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Visualizza la versione completa : la felicità non esiste...


paolasci
08-08-2009, 12:43
almeno per alcune persone...
mi sono fatta la convinzione che quando nasciamo, alcuni di noi nascono con "la camicia", mentre altri sono destinati a penare per il resto dei loro giorni..
io ne sono un esempio. Per me la felicità arriva solo per pochi attimi della mia vita (un mese al massimo!!) e poi la sorte mi porta il conto: ecco,sei stata felice per un pò ma ricordati che devi tornare nel mondo reale!!
ed allora le persone alle quali mi sono legata, si trasformano da angeli in demoni e mi fanno del male...
ora mi trovo in una di queste situazioni...ma non è la prima volta..ormai ne ho perso il conto..omeopati, psicologhi,riviste di Riza, coelho, osho e altre letture mi servono a poco visto che poi arriva puntualmente chi ti riporta coi piedi per terra e mina la tua autostima e tutto ciò che ti sei costruito con tanta fatica
a volte penso come sia bello andare a dormire la sera e non svegliarsi più il giorno dopo,così da reincarnarsi in un altro corpo e "sperare" che questa volta sia quella buona...

julia
08-08-2009, 12:46
abbiamo lo stesso desiderio ma io vorrei che questa fosse l'ultima incarnazione;)
la felicità dicono che duri un attimo e che si debba aspirare alla serenità...dicono...

sonianeri
08-08-2009, 13:08
Cara Julia, è un pensiero che ho spesso anche io, me sò proprio stufata te tutte ste tribolazioni terrene, però finchè non impariamo quel che siamo venuti ad imparare qui sulla Terra, ce tocca rinasce(la ruota del samsara), non resta che illuminarci così passiamo oltre! :D

Grazia
08-08-2009, 13:27
a volte penso come sia bello andare a dormire la sera e non svegliarsi più il giorno dopo,così da reincarnarsi in un altro corpo e "sperare" che questa volta sia quella buona...
Io sono un pò, come dire, "terrorizzata" dalle reincarnazioni :eek:... se fosse tutto lasciato al caso, in che diamine di vita potrei cadere?? E mi sconcerta pure l'eventualità di "espiare" colpe che solo in parte sono mie...
Per quel che riguarda la felicità, beh... io sono una di quelle persone che non ci crede più di tanto. Preferisco la serenità. Mi riempie di più. Dura di più... almeno secondo me... :o

araba fenice
08-08-2009, 14:03
almeno per alcune persone...
mi sono fatta la convinzione che quando nasciamo, alcuni di noi nascono con "la camicia", mentre altri sono destinati a penare per il resto dei loro giorni...ora mi trovo in una di queste situazioni...ma non è la prima volta..ormai ne ho perso il conto..omeopati, psicologhi,riviste di Riza, coelho, osho e altre letture mi servono a poco visto che poi arriva puntualmente chi ti riporta coi piedi per terra e mina la tua autostima e tutto ciò che ti sei costruito con tanta fatica
a volte penso come sia bello andare a dormire la sera e non svegliarsi più il giorno dopo,così da reincarnarsi in un altro corpo e "sperare" che questa volta sia quella buona...

Ti capisco..l'unico appunto che ti posso fare è che anche quelli che sembrano essere nati con la camicia (non parlo di soldi, carriera o altro, ma di gioia di vivere..) spesso celano qualcosa di diverso..La sofferenza appartiene anche a loro, stai tranquilla..
Questo per dire che credo esistano solo gradi differenti di sofferenza e che, se la sai utilizzare, una sofferenza più profonda e "cronica" ti può essere molto utile, perchè ti costringe a vedere le cose diversamente, da un'altra prospettiva..forse la vita prende a schiaffi più volte chi maggiormente è predisposto al "risveglio"..
Quindi, da un certo punto di vista..tu sei nata con la camicia!!;)

JUSTFORLOVE
10-08-2009, 18:55
Ti capisco..l'unico appunto che ti posso fare è che anche quelli che sembrano essere nati con la camicia (non parlo di soldi, carriera o altro, ma di gioia di vivere..) spesso celano qualcosa di diverso..La sofferenza appartiene anche a loro, stai tranquilla..
Questo per dire che credo esistano solo gradi differenti di sofferenza e che, se la sai utilizzare, una sofferenza più profonda e "cronica" ti può essere molto utile, perchè ti costringe a vedere le cose diversamente, da un'altra prospettiva..forse la vita prende a schiaffi più volte chi maggiormente è predisposto al "risveglio"..
Quindi, da un certo punto di vista..tu sei nata con la camicia!!;)

quoto in pieno,però quando succede sono gli altri a non capirti più e a denigrarti,perchè non pensano che tu hai capito il giusto senso delle cose e la gente non ama la verità ma la fugge,quasi come non riconoscersi in lei,ma trattenendo tutto sul superficiale,perchè è vero, di noi non vogliamo riconoscere la nostra vera essenza,quasi a non voler mostrare le nostre nudità intellettive........

