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Visualizza la versione completa : sentirsi a disagio


romario
01-08-2009, 20:34
quando entro in un bar ,ristorante ,ecc.. mi sento a disagio mi sembra che la gente guardi il mio disagio e basta..vorrei essere imperscrutabile in quei momenti,non vorrei far vedere la mia emozione,disagio a nessuno..:(

julia
01-08-2009, 20:39
piacere...io la chiamo ansia sociale...
ora esco e la sento anche stasera, mi faccio forza per uscire...
che cosa pensi che ti provochi disagio? entrare, fermarti, consumare, pagare od uscire?

romario
01-08-2009, 20:45
ah è ansia sociale?non lo sapevo.A volte mi provoca disagio entrare,ma più o meno un pò di disagio lo sento sempre ,sento sempre lo sguardo degli altri giudicante..non è a livelli insopportabili ma comunque mi piacerebbe capire meglio questo disagio e trarre da questo un punto di forza e non di debolezza..chiedo troppo?

Del_02
01-08-2009, 20:47
ma perchè ??? secondo me vi fate troppi problemi e pensate che la gente stia a guardare propio voi.. avevo un'amica che quando andavamo in qualche pub o ristorante insieme ad altre amiche..si faceva accompagnare al bagno da una di noi se no da sola non ci andava...e aveva 26 anni.... insicurezza, timidezza un pò trasmessale dai genitori e soprattutto mamma chioccia ma chi fa così pensa che la gente stia a guardare prorpio loro non per presunzone ma chi si sente a disagio in un contesto pensa che tutti lo avvertano invece la gente sta per fatt suoi non stanno a guardare sempre le altre persone e soprattutto non c'è così tanta gente sensibile e perspicace in giro che coglie ogni nostro stato d'animo...altrimenti avremmo tutti rapporti felici e invece.......dai meno ansie meