, non parafrasate. La distinzione tra emotività e razionalità per dire che l'una esclude l'altra

Giari
01-09-2009, 13:21
C
Ciò che a livello razionale non spaventa, spaventa invece a livello emotivo. Tutto qui!

grazie per i consigli e per lee indicazioni su Essezia e fiori di Bach. Li testerò.

A presto

Giari
01-09-2009, 13:21
...pardon, Escolzia

Cinzia
01-09-2009, 13:39
Hai detto bene Giari, penso che tu con l'ultima frase abbiamo colto il punto della questione....penso si debba partire proprio da li'.....e lasciarisi piu' andare alle emozioni....io ci sto provando e sto meglio!!! Insomma essere meno rigidi fa bene!

M.Martina
01-09-2009, 15:09
Ciao Giari... conosco questi sintomi, il 'dolore psichico', il disagio che comporta...e più si lotta contro, essi affiorano involontariamente...infatti quando più ci chiediamo il motivo, ci ragioniamo su...i disturbi a volte aumentano. Forse sarebbe meglio guardarli, senza tormentarci troppo, svuotando la mente, senza sforzarsi ad ogni costo per trovare un'equilibrio, una soluzione, ma bensì capire la nostra essenza, la nostra vera natura, che abita in noi, lontana da modelli educativi ristretti, moralità, preconcetti, protagonismo....ma può tornare utile l'estranietà, diventando magari, l'osservatore del propio dolore. Concordo con te che l'eccessiva etica, conformità alla morale, può dare effetti contrari, creando una falsa identità...mentre la nostra anima vorrebbe dare il frutto di ciò che siamo realmente... la nostra 'unicità'. Saluti M.Martina

Giari
01-09-2009, 16:07
..... può tornare utile l'estranietà, diventando magari, l'osservatore del propio dolore. Concordo con te che l'eccessiva etica, conformità alla morale, può dare effetti contrari, creando una falsa identità...mentre la nostra anima vorrebbe dare il frutto di ciò che siamo realmente... la nostra 'unicità'. Saluti M.Martina


Ecco, sì ... credo sia questo il punto. Cercherò di fare mie queste frasi.
Grazie Giari

M.Martina
01-09-2009, 22:13
...Grazie a te per avermi dato l'occasione nell' esprimere un pensiero... ti abbraccio e a presto M.Martina

francy68
01-09-2009, 22:42
Sono daccordo con te, in special modo riguardo al...

" La soluzione sembrerebbe incredibilmente semplice: CAMBIARE IL PROPRIO CODICE DI VALORI! Il punto è dunque rappresentato dal decodificare e modificare la tabula rasa sulla quale sono impressi i segni base della moralità.

Come per tutti gli aspetti della vita, la natura ama l'equilibrio: una giusta moralità va bene, ma troppa può essere distruttiva.


A tal proposito avrei un libro da consigliarti, che ho iniziato a leggere (e come al solito non ho finito), che tratta appunto questo argomento,
( magari l'hai già anche letto, dal momento che riconosco questo tipo di affermazioni) , sempre che non sia una tua personale opinione nata spontaneamente.
Si intitola "le vostre zone erronee" di W.W.Dyer
Se ti capita di leggerlo fammi sapere che ne pensi.
Ciao Francy68

cornaglia patrizia
01-09-2009, 22:56
CAMBIARE IL PROPRIO CODICE DI VALORI!