Morgana
11-08-2009, 00:09
quoto in pieno,però quando succede sono gli altri a non capirti più e a denigrarti,perchè non pensano che tu hai capito il giusto senso delle cose e la gente non ama la verità ma la fugge,quasi come non riconoscersi in lei,ma trattenendo tutto sul superficiale,perchè è vero, di noi non vogliamo riconoscere la nostra vera essenza,quasi a non voler mostrare le nostre nudità intellettive........
Mi spiegate cosa significa quotare e già che ci siamo anche off topic?
Mi sono stufata di schiacciare pulsanti di cui non capisco il significato :cool:
Grazie:D

Del_02
11-08-2009, 09:25
E' vero la vita ha per molti aspetti momenti difficili che uno vorrebbe presto sostituire con altrettanti momenti semplici, belli...
Però sapete io cosa faccio? Ripenso a dei momenti belli che ho vissuto di qualsiasi genere....e cerco di sentire dentro di me quella sensazione e farla espandere sempre più.....
Per esempio, una cosa che più o meno abbiamo provato tutti è quella meravigliosa e unica emozione che si prova quando abbiamo davanti a noi la persona che amiamo o che ci piace e siamo soli con lei...in qualunque luogo o momento , beh soffermatevi non sulla situazione intera ma solo su quel momento intenso dove gli sguardi si incontrano in un modo che quasi sembra una magia...un'energia unica che passa tra le due persona allo stesso momento.....pensate a come vi siete sentiti in quel momento vi scoppiava il cuore eh? bello vero?! Quante altre situazioni ci sono nella vita in cui ci si sente così? forse quando nasce un figlio penso... Al di la delle vicissitudini della storia, quello non conta....soffermatevi solo su quei momenti li....ogni storia..ogni piccola o grande storia ne ha uno.....vi toglie il fiato vero? ecco, anche se non riusciamo a trovare lavoro, se abbiamo qualche problemino di salute, ecc. pensiamo a quei momenti per capire per quale motivo vale sempre la pena di vivere ancora e non chiudersi mai alla vita....perchè dobbiamo sentirci così....quella è l'energia giusta che ci fa vivere...e cambiare anche le altre cose che ci danno noia....

julia
11-08-2009, 11:00
Mi spiegate cosa significa quotare e già che ci siamo anche off topic?
Mi sono stufata di schiacciare pulsanti di cui non capisco il significato :cool:
Grazie:D

ciao Morgana,riportare il tuo intervento è "quote" cioè quotare...
off topic o OT è "fuori argomento", il topic è l'argomento della discussione:)

fabio 1975
11-08-2009, 11:03
Io sono un pò, come dire, "terrorizzata" dalle reincarnazioni :eek:... se fosse tutto lasciato al caso, in che diamine di vita potrei cadere?? E mi sconcerta pure l'eventualità di "espiare" colpe che solo in parte sono mie...
Per quel che riguarda la felicità, beh... io sono una di quelle persone che non ci crede più di tanto. Preferisco la serenità. Mi riempie di più. Dura di più... almeno secondo me... :o

da quello che ho letto in realtà ci si reincarna con il bagaglio di conoscienze acquisite precedentemente, nulla va perduto. Però ovviamente in questa vita devono accadere circostanze e esperienze particolari che risveglino quelle memorie di cui non ci ricordiamo..Ogni spirito si reincarna con lo scopo di esaurire il prorpio karma e così prima di venire al mondo l'anima stessa decide autonomanente la nazione, la città l'epoca, il ceto sociale, i genitori e le persone più importanti della nuova vita. Nulla è lasciato al caso. Ovviamente tali scelte devono servire per rendere più facile l'esaurire il karma del passato...quindi: Non c'è causa senza un effetto, non c'è un effetto senza una causa, e non c'è un effetto senza un fine

JUSTFORLOVE
11-08-2009, 11:45
qua si parla di reincarnazione,domanda: cos'è o qual'è la sensazione che vi fa pensare di essere tali? o è piuttosto una sorta di compensazione ai disagi che supportate quotidianamente? anch'io penso talvolta di essere la reincarnazione di una determinata etimologia,ma sarà forse un riflesso condizionato?

fabio 1975
11-08-2009, 12:08
beh l'astrologia karmica attraverso lo studio del tema di nascita dà delle indicazioni precise su quali sono i debiti karmici, della loro causa e dei loro effetti. Poi ovviamente sono tutte cose non verificabili, per cui non potremo mai sapere se davvero esiste la raincarnazione oppure no...(ma ciò vale per qualsiasi religione secondo me...quindi o ci credi o non ci credi...)
A volte poi ci sono le sensazioni di aver già vissuto determinate cose, di aver già conosciuto determinate persone, di avere un senso di famigliarità per determinati luoghi che ci fanno venire dei dubbi su ns possibili esistenze passate..
l'importante però secondo me, è non fare l'errore di farci venire dei sensi di colpa per ipotetiche cose commesse in vite passate. Bisognerebbe semplicemente osservare le cose che accadono e sapere che esiste la legge causa-effetto e quindi che ad ogni cosa che accade c'è un perchè che noi non riusciamo a capire...

chessmar
11-08-2009, 12:08
Ho letto qualche messaggio e mi trovo d'accordo sul fatto che la felicità non esiste. Leggo da molti anni Riza, tutti i mesi acquisto la rivista, e ho letto anche quasi tutti i libri del dott Morelli. Non ho mai partecipato a corsi, anche perchè vivo in Sardegna e qui non si svolgono mai.
Ma non sono mai riuscita a mettere in pratica le cose bellissime che insegna la rivista , sopratutto non sono mai riuscita a fare una delle cose principali che vengono insegnate, cioè riuscire ad accettare i pensieri che ci tormentano, farli arrivare e farsi travolgere, per poi sentirsi meglio.
Qualcuno è riuscito a farlo ? Come si fa ? Io ho sempre la mente piena di pensieri fissi , i soliti, e non riesco a farli andar via.


