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Visualizza la versione completa : Andiamo in libreria :L'Isola sotto il mare......Isabelle Allende


isolacheceaf
24-09-2010, 12:08
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Quando versiamo un po’ di zucchero nel nostro caffè non pensiamo che sia una invenzione relativamente recente. Non ci ricordiamo che l’abitudine al suo utilizzo trova conferma di se stessa ogni giorno quasi inconsapevolmente. Dalla colazione, fino a subito dopo i pasti e, in pratica, in un qualsiasi momento di pausa nella nostra vita, sotto altra forma di prodotto lavorato e confezionato: dolce, merendina, sciroppo, marmellata, confettura, composta, e ancora pane, salse, etc. etc. Lo zucchero, se stiamo bene attenti, è ovunque.

E’ perciò difficile credere che, fino alla sua produzione industriale, fosse un prodotto riservato solo ai ricchi e agli speziali: una vera rarità. Non è forse oggi uno dei prodotti più banali di cui abbiamo una disponibilità costante e a prezzo contenuto?

isolacheceaf
24-09-2010, 12:10
La produzione di livello industriale dello zucchero risale al periodo delle colonie americane. Era prodotto dalla lavorazione della canna da zucchero. A partire da quell’epoca, la crescita della quantità di questo alimento è stata in costante aumento e ha permesso che lo zucchero cominciasse ad entrare nelle case di tutti i livelli sociali e in tutto il mondo: a usarlo così come facciamo oggi. Esso, nonostante l’oblìo di fatti lontani nel tempo e nei luoghi, resta il frutto di una storia dolorosa: lo sfruttamento della schiavitù.

Nel momento in cui la monarchia francese viene meno, anche il pugno di ferro del controllo sulle colonie cede. Comincia così la grande ribellione degli schiavi a Saint Domingue.

In una delle isole caraibiche, Santo Domingo – ora Haiti, è ambientato l’ultimo romanzo di Isabel Allende: L’isola sotto il mare.Non si tratta certo della storia dello zucchero ma, dell’incrociarsi delle vite, dei dolori, degli amori di alcuni personaggi i cui nomi e vicende hanno come sfondo la raccolta della canna da zucchero, la produzione dello stesso e lo sfruttamento degli schiavi.Ci troviamo nell’epoca della Rivoluzione Francese. .

isolacheceaf
24-09-2010, 12:11
Anche se Saint Domingue è lontana dall’Europa, è una importante colonia francese che risentirà del passaggio drammatico e violento dalla monarchia alla repubblica. Il controllo che la madre patria riesce a mantenere su questa terra lontana è garantito da un atteggiamento fermo sulla schiavitù e dal largo appoggio di monarchici presenti sull’isola. La popolazione di neri sfruttati è enorme. Son ben più numerosi dei bianchi, dei mulatti e dagli affranchis (coloro i quali si sono affrancati dalle catene). Sono prelevati con la forza e la violenza nelle regioni africane della costa occidentale, in particolare la Guinea; condotti sulle navi e portati nelle terre in cui sono destinati al lavoro duro e alla morte nel giro di 4 – 5 anni.“E’ molto più conveniente sfruttarli al massimo, fino alla morte, che trattarli con maggior dignità. Se ne possono sempre comprare di nuovi a poco prezzo” è ciò che tutti i proprietari terrieri pensano e mettono in atto.Il terribile presupposto che giustifica tutto ciò è quello che i neri sono bestie, non uomini. Non hanno le qualità umane che i proprietari terrieri, ricchi e nobili, vantano di possedere: la capacità di pensare, di amare, di desiderare la libertà e di essere coraggiosi e di voler qualcosa di meglio per se stessi e per il proprio popolo.

isolacheceaf
24-09-2010, 12:16
In questa cornice, i personaggi hanno pari dignità narrativa ma, Zaritè – Tetè, cui l’autrice dà la possibilità di esprimersi in prima persona, è assoluta protagonista.La schiava dagli occhi color miele liquefatto è una donna coraggiosa che desidera la libertà. Come tutti gli schiavi impara presto a rendersi invisibile, a non farsi notare. Uno schiavo deve saper sembrare idiota e sordo, le era stato insegnato fin da bambina, per poter sopravvivere ad ogni forma di violenza che un padrone può infliggergli.Nello sconforto, nel dolore e disperazione della vita in catene, la sua è la voce di tutti i neri. Come tutti, desidera andare nell’isola sotto il mare, il luogo della pace dei defunti, a cui pensa quando subisce le botte, le umiliazioni, lo stupro

isolacheceaf
24-09-2010, 12:18
Tetè dimostra una forza e una capacità di sopravvivenza degne di una grande eroina. Il suo coraggio è commovente ma, al pari di qualsiasi madre nella condizione di dover difendere e proteggere i propri figli, dimostra di scegliere per il loro bene. Non si dà alla fuga, non cede alle lusinghe dell’amore sincero e corrisposto del suo amato di fuggire e rifugiarsi fra le compagini degli schiavi pronti alla rivoluzione, se questo mette in pericolo ciò che ha di più caro.E’ coraggiosa e si dimostra ferma ma, mai sopra le righe, fedele a se stessa, intelligentemente e strategicamente poco visibile.Nel momento in cui si trova a dover scegliere, non esita a difendere e salvare il padrone dai neri rivoluzionari, nonostante le violenze subite; sa che grazie a lui avrà a sua volta maggiore possibilità di salvare se stessa e i bambini dalla vendetta dei neri .Forte del fatto di averlo a sua volta salvato, arriverà per lei il momento in cui gli chiederà la libertà.Questo sarà solo l’inizio di un nuovo capitolo nella vita di Tetè che dovrà ri-conquistare la libertà, la dignità, il rispetto ogni giorno. sarà l’inizio di un processo di emancipazione dalle catene di un intero popolo che proseguirà ancora per molto tempo


B U O N A L E T T U R A !!!
(LiberailLibro*Edl)
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