ciao,la sigla è dap(scusa deformazione professionale;)).In realtà è una grande energia,troppa che non si può più contenere e come una pentola a pressione va sfiatata.Non credo che si tratti di moralità e codici di valori.Chi ha studiato il dap si è accorto che c'erano gli stessi sintomi dell'orgasmo ma in negativo,tachicardia sudorazione(notare bene dove, è molto indicativo),calore diffuso.Come una medaglia due facce.Inoltre chi soffre di dap ha un grande controllo.Non credo che sia il senso di colpa ma la paura anzi il terrore.A volte paure molto forti a causa di eventi infantili(ma non necessariamente) che non sono stati elaborati o comunque esternati come ad es aver vissuto esperienze paradossi tra la vita e la morte ma anche paure minori vissute dal bambino come terrorizzanti.Raramente però scatta nell'infanzi ma + facile dall'adolescenza in poi.Dall'attacco di panico si può uscire ovviamente e certamente dei preparati naturali possono essere un aiuto anche valido ma è come viviamo che ci porta alla risoluzione del disagio.Diversamente lavoreremo sulla superficie.Non so se conosci la storia di Pan.E' molto indicativo.Secondo me va compreso cos'è il dap,quale funzione ha.E' un'opportunità che porta al cambiamento.Quando arriva un disagio è una parte viva che ti chiama che chiede la tua presenza.Bussa forte solo per essere ascoltato.Ciao

Giari
02-09-2009, 07:06
Ciao a tutti,
è sempre un enorme piacere constatare di avere tanti amici intorno.
No, non conosco e non ho letto "le nostre zone erronee" di W.W.Dyer, libro che mi riprometto di leggere al più presto. Anzi, grazie per avermelo consigliato. Saperne di più sull'argomento non può che contribuire a dare risposta ai tanti perchè.
Si dice "dap" e non "adp"? Beh, buono a sapersi. Le puntualizzazioni, in tal caso di una conterranea (così mi pare di capire dal trullo in sfondo alla foto), sono sempre ben accette. Sono sempre pronto ad imparare.
Nel messaggio di testa che ha dato vita ha questa discussione ho ipotizzato che l'adp (pardon ... il dap) può rappresentare il preludio ad un grande cambiamento. In questo senso dunque (e rispondo all'amica del trullo) è già visto come un disagio che chiama e, dunque, come si legge nel messaggio precedente, chiede la presenza di chi è portatore del disagio.
Abbiam detto la stessa cosa, mi pare, seppur in modi differenti.

A presto. Giari

cornaglia patrizia
02-09-2009, 22:13
[QUOTE=Giari;7213]
Si dice "dap" e non "adp"?
Nel messaggio di testa che ha dato vita ha questa discussione ho ipotizzato che l'adp (pardon ... il dap) può rappresentare il preludio ad un grande cambiamento. In questo senso dunque (e rispondo all'amica del trullo) è già visto come un disagio che chiama e, dunque, come si legge nel messaggio precedente, chiede la presenza di chi è portatore del disagio.
Abbiam detto la stessa cosa, mi pare, seppur in modi differenti.

Devo cambiare la foto,infatti ero solo in vacanza io son piemontese!Già qui,basta una foto x dedurre di essere tua conterranea?e se mettevo una foto delle maldive?:eek:si la sigla è dap.Sono andata nel testo iniziale dicevi semplicemente che non lo sapevi se era così.Io ti dico un'altra cosa e cioè che è così,è un'opportunità al cambiamento,una grandissima opportunità se la sai usare.Quindi la cosa è completamente diversa.Oltre a ciò ho detto anche altro alla luce della mia esperienza,,le ipotesi a poco servono.Prova a rileggere.Così come per presenza non intendo il conviverci è tutta un'altra cosa:nel tuo testo è l'unico riferimento che si può avvicinare altro non ho visto.Ti ho letto e c'è un grandissimo controllo,molto ragionamento.Son ben altre le cose da fare se ne vuoi uscire.Non esci dal panico se cerchi le cause se vuoi capire,se stai nel razionale,nella testa.Ti lascerà x un po' ma poi tornerà finchè non cederai,finchè non mollerai.E' una lotta contro se sessi.