Margherita

Del_02
11-08-2009, 12:38
Margherità. Non è che non esiste è che non la sai vedere. Io ho diversi problemini in questo periodo.. ma mi sento felice lo stesso. Riza ha ragione....

julia
11-08-2009, 13:07
qua si parla di reincarnazione,domanda: cos'è o qual'è la sensazione che vi fa pensare di essere tali? o è piuttosto una sorta di compensazione ai disagi che supportate quotidianamente? anch'io penso talvolta di essere la reincarnazione di una determinata etimologia,ma sarà forse un riflesso condizionato?
io ho avuto due esperienze improvvise, non cercate e inaspettate...poichè da tempo mi interesso all'argomento ho letto libri e provato ad usare il cd di ipnosi regressiva di Brian Weiss e ho fatto un corso con Manuela Pompas...

simpatica78
11-08-2009, 19:06
sai non sei l'unico essere umano infelice a pensarla cosi'ma sai quante volte ho pensato di venir giu' di un ponte guardando l'acqua scura...poi una voce dentro..anke con le tue pesanti valige ama la vita ke ti è stata dato perke' per quanto soffri sei nata libera.un giorno mi capito' un finto amore e sai perke' ti dico cosi'era entrato nella mia vita non per amarmi ma per togliermi la liberta' data da dio..io la conclusi'credimi qualuque cosa ke ti capiti finke' non ti si toglie la liberta' sei fortunato...un abbraccio

Morgana
11-08-2009, 23:31
ciao Morgana,riportare il tuo intervento è "quote" cioè quotare...
off topic o OT è "fuori argomento", il topic è l'argomento della discussione:)

E' da quando girello nella nuova Com che mi scervello su questi termini.:o
Buonanotte:)

Mauro M.
23-08-2009, 23:25
Ho letto qualche messaggio e mi trovo d'accordo sul fatto che la felicità non esiste. Leggo da molti anni Riza, tutti i mesi acquisto la rivista, e ho letto anche quasi tutti i libri del dott Morelli. Non ho mai partecipato a corsi, anche perchè vivo in Sardegna e qui non si svolgono mai.
Ma non sono mai riuscita a mettere in pratica le cose bellissime che insegna la rivista , sopratutto non sono mai riuscita a fare una delle cose principali che vengono insegnate, cioè riuscire ad accettare i pensieri che ci tormentano, farli arrivare e farsi travolgere, per poi sentirsi meglio.
Qualcuno è riuscito a farlo ? Come si fa ? Io ho sempre la mente piena di pensieri fissi , i soliti, e non riesco a farli andar via.


Margherita

Secondo me, il rifermento sono più i libri della rivista.
Accettare i pensieri che ci tormentano significa non giudicarli, ossia osservarli e basta ed eliminare frasi del tipo: "Perché mi viene da pensare a questo?" o "Non mi riconosco in questi pensieri; sono troppo orribili", il che è proprio l'opposto di "Farli andar via".
Io ho tratto giovamento dal controllo del respiro: 8-10 respiri profondi con gli occhi chiusi e con TUTTO il polmone e i pensieri allentano già la presa. Lo faccio il più spesso possibile e poi assaporo ciò che mi circonda (suoni, odori, sensazioni) fino a sentirmene parte e pian piano mi libero da buoni propositi e aspettave.
Già così, riesco a sentirmi straordinariamente sereno e non è poco.

cornaglia patrizia
23-08-2009, 23:41
da quello che ho letto in realtà ci si reincarna con il bagaglio di conoscienze acquisite precedentemente, nulla va perduto. Però ovviamente in questa vita devono accadere circostanze e esperienze particolari che risveglino quelle memorie di cui non ci ricordiamo..Ogni spirito si reincarna con lo scopo di esaurire il prorpio karma e così prima di venire al mondo l'anima stessa decide autonomanente la nazione, la città l'epoca, il ceto sociale, i genitori e le persone più importanti della nuova vita. Nulla è lasciato al caso. Ovviamente tali scelte devono servire per rendere più facile l'esaurire il karma del passato...quindi: Non c'è causa senza un effetto, non c'è un effetto senza una causa, e non c'è un effetto senza un fine

non avevo letto tutta questa discussione,se è vero quel che dici che ci scegliamo la ns vita,ceto sociale genitori eccc ...ne parlavo con un amico qualche giorno fa ...io non comprendo bene come si fa a scegliere certe cose...:confused:

cornaglia patrizia
24-08-2009, 00:45
[QUOTE=chessmar;4402]Ho letto qualche messaggio e mi trovo d'accordo sul fatto che la felicità non esiste.
Come si fa ? Io ho sempre la mente piena di pensieri fissi , i soliti, e non riesco a farli andar via.

Ciao,non è vero che la felicità non esiste:esiste ed è dentro di noi.Noi invece la cerchiamo all'esterno,ci deve essere qualcosa o qualcuno x farcela sentire.
Io ho sperimentato quanto dice riza e anche altro perchè mi piace cercare sperimentare ma tutto quello che ho fatto,tanto più mi dava risultati e benessere perchè non c'era l'aspettativa,l'obiettivo:facevo l'esperienza in sè.Punto.I pensieri non devi farli andare via:è solo una gran fatica che non ti porta a nulla.Il problema è che siamo tutto nella testa e ci siamo allontanati dal corpo,dal ns respiro e da un contatto con noi stessi.Facciamo delle azioni e siamo sempre da un'altra parte:invece è proprio a stare nell'azione che puoi sperimentare la gioia e la felicità che hai dentro,con le azioni + banali.Stando lì,presente.Mi son fatta travolgere dalla paura ed è stata una delle esperienze più belle che io abbia sperimentato.Basta imparare a lasciarsi andare all'esperienza.Mettere anche in atto l'intuzione di quello che si legge.Rendiamoci conto che è quasi una vita che siamo così e non si può pretendere che dall'oggi al domani tutto cambi.Ci vuole un po' di tempo e di lavoro.E pazienza.

