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Visualizza la versione completa : Grecia e turchia un vecchio viaggio


sonocurioso
25-05-2010, 11:51
Voglio raccontarvi forse il mio primo viaggio serio che ho fatto una trentina di anni fa

i luoghi sono sempre belli e godibili anche oggi quindi questa cosa” retro’

magari vi dara’ ispirazione

Io e 3 amici tutti sui ventanni, con un auto che ora non se ne vedono + se non in qualche posto di rottami auto , una 127 verde con manopola del cambio lungo con finale a pallino nero.
Partenza da Milano destinazione Turchia in auto.
Il fascino di fare dei viaggi in auto o in moto (chiaramente e’ molto piu’ comodo l’aereo) e’ che la distanze non si annullano in poche ore ma il paesaggio e le persone e gli eventuali monumenti e citta mutano piano piano .

Dunque …io , Cable alla guida del mezzo, Rocchino ( esperto di karate) , Mascetti (chiamato cosi in riferimento al film amici miei

http://www.italica.rai.it/cinema/commedia/amici.htm )
.

sonocurioso
25-05-2010, 11:52
Mascetti e Cable prima di partire fecero scorta all’ Euromercato di scatolame the e salumi stipati nel piccolo bagagliaio posteriore insieme alla ruota di scorta, Cable aveva detto a tutti di portare il minimo io portai una borsa con qualche ricambio e un asciugamano , lui fedele a quello che aveva detto niente = praticamente solo quello che indossava cioe’ una camicia verde americana da reduce del viet-nam con le maniche tagliate, un paio di calzoni corti e le ciabatte di gomma infradito , poi solo il sacco a pelo per dormire .
Partenza da Milano sino confine e prima tappa significativa alle grotte di Postumia ( allora la Yugoslavia c’era ancora) delle grotte veramente belle che consiglio a tutti di visitare con un trenino che percorreva sotto terra degli anfratti bellissimi ma il freddo era pazzesco x noi che avevamo solo vestiti leggeri,
http://it.wikipedia.org/wiki/Grotte_di_Postumia

nel giorno successivo visita ai laghi di Plivic ( molto belli ) e via per strade allora a volte sterrate con la polizia del posto che incrociavamo Zagabria una citta che ricordo per il mercato delle angurie gigantesche , poi le migliori le abbiamo mangiate in Turchia , poi passaggio veloce in Bulgaria dove ricordo paesaggi agresti e niente di niente se non una piazza enorme nella capitale

sonocurioso
25-05-2010, 11:52
dove una enorme stella rossa capeggiava su un monumento , roba da mangiare poca e strana , non capivamo un ****************************, e poi Edirne http://it.wikipedia.org/wiki/Adrianopoli

il confine con la Turchia un posto assurdo dove a mezzanotte arrivammo appena passata la frontiera da una parte la quiete assoluta e dall’ altra il casino completo , da una parte il comunismo ed il silenzio , negozi zero se non cose di legno tipo fischietti , pipe o **************************** del genere dall’altra a mezzanotte tutto illuminato da mille luci colorate, bambini turchi di 12 anni che ci chiedevano i documenti e casino assoluto mischiati con i doganieri ed i poliziotti un mercato multicolore di tamburelli,tamburi,vestiti ,cuscini ,incensi ,chincaglieria ed altre mercanzie varie.
Passata la frontiera dopo due ore proseguimmo nel buio della notte turca sino in una zona dove visto un campo coltivato pensammo di parcheggiare a lato della strada l’auto e ci sdraiammo a dormire in mezzo a sembrava erba o grano alto , improvvisamente nella notte dei forti rumori ci svegliarono e fortuna vuole che uscimmo dai sacchi a pelo in tempo perche altrimenti delle enormi falciatrici a motore ci avrebbero segato insieme all’ erba , li lavoravano di notte con i fari perche di giorno faceva molto caldo .

sonocurioso
25-05-2010, 11:53
Il giorno dopo via verso Istambul una citta’ molto bella ma un po’ strana come quella del film” Fuga di mezzanotte”, alloggiammo in un alberghetto puzzolente nel centro vicino ad un bar chiamato Pudding Shop che era noto ai tempi perche’ da libri letti da noi era la meta degli hippies negli anni 60/70 che andavano in India in autostop per trovare i paradisi della droga o della sapienza .
In giro per la citta scene di auto con mobili o cestini infilati nel portapacchi aperto , inoltre visitammo la bellissima moschea blu e il suk .
Abbiamo fatto anche un escursione al di la del ponte del Bosforo , subito dopo c’era una zona dove erano accampati degli zingari ancora con dei carretti con cavalli.
Inoltre ci mettemmo a pescare con un sistema di filo con peso agganciato a fondo e ami , il fatto era che ogni tanto ci si incagliava l’amo sul fondo fortunatamente c’erano dei ragazzini turchi che si tuffavano nonostante delle gigantesche meduse e nuotando in una maniera buffa poi si immergevano incuranti delle meduse a districarci le lenze.
Tornando e attraversando la frontiera Turchia Grecia sia da una parte che dall’altra c’erano militari armati di tutto punto con fucili mitragliatori e una terra di nessuno di circa 2 km , questi 2 popoli non si possono vedere, si odiano.