Giari
03-09-2009, 06:39
Già qui,basta una foto x dedurre di essere tua conterranea?e se mettevo una foto delle maldive?si la sigla è dap.[/COLOR[COLOR="red"]].....
.....Sono andata nel testo iniziale dicevi semplicemente che non lo sapevi se era così.... ..... Cornaglia Patrizia


Cara amica,
grazie anzitutto per la risposta e per i consigli forniti. Si noterà che nel testo iniziale (dopo una breve perplessità) ho riferito che, probabimente, a condurre verso un dap interviene sia l'energia inespressa racchiusa dentro di noi che la percezione di grandi cambiamenti, di grandi sconvolgimenti.
Non intendo far polemica, naturalmente, me ne guardo bene. Ma, vedi, io ho espresso delle mie sensazioni e percezioni, il cui contenuto ho poi riscontrato nella tua risposta. Parole diverse, certo, ma la sostanza è quella.

Riguardo il trullo, il mio voleva solo essere un modo elegante (spero non subdolo ... bisogna stare attenti alle parole, a quanto pare) per manifestare le mie origini, l'appartenenza alla terra in cui vivo da sempre.

Detto questo, continua a scrivermi se ti va. Farò altrettanto con te.

Grazie e a presto. Un saluto. Giari

Cinzia
03-09-2009, 11:59
Ciao Giari, come promesso eccomi qui! Soffro di panico da anni.Il primo attacco consapevole successe circa 7 anni fa.Ero in macchina, fuori c'era nebbia e tornavo a casa dopo una serata col mio ex (in cui tra l'altro avevo avuto una discussione!) Che dire...fu terribile! Tremai per circa due ore e da allora tutta la mia vita e' cambiata. E' cambiata, perche' da quel momento non ho mai smesso di cercare risposte,...ho letto libri, ho fatto yoga, meditazione, ho preso Fiori di Bach, ho viaggiato, insomma mi sono data da fare e....morale della favola, il panico c'e' ancora!!! Certi ci sono periodi in cui gli attacchi vanno e poi tornano....ma, dall'ultimo periodo ho imparato molto! Sai, questa volta il panico non mi ha risparmiato niente, e' stato devastante perche' oltre a lui convivevo con una depressione che faceva capolino man mano che passava il tempo ed io stavo sempre allo stesso modo. Il motivo di tutto cio'....una Passione forte che ho avuto per una persona e che ho ricacciato indietro con tutte le mie forze,ero terrorizzata da tutto cio',avevo paura di viverla perche' non sapevo dove mi avrebbe portata, avevo paure delle conseguenze e di tutto il resto in cambio invece mi sono trovata a fare i conti con il signor Panico!

Cinzia
03-09-2009, 12:00
.... E' passato del tempo e solo ora mi rendo conto dell'enorme errore che ho fatto perche' tutto mi e' tornato indietro a boomerang. Capisci dov'e' il punto? Patrizia parla chiaramente in un suo post a cosa sia stato paragonato il panico, un orgasmo mancato si direbbe,e cosi' e' stato!. Ora sto bene e sto cercando di far entrare di piu' nella mia vita l'imprevedibilita', il gioco, la magia e cerco di non spiegare tutte le cose con la mente, ma di vivere al massimo quello che l'esistenza ha in serbo per me, senza troppi ragionamenti....la strada e' lunga ma e' entusiasmante percorrerla! Voglio VIVERE!!!!! Ti abbraccio

Giari
03-09-2009, 13:48
Ora sto bene e sto cercando di far entrare di piu' nella mia vita l'imprevedibilita', il gioco, la magia e cerco di non spiegare tutte le cose con la mente, ma di vivere al massimo quello che l'esistenza ha in serbo per me, senza troppi ragionamenti....la strada e' lunga ma e' entusiasmante percorrerla! Voglio VIVERE!!!!! Ti abbraccio Cinzia

Credo che abbiate ragione tu e Patrizia, ragione da vendere. Da bravo essere razionale, non mi è però facilissimo mettere in secondo piano la ragione ed abbandonarmi all'imprevedibilità. Anche le sedute di psicoterapia, in fondo, tirano in ballo la ragione. Comprendo tuttavia che questa (imprevedibilità, aprirsi al gioco ed alla magia) è la strada da seguire. Mi resta solo da capire come cambiare la mia forma mentis in tal senso (sedute a parte). Ragionare troppo sugli eventi è come volerli tenere sotto controllo, lo so. Un controllo che tuttavia non esiste, visto che di tanto in tanto la mente vaga per tracciati inconsueti.
................... segue