giusy 59
24-08-2009, 13:39
[QUOTE=chessmar;4402]Ho letto qualche messaggio e mi trovo d'accordo sul fatto che la felicità non esiste. Leggo da molti anni Riza, tutti i mesi acquisto la rivista, e ho letto anche quasi tutti i libri del dott Morelli. Non ho mai partecipato a corsi, anche perchè vivo in Sardegna e qui non si svolgono mai.
Ma non sono mai riuscita a mettere in pratica le cose bellissime che insegna la rivista , sopratutto non sono mai riuscita a fare una delle cose principali che vengono insegnate, cioè riuscire ad accettare i pensieri che ci tormentano, farli arrivare e farsi travolgere, per poi sentirsi meglio.
Qualcuno è riuscito a farlo ? Come si fa ? Io ho sempre la mente piena di pensieri fissi , i soliti, e non riesco a farli andar via.


Margherita[/QUOT
forse < oggi > vuol dire essere fortunati? non credo io penso che ogni persona combatte tutti i giorni x aver quel pizzico di felicita' e aggrapparsi anche alle piccole cose.basta poco anche una margherita o un sorriso di un bambino un amico la salute ecc...ecc..io mi rispecchio quando parla morelli ho imparato a conoscermi ed apprezzare la vita cosi' come viene.

Argilla
02-09-2009, 10:12
ho letto tante cose che avete scritto e capisco che a volte non è facile vivere una vita serena bella semplice.
Purtroppo come tutti anche io ho avuto una vita difficile ,e mi ritengo fortunata che dalle mie sofferenze ho capito quanto vale la pena vivere
e godersi la vita.
Purtroppo siamo tutti di passaggio ma semmai dovessi rinascere vorrei essere 100 o 1000 volte Me stessa con una sola differenza non commettere i sbagli che ho fatto in passato e che ancora non riesco a perdonarmi....

delly
02-09-2009, 10:18
ho letto tante cose che avete scritto e capisco che a volte non è facile vivere una vita serena bella semplice.
Purtroppo come tutti anche io ho avuto una vita difficile ,e mi ritengo fortunata che dalle mie sofferenze ho capito quanto vale la pena vivere
e godersi la vita.
Purtroppo siamo tutti di passaggio ma semmai dovessi rinascere vorrei essere 100 o 1000 volte Me stessa con una sola differenza non commettere i sbagli che ho fatto in passato e che ancora non riesco a perdonarmi....

Quegli "sbagli" ti hanno formato e senza quelli non potresti essere quella che tu sei OGGI.....pensaci bene, ti sono sempre sembrati sbagli?? Nel momento che hai deciso pensavi di fare il meglio per te ed in quel momento.....
Li definiamo sbagli col senno di poi e proprio perchè li abbiamo vissuti li abbiamo potuti giudicare come tali....altrimenti sarebbero state esperienze non vissute e che forse avrebbero lasciato ancora di più l'amaro in bocca....
L'avere vissuto queste esperienze ci ha solo aiutato a definirci per quello che siamo.....e l'esperienza può essere solo la nostra.....pensaci bene....non hai nulla da perdonarti se non il fatto di accettare che sono i nostri limiti a definirci......

delly
02-09-2009, 10:26
ho letto tante cose che avete scritto e capisco che a volte non è facile vivere una vita serena bella semplice.
Purtroppo come tutti anche io ho avuto una vita difficile ,e mi ritengo fortunata che dalle mie sofferenze ho capito quanto vale la pena vivere
e godersi la vita.
Purtroppo siamo tutti di passaggio ma semmai dovessi rinascere vorrei essere 100 o 1000 volte Me stessa con una sola differenza non commettere i sbagli che ho fatto in passato e che ancora non riesco a perdonarmi....

Per capire se un cibo ti è indigesto....devi mangiarlo, non siamo tutti uguali e quello che potrebbe essere digeribile per gli altri, non è detto che lo sia per te, a volte si rischia di stare anche male ed avere una indigestione ma dopo che l'abbiamo provato possiamo sempre decidere per il futuro,di stargli alla larga....:D

lulami
02-09-2009, 11:04
... be'...
però... dato che x altre teorie noi ci portiamo scritto nel dna le paure e le esperienze di tutti nostri avi.... allora non è proprio + finita..... cioè se nella prossima vita mi zavorrerò di tutto... noooo... :eek:
meglio il caro vecchio.... vado in paradiso.... così ritrovo tutti e almeno c'è un lieto fine? o nemmeno lì non ce lo siamo meritati???
scusate... se tratto l'argomento con un po' di ironia... non vorrei offendere la sensibilità di nessuno....
in realtà anche a me capita a volte di essere felice e poi da un momento all'altro crolla tutto... come se qualcuno mi dicesse: " hai visto come si può stare???? ... bene, tutto questo non è x te... tornate al tuo posto e anche senza fare troppe storie"... triste.... anzi terribile.....
io invece le storie le faccio... non mi rassegno!!!!
tutti hanno diritto ad essere felici e a sperare in un futuro migliore!!!!!:p

stefy65
02-09-2009, 11:15
[/FONT]

in realtà anche a me capita a volte di essere felice e poi da un momento all'altro crolla tutto... come se qualcuno mi dicesse: " hai visto come si può stare???? ... bene, tutto questo non è x te... tornate al tuo posto e anche senza fare troppe storie"... triste.... anzi terribile.....
io invece le storie le faccio... non mi rassegno!!!!
tutti hanno diritto ad essere felici e a sperare in un futuro migliore!!!!!:p

in effetti anche a me rode un pò sta faccenda della felicità!
Secondo i Saggi noi siamo infelici perchè lasciamo sempre che la nostra felicità dipenda da qualcosa o da qualcuno.
Interessante....quindi riuscire a sgancarci da questo sarebbe la soluzione a tutti i nostri mali.
Ma come si fa?