sonocurioso
25-05-2010, 11:54
In Grecia la tappa fu alle penisole Calcidiche dove trovammo una spiaggetta veramente bella per starci attendati un po di giorni , Mascetti con una forchetta attaccata ad un bastone con una corda riusciva a catturare dei piccoli polipi che poi mangiavamo alla brace.

In Grecia passando per una zona collinare arida dato che la 127 era in ebollizione , 2 di noi erano scesi dall’ auto ed avevano improvvisato un jogging ma subito dopo Cable che dal giorno della partenza aveva mangiato i viveri che ormai presentavano ( i salamini segni muffa ,anche il the) comincio a sentirsi male ed aveva delle strane macchie sulla pelle , in un paesino trovammo un dottore ma noi non sapevamo ne l’inglese ne il greco quindi un po’ a gesti e un po alla fine ci prescrisse delle cure per il disgraziato che fu in cura sino alla fine del viaggio , mentre noi ad athene ci dedicammo a tutti i cibi greci come il sulaki o il pasticcio o il mussaka ,spero si scrivano cosi’.
Atene era bella ma il caldo era pazzesco piu’ di 40 gradi

http://it.wikipedia.org/wiki/Atene

sonocurioso
25-05-2010, 11:55
dormivamo con le finestre aperte con il traffico bestiale di giorno e di notte della strada che ci impediva di dormire, la cosa bella della citta’ era naturalmente la citta antica sulla collina i vari tempi e monumenti e il cambio della guardia.
Il secondo viaggio invece un po’ di tempo dopo , dove abitavo avevano tutti le moto io la Honda Paris Dakar non mi ricordo se e’ stato prima o dopo dell’ Algeria , comunque una volta deciso di andare in Grecia partimmo da Milano un primo gruppo io honda, mia sorella su Suzuki costum 400cc , due amici Leo ed un altro su Tenere 600 uno bianco l’altro Blu ed un mi caro amico d’infanzia con la donna ( che poi sarebbe diventata sua moglie) Pasqualone con guzzi 350 2 cil , 1 tappa Milano –Ancona , a 50 km da Ancona Pasqualone che era venuto l’anno prima in Corsica con me fuse la moto ( ai tempi diagnosticato un milione per riparare i danni quindi per lui fine del viaggio ).
Noi un po storditi per questo intoppo ci imbarcammo su una nave per Patrasso , tempo stimato un giorno ed una notte, durante il giorno caldo allucinante , c’era una piscina grande come 5 vasche da bagno e profonda 1metro e mezzo , c’era scritto non buttarsi ma io e Leo presi dalla calura ci buttavamo sino a che un tipo che stava bevendo un crodino si incazzo ‘ con Leo e dopo stop.

sonocurioso
25-05-2010, 11:55
All ‘ arrivo in terra greca ,dopo lo sbarco facemmo circa 100 km e li stop su una spiaggia ,dopo aver mangiato come dei maialini in un taverna quelle greche con frigo a vetro e mosche , i miei soci e mia sorella se ne stavano spaparanzati sulla spiaggia io invece mi annoiavo e quindi dissi “ragazzi vado un po’ avanti e poi vi aspetto “.
Morale = dopo aver fatto una 50 di km ad un bivio e presi a destra , poi dopo un po’ c’era un bar dove c’erano delle sedie di legno mi sedetti e presi un caffe di quelli con il fondo , aspettai 1 ora ,due ore ,tre e mi resi conto che ero perso ……
.infatti per 5 giorni vagai da solo in tutto il Peloponeso ,

http://it.wikipedia.org/wiki/Peloponneso

mi ricordo che guidando la moto con i calzoni corti presi pure una scottatura sulle gambe di un rosso da infarto.
Poi pero sapevo che il resto del gruppo che sarebbero partiti dopo di noi avevamo un appuntamento allo stretto di Corinto