Giari
03-09-2009, 13:48
.... continuazione

Pensa, il mio primo attacco di panico si è verificato mentre svolgevo il servizio di leva (allora c'era ancora): improvvisa paura dell'alto, dello stare in alto. Tempo dopo agorafobia e così via di seguito. Adesso ho imparato a non associare il dap a nulla (nè ad uno spazio aperto, nè ad un'altezza, nè ad altro): semplicemente colpisce, sconvolge e lascia i fastidiosi strascichi di difficile e lunga stabilizzazione.
Siamo fatti così, lo so. Che sia sensibilità eccessiva (consoliamoci così perlomeno) o altro, poco importa.

Un saluto! Giari

cornaglia patrizia
03-09-2009, 14:03
.... E' passato del tempo e solo ora mi rendo conto dell'enorme errore che ho fatto perche' tutto mi e' tornato indietro a boomerang. Capisci dov'e' il punto? Patrizia parla chiaramente in un suo post a cosa sia stato paragonato il panico, un orgasmo mancato si direbbe,e cosi' e' stato!. Ora sto bene e sto cercando di far entrare di piu' nella mia vita l'imprevedibilita', il gioco, la magia e cerco di non spiegare tutte le cose con la mente, ma di vivere al massimo quello che l'esistenza ha in serbo per me, senza troppi ragionamenti....la strada e' lunga ma e' entusiasmante percorrerla! Voglio VIVERE!!!!! Ti abbraccio

sì esatto Cinzia VIVERE.Proprio così.Ma vivere x davvero.Il panico esplode x una vita non vissuta e da qui la paura,questa grande energia non espressa che ci si ritorce contro:la ns parte profonda manda alla coscienza questo messaggio.Purtroppo spesso ci si perde nei labirinti della mente che tutto vuol capire ragionare puntualizzare,spesso scendendo anche nel lamento e allontanandosi sempre più dal benessere.In questo modo molto si perde delle cose essenziali.Mi piace molto questo tuo "voglio VIVERE".Lo feci anch'io un giorno:SONO VIVA urlai.E' quando l'energia comincia a fluire senza farti più del male che ciò accade.Ciao.

Mariaromana
03-09-2009, 14:31
[E' quando l'energia comincia a fluire senza farti più del male che ciò accade.Ciao.[/QUOTE]

verissimo, come una corrente d'acqua che parte dalla sua sorgente e scorre naturalmente senza fatica e si espande ...purchè non la blocchiamo.

cornaglia patrizia
03-09-2009, 14:33
[[/QUOTEverissimo, come una corrente d'acqua che parte dalla sua sorgente e scorre naturalmente senza fatica e si espande ...purchè non la blocchiamo.

:):);)

lisalisa
06-09-2010, 12:50
ciao Giari, benvenuto, sei in buona compagnia...io mi definisco "la donna psicosomatica":p


e come superi o hai superato le somatizzazioni senza avere paura che sia qlksa di piu grave e fisiologico?

stella maria
06-09-2010, 13:36
[E' quando l'energia comincia a fluire senza farti più del male che ciò accade.Ciao.

verissimo, come una corrente d'acqua che parte dalla sua sorgente e scorre naturalmente senza fatica e si espande ...purchè non la blocchiamo.[/QUOTE]

bentornata :)

flower
06-09-2010, 13:41
verissimo, come una corrente d'acqua che parte dalla sua sorgente e scorre naturalmente senza fatica e si espande ...purchè non la blocchiamo.

bentornata :)[/QUOTE]

Stella ci speravo anch'io!!!! Ma.... il post è del 2009 :(

stella maria
06-09-2010, 13:43
bentornata :)

Stella ci speravo anch'io!!!! Ma.... il post è del 2009 :([/QUOTE]

hai ragione! ho letto tre settembre.....mannaggia....:(