araba fenice
02-09-2009, 11:54
in effetti anche a me rode un pò sta faccenda della felicità!
Secondo i Saggi noi siamo infelici perchè lasciamo sempre che la nostra felicità dipenda da qualcosa o da qualcuno.
Interessante....quindi riuscire a sgancarci da questo sarebbe la soluzione a tutti i nostri mali.
Ma come si fa?

Consapevolezza..ma non è facile..
La mente (che mente..mi piacciono un sacco le citazioni e questo è il titolo di un libro di Osho..La mente che mente..) cerca sempre di riportarti al tuo stato di pesantezza e problematicità cronica..perchè così facendo non cessa di esistere. La mente funzionale esce fuori solo per risolvere problemi di natura Pratica ( come accendere un fornello, come lavare una maglietta ecc..questa è la sua funzione originale..) quella disfunzionale si impossessa della tua vita e ti f...e!
Ma se sei abbastanza testardo/a da rimetterti in gioco e riprovarci ogni volta che rotoli nuovamente giù dalla cima e riparti, tendendo ben presente qual'è la strada da seguire, prima o poi avrai la meglio su di lei, che si arrenderà alla evidente superiorità del tuo spirito..:)
Questo almeno è quello che credo..o cui voglio credere:D
Il raggiungimento della felicità è proporzionale all'impegno che metti nello scoprirti..se lo lasci solo come hobby o passatempo da relegare sullo sfondo della tua vita..molto improbabile che ne uscirai..
ma non si sa mai..anche il super enalotto era molto improbabile che uscisse!!

animaaria
02-09-2009, 12:04
Consapevolezza..ma non è facile..
La mente cerca sempre di riportarti al tuo stato di pesantezza e problematicità cronica..perchè così facendo non cessa di esistere.
La mente funzionale esce fuori solo per risolvere problemi di natura Pratica ( come accendere un fornello, come lavare una maglietta ecc..questa è la sua funzione originale..) quella disfunzionale si impossessa della tua vita e ti f...e!
:D
Il raggiungimento della felicità è proporzionale all'impegno che metti nello scoprirti..!!

forse anche la pesantezza è scritto che sia funzionale...quindi potrebbe essere pericoloso ricacciare il dolore vero in nome di una persistenza nella felicità...forse pace è una aspirazione niente male anche essa...
grazie, araba fenice i tuoi esempi son illuminanti, infatti si corre il pericolo di non attendere al quotidiano, di Tradire la Madre Terra, in nome di una illuminazione, di una luce di una estasi che è giusto che siano non totalizzanti....Insomma il saggio è ritratto lì con le gambe incrociate che non agisce + nel mondo..così almeno lo vedo......x me rappresenta un pericolo, ma solo xchè non conosco quello stadio...insomma la mia paura è l'Eremita...cosa simboleggia la carta dell'Eremita negli Arcani? io le carte, che non conosco affatto, le immagino come un pretesto-gioco....Per voi cosa simboleggiano?

Argilla
02-09-2009, 12:04
Quegli "sbagli" ti hanno formato e senza quelli non potresti essere quella che tu sei OGGI.....pensaci bene, ti sono sempre sembrati sbagli?? Nel momento che hai deciso pensavi di fare il meglio per te ed in quel momento.....
Li definiamo sbagli col senno di poi e proprio perchè li abbiamo vissuti li abbiamo potuti giudicare come tali....altrimenti sarebbero state esperienze non vissute e che forse avrebbero lasciato ancora di più l'amaro in bocca....
L'avere vissuto queste esperienze ci ha solo aiutato a definirci per quello che siamo.....e l'esperienza può essere solo la nostra.....pensaci bene....non hai nulla da perdonarti se non il fatto di accettare che sono i nostri limiti a definirci......

Si delly hai ragione ma i rimorsi prevalgono avvolte sai in passato ho sbagliato con tanti persone della mia famiglia ed ora sto cercando di ricostruire qualcosa anche se vorrei non aver mai sbagliato prima comq cerco sempre di guardare avanti anche se ogni tanto il pensiero mi torna in mente ..... grazie:p

liliana
02-09-2009, 12:28
Io penso che esista come esiste la sofferenza, solo che la sofferenza che proviamo nella nostra vita è dura e difficile da accettare, e facciamo di tutto o meglio la nostra mente fa di tutto per incasinarci, siccome nulla dura, quando siamo felici cerchiamo di farla durare e ci incasiamo e quando soffriamo ci abituiamo al dolore e non lo vogliamo mollare perchè pensiamo tanto per me la felicità non esiste etc...., siamo essere umani con tutti i casini. Questo è il mio pensiero in questo momento. Abbracci a tutti LILIANA

araba fenice
02-09-2009, 13:48
forse anche la pesantezza è scritto che sia funzionale...quindi potrebbe essere pericoloso ricacciare il dolore vero in nome di una persistenza nella felicità...forse pace è una aspirazione niente male anche essa...
grazie, araba fenice i tuoi esempi son illuminanti,totalizzanti....Insomma il saggio è ritratto lì con le gambe incrociate che non agisce + nel mondo..così almeno lo vedo......x me rappresenta un pericolo, ma solo xchè non conosco quello stadio...insomma la mia paura è l'Eremita...cosa simboleggia la carta dell'Eremita negli Arcani? io le carte, le immagino come un pretesto-gioco....Per voi cosa simboleggiano?