http://www.clubdelgommone.it/images/grecia-storia/emilio-corinto.jpg

sonocurioso
25-05-2010, 11:56
quindi ci andai il giorno prima e li trovai mia sorella ( un po’ ************************************ ) e gli altri una volta riunito il gruppone si erano uniti anche Chicco e la sua donna su yamaka 500 ( il modello con l’accensione a pedale spaccagambe) , un altro tipo su yamaha da strada 600 e altri che non ricordo. Via tutti ad Athene , all’ arrivo ad Athene eravamo talmente gasati che ci siamo messi a sgommare per le strade del centro non considerando che erano lisce di un asfaldo infimo forse anche x il caldo.
AD una curva Chicco finii a terra e dato che quel furbone aveva i pantaloni corti ( non consigliati al vero biker) il tubo di scappamento alto gli brucio meta’ gamba quindi chiamammo un ambulanza e lo portammo all’ ospedale , il giorno dopo fatte le medicazioni del caso eravamo gia’ in sella alla volta di Volos e poi via traghetto per Shiatos l’isola mitica che era la nostra tappa finale.
Bene quell’isola ( in seguito ci sarei andato comodamente in aereo era agli inizi del turismo , molto bella con una spiaggia ( una delle tante ) la mitica banana beach, il campeggio dove eravamo diretti che era l’unico dell’ isola era a dodici km dall’ aeroporto e una volta arrivati era un posto magnifico con una spiaggetto piccola ma bella , pero era un campeggio alla greca i cessi ( e’ giusto chiamarli cosi’)

sonocurioso
25-05-2010, 11:57
erano senza tetto sporchi ed insufficienti per il numero di persone presenti nel camping che erano di tutte le nazionalita’ meno che Italiani ,svedesi ,olandesi ,tedeschi , noi eravamo gli unici con le moto e quando tornavamo dalla disco che era in paese con le moto a manetta facevamo l’ultimo tratto sterrato prima del campeggio la gara fra di noi e all’ entrata con ifari illuminavamo i tedeschi che dormivano nei sacchi a pelo facendoli schizzare in piedi nella notte a volte era divertente.
Quel pazzo di Chicco che a volte vedo ancora ( ora ha tre figlioletti ma e’ sempre un fanatico di moto e di viaggi) nonostante aveva la gamba ustionata era cosi estasiato dal mare che un giorno si tuffo uscendo ed urlando per il dolore provocato dalla ferita ancora aperta.

sonocurioso
25-05-2010, 11:57
Si ho proprio un bel ricordo di quella vacanza , ma il ritorno fu un'altra avventura era il 23 agosto io dovevo tornare al lavoro il 26 ed anche un altro del gruppo , quindi solo io e lui baci ed abbracci a tutti partimmo da skiatos ed in tre tappe da 750 km da skiatos a Milano .
La prima parte tra Grecia e Macedonia ,poi passando per il Montenegro sempre a manetta , ci fermavamo solo per bisogni fisici impellenti o mangiare qualcosa , dei paesaggi molto belli caldo , freddo ricordo sulle montagne del Montenegro un lago con delle donne che portavano in spalla dei pesci evidentemente pescati dentro li , poi in seguito delle montagne allte con due laghi in successione somiglianti a quelli di S.Moritz in svizzera ma completamente disabitati ed ad alcune curve della strada dei ragazzi zingari rapati a zero con delle pietre che appena ci vedevano ce le tiravano con l’intento di colpirci, poi verso sera il mi socio magari era una decina di km avanti ed io stanco di indossare il casco me lo tolsi ma non avendolo legato bene durante una galleria lo persi e non potendomi fermare per paura di perdere le tracce del socio venni prerso dal freddo della notte , quando lo ritrovai stavo male , trmavo dal freddo spiegata la situazione decidemmo di pernottare in un alberghetto in mezzo alle montagne

sonocurioso
25-05-2010, 11:58
mi ricordo che appena fummo in camera mi feci una doccia c’era il tubo della doccia da dove sgorgava l’acqua che sembrava un inaffiatoio x i fiori gigantesco appena aperta l’acqua era bollente ma sulla mia pelle quell’ impatto devastante mi dette una scossa salutare che mi fece stare subito meglio.
Il giorno dopo sempre sulla sella della moto passamo dei posti magnifici come la splendida Dubronich , quando ci fermavamo a volte mangiavamo pesce buonissimo con 4 soldi e a volte per una bistecca ci fegavano un capitale ma noi non avevamo il tempo di incazzarci perche dovevmo andare e piu’ di 70/ 80 all’ ora non si poteva tirare in certi tratti , allucinante l’ultimo pezzo di costa prima di arrivare a Trieste c’era un vento che le nostre moto con il serbatoio grande ci costringevano a fare fatica per tenerle stringendo le gambe.
Appena passato il confine subito a cercare una pizzeria che manco a farlo apposta si chiamava bella Napoli e anche se fosse stata cattiva per noi era buona , poi appena in autostrada mi accorsi che avevo forato , con la bomboletta spruzzai il liquido ripara gomme dentro e via a 140 verso casa.