Non so se ho capito bene quello che intendevi dire, comunque riguardo al primo pezzo del tuo discorso ti dico che la consapevolezza non prevede assolutamente di ricacciare il dolore dentro, di reprimerlo e probabilmente nemmeno di esprimerlo..Ed hai ragione, la ricerca spasmodica e insistente della felicità ti fa perdere di vista l'unica verità e cioè che non c'è nulla da cercare nè da modificare..solo l'accettazione porta con sè la luce..ma ripeto, non è semplice..credo che come in tutte le Discipline ( e questa lo è per eccellenza) occorra allenamento e tenacia..sopra di tutte poi la volontà!
L'eremita è colui che cerca attraverso l'intuizione (rappresentata dalla lanterna)..E' associato al numero 9..nella tua vita il numero 9 ha una qualche rilevanza?
E poi, cosa temi di questo stadio..la solitudine?

animaaria
02-09-2009, 13:58
credo che come in tutte le Discipline ( e questa lo è per eccellenza) occorra allenamento e tenacia..sopra di tutte poi la volontà!
L'eremita è colui che cerca attraverso l'intuizione (rappresentata dalla lanterna)..E' associato al numero 9..nella tua vita il numero 9 ha una qualche rilevanza?
E poi, cosa temi di questo stadio..la solitudine?

temo la non azione! temo la contemplazione a cui apparentemente sembro destinata....temo l'accettazione totale da cui vorrei distrarmi. Temo il lasciarmi fluire, quando sembro destinata ad accettare il Lavoro. L'intuizione dell'eremita, in cui mi identifico (è questo che temo) secondo la mia illusoria adesione a quel che mi atraversa, mi appare una contraddizione in termini con la Disciplina, che mi appartiene trovandomi inconsapevole, ma che sembra non corrispondere ad una Voluta disciplina...poichè il Volere nemmeno è il mio. Mi abbandono a qualcosa di più grande di me e Vigilo, poichè questo è scritto che sia ed anche in me e di questo, vedendo, ringrazio Iddio. Mi addolora, per ora, vivere contemporaneamente su due piani differenti e mi sforzo di abbaracciare il mondo che a me pare non destinato. (Il mondo, altra figura dei Tarocchi, mi pare). Mi sforzo di andare incontro, quando ciò che mi determina è la distanza. Scendo nella comunità in cerca del mio divenire, della benedetta e salvifica e silente Azione.

araba fenice
02-09-2009, 14:52
temo la non azione! temo la contemplazione a cui apparentemente sembro destinata....temo l'accettazione totale da cui vorrei distrarmi. Temo il lasciarmi fluire, quando sembro destinata ad accettare il Lavoro. L'intuizione dell'eremita, in cui mi identifico (è questo che temo) secondo la mia illusoria adesione a quel che mi atraversa, mi appare una contraddizione in termini con la Disciplina, che mi appartiene trovandomi inconsapevole, ma che sembra non corrispondere ad una Voluta disciplina...poichè il Volere nemmeno è il mio. Mi abbandono a qualcosa di più grande di me e Vigilo, poichè questo è scritto che sia ed anche in me e di questo, vedendo, ringrazio Iddio. Mi addolora, per ora, vivere contemporaneamente su due piani differenti e mi sforzo di abbaracciare il mondo che a me pare non destinato. (Il mondo, altra figura dei Tarocchi, mi pare). Mi sforzo di andare incontro, quando ciò che mi determina è la distanza. Scendo nella comunità in cerca del mio divenire, della benedetta e salvifica e silente Azione.

Sono 2 livelli diversi..puoi essere Nel mondo ma non Del mondo..
Lasciati fluire e guardati fluire..Chi guarda?
Sei sempre tu..

animaaria
02-09-2009, 14:58
Sono 2 livelli diversi..puoi essere Nel mondo ma non Del mondo..
Lasciati fluire e guardati fluire..Chi guarda?
Sei sempre tu..

non credi che la pura osservazione abbisogni di un contraddittorio? insomma, allo spontaneo guardare, non credi sia necessario aggiungere una interazione? Non credi che si divenga anche ed a un certo punto, soprattutto, attraverso la interazione collettiva come attraverso questa comm che può essere uno spunto come un altro?

delly
02-09-2009, 15:17
temo la non azione! temo la contemplazione a cui apparentemente sembro destinata....Azione.

Prima di iniziare una domanda, perchè temi la contemplazione???

"temo la non azione" mi ha fatto pensare molto, essendo anche un mio problema...
Fino a quando c'era una sorella con cui confrontarmi e forse con cui ero in competizione, senza saperlo, avevo una gran voglia di fare e sapevo esattamente cosa volevo o come vedevo le cose....il suo solo dirmi come le vedeva lei.... era per me fonte di grandi chiarimenti personali.
Poi quando ho lavorato, con orari da rispettare.....facevo, e come se facevo,
la casa era anche più pulita di adesso......riuscivo a fare tutto e bene...
Ora sono sola, senza obblighi nè doveri imposti da nessuno....ma mi devo autogestire....e oggi conosco una persona nuova che non mi piace per niente...nella mia libertà totale non riesco ad organizzarmi...ed ogni piccola cosa che devo fare mi sembra una montagna da scalare ed ogni piccola cosa che riesco a fare sembra che abbia fatto chissà che....

fabio 1975
02-09-2009, 15:18
L'eremita è colui che cerca attraverso l'intuizione (rappresentata dalla lanterna)..E' associato al numero 9..nella tua vita il numero 9 ha una qualche rilevanza?
E poi, cosa temi di questo stadio..la solitudine?

che bella la carta dell'eremita è una delle mie preferite:questo vecchio avvolto in un mantello che avanza facendosi luce con una lampada tenuta in mano. Il vecchio cammina un pò curvo con prudenza e lentamente e ciò fa capire che la sua saggezza è stata acquisità con gli anni, con pazienza, anche distaccandosi dalla vita mondana. Lo si capisce bene dal suo abbigliamento: la stoffa all'interno del mantello è più preziosa di quella esterna per indicare che le ricchezze interiori, quelle che gli altri non vedono, sono più preziose di quelle esteriori...le solitudine poi è una condizione necessaria per entrare in sintonia con l'universo.

delly
02-09-2009, 15:18
Nel ritrovarmi sola, non riconosco neanche più le mie esigenze....sembra paradossale lo sò, ma così è.
E' come se nella mia vita fossi riuscita a costruire qlcs solo mettendo una pezza a quello che c'era già.....e mi spiego meglio..
Ho sempre colorato e corretto dipinti disegnati da qualcun altro e nel farlo riconoscevo cosa mi piaceva...ed oggi che il pennello in mano ce l'ho io, ma la tela è vuota..è bianca....ed è da riempire....non sò più neanche cosa ci voglio disegnare :mad:
Se mi dai una casa e li mi devo adattare..ci riesco benissimo...ma se tu mi dicessi costruisci la casa che vuoi....io non sò neanche lontanamente ipotizzarla....
E' possibile sentirsi realizzati nella non azione ???? Per me no! Ma è la minestra che devo mangiare oggi, mio malgrado....

Scarabocchio
02-09-2009, 15:29
Ti faccio un piccolo esempio di vita quotidiana. Oggi, alle 13.30 dopo aver mangiato un triste petto di pollo alla piastra e una colorata insalatina mista.....ebbene si....sono a dieta!!! sono partito con tanta forza d'animo, per la mia camminata odierna che deve durare tassativamente un'ora. La giornata è calda e lievemente ventilata, ma il panorama 5 minuti dopo essere partito dalla zona industriale, è totalmente cambiato, trasformandosi in reale campagna dell'entroterra Romagnolo. Cuffiette alle orecchie e musica a farmi compagnia. La giornata come dicevo prima non era un granchè, e di allegria oggi ne ho veramente poca........ma, è bastato camminare e guardare un pò di meravigliosa natura che, complice la colonna sonora infilata nelle orecchie, la giornata ha preso un'altra piega. Quando si hanno dei periodi un pò difficili, camminare e camminare ancora aiuta parecchio. E' vero tutto quello che è stato detto fin'ora, ma è anche vero il contrario. Prova a toccare con mano l'esternazione dal continuo pensare che le lunghe camminate sanno dare e poi vedrai che riprendendo il contatto diretto con il tuo corpo, la natura e tutte le su energie che ti circondano, arriverai a capire qual'è il tuo grado di serenità. Buona passeggiata nella tua via dell'armonia.........;)

araba fenice
02-09-2009, 15:33
[QUOTE=animaaria;7299]non credi che la pura osservazione abbisogni di un contraddittorio? ...

Credo di non riuscire a spiegarmi e lo credo perchè sento fortissimo il limite impostomi dalle parole e anche perchè veramente è difficile far passare un concetto così "sottile"..
Ma ci proverò: credo che tu faccia forzatamente venir fuori una contraddizione che in realtà non esiste, perchè il guardarsi non esclude ASSOLUTAMENTE l'azione..la non azione è un' ulteriore scelta che si compie quando spontaneamente si sente che nessuna azione aggiungerebbe qualcosa alla propria vita..e allora semplicemente si sta. Non è forzata.
D'altro canto l'azione (compreso l'interagire in maniera molto interessante su questo forum..) beneficia e anche parecchio del distacco che si ottiene dal guardarsi e che permette di vivere si all'estremità (nel mondo..) ma di rimanere sempre e comunque centrati..parola che spesso e a ragione ho visto utilizzata su questo forum..La prospettiva delle cose cambia e si relativizza..
hai letto Narciso e Boccadoro di Hermann Hesse? Be..io dopo anni di diatriba interiore credo che si possa essere entrambi..O almeno questo è ciò cui aspiro:o
Spero di aver colto quello che volevi comunicarmi, se non l'ho fatto mi dispiace..

M.Martina
02-09-2009, 15:55
La felicità non ha nulla a che vedere con il danaro, il successso,il potere.... la felicità dipende dalla tua interiorità nel percepire con occhi sereni quello che ti circonda...lasciando cadere gli schemi che ci son stati imposti...ma guardando con stupore, la natura e le meraviglie che offre, osservare con gioa il sorriso di un bambino, assaporare il piacere di un amore corrisposto, che ti infonde benessere con sentimenti incontenibili... La felicità è armonia con la tua anima....con la tua natura essenziale...MonicaMartina

Morgana
02-09-2009, 16:11
Sono 2 livelli diversi..puoi essere Nel mondo ma non Del mondo..
Lasciati fluire e guardati fluire..Chi guarda?
Sei sempre tu..

Bellissima frase.
Complimenti

araba fenice
02-09-2009, 16:15
Bellissima frase.
Complimenti

:)...

nicoletta
02-09-2009, 17:13
Rispondo ad Araba Fenice (intervento delle13.33) A mio modesto parere il limite non è nelle parole in sé , ma sta nel fatto che, se le usiamo per comunicare chi ci ascolta dovrebbe riuscire a capire con esse il ns. pensiero. Quando scrivi “la non azione è un' ulteriore scelta che si compie quando spontaneamente si sente che nessuna azione aggiungerebbe qualcosa alla propria vita..e allora semplicemente si sta etc.” che significato dai all’avverbio “spontaneamente”? Cosa può esserci di “spontaneo” nella scelta di non agire che compiamo quando sentiamo che nessuna azione aggiungerebbe qualcosa alla nostra vita? Non ci vedo nulla di spontaneo… perché anche il solo fatto di “sentire” , in questa circostanza , ha il senso di una previsione, di una valutazione a priori, quindi sarebbe “ spontanea” fino a che punto ? Allora, secondo la tua tesi, qualunque scelta se fatta senza apparente conflitto interiore è “spontanea”? Personalmente credo che sia impossibile guardarsi con distacco, che sia impossibile osservare senza influenzare in qualche modo il fenomeno osservato, che sia praticamente impossibile giungere a cogliere la realtà “oggettivamente”. O meglio credo sia una fatica, fondamentalmente, inutile. Forse più che domandarsi il perché, il come di una scelta, di un’azione o non azione , è più interessante chiedersi a che serve…

araba fenice
02-09-2009, 18:24
[QUOTE=nicoletta;7322]Rispondo ad Araba Fenice (intervento delle13.33) Cosa può esserci di “spontaneo” nella scelta di non agire che compiamo quando sentiamo che nessuna azione aggiungerebbe qualcosa alla nostra vita? Non ci vedo nulla di spontaneo…

Ad essere felici.. (a cosa serve).. che poi era il nucleo centrale dell'argomento
Ho fatto una premessa ed una conclusione al messaggio che mandavo ad Animaria proprio per cercare di spiegarle che avrei voluto comunicare il più possibile il mio pensiero, ma che la cosa non mi risultava semplice..non sempre le parole possono rappresentare una realtà che va al di là del pensiero, ma si compone anche di sensazioni, intuizioni, voli pindarici..
Spontaneamente è un avverbio che ho utilizzato per passare l'immagine di qualcosa che non avviene sotto una spinta mentale, quindi una sorta di dettame autoimposto (non agisco perchè per la mia vita è meglio così!) o di un'aspettativa futura, ma che semplicemente si concretizza perchè QUELLO DEVE SUCCEDERE..come un fiume che SPONTANEAMENTE sgorga nel mare..Continua

araba fenice
02-09-2009, 18:24
Forse a giusta ragione tu mi fai notare che il termine scelta non è il più adatto..e qui si ricade nella complessità dell'espressione verbale.
Io poi, e questo lo dico senza retorica, non mi sogno nemmeno di suggerire agli altri quale strada percorrere, dato che anche io ne ho intraprese diverse e lasciate altrettante..
Per quella che è la mia esperienza personale la visione distaccata è possibile e molto efficace, ma anche tanto difficile da mantenere.
A questo punto, rileggendo le tue parole, credo che la domanda da porsi non sia nè tanto ( e sicuramente!) il perchè, nè il A cosa serve, ma bensì il Come fare?
Ad ognuno poi la sua risposta..:)

animaaria
02-09-2009, 18:43
Prima di iniziare una domanda, perchè temi la contemplazione???

"temo la non azione" mi ha fatto pensare molto, essendo anche un mio problema...
....

lo stare soli ti risucchia nel sottofondo. Mi ritorna in mente la mia recente rilettura di uno dei miei preferiti di Coelho "La strega di Portobello", in cui pure mi identifico. La protagonista svolge le attività complesse a cui si trova destinata, purchè acquieti la propria natura con la danza. In seguito affianca l'apprendimento della calligrafia presso un saggio del deserto. Questi loda la sua acquisita bravura nella scrittura e le dice, ora va e colma i tuoi vuoti, quelli che trovi tra una lettera e l'altra; ed aggiunge, quando lo farai potrai consentirti di osservare dio anche tra uno spazio e l'altro. Ecco, io studio tenendo accesa la televisione o in mezzo alla gente, così sono efficientissima ed onoro quel che compio; se non lo faccio, il dolore mi assale e mi inquieta. Non è la contemplazione nella azione o nella non azione, dunque, il mio punto...ma tutto ciò che la rallenta. Ho bisogno di scorrere totalmente col fiume del mondo, altrimenti mi astraggo e trovo un enorme e sotterraneo dolore.
Ha ragione araba fenice, non ci sono parole x dirlo...ci ho provato....

19milli72
03-09-2009, 14:24
Brava Ilary hai scritto cose bellissime, ed e' vero che quando niente sembra consolarci, se ripensiamo ad un momento in cui abbiamo provato forti emozioni stiamo meglio... Non credo che ci siano persone nate con la camicia, penso che ci siano persone che forse nascondono le loro enormi debolezze, perche' la loro posizione vuole questo! credimi tutti siamo sulla stessa barca... dio o chi per lui ci ha messo tutti sullo stesso piano, l'unica differenza e che ci sono persone ipocrite o meno, persone come credo siamo noi che manifestiamo le nostre debolezze e i ns disagi, quindi anche io mi sento di dire che sono nata con la camicia e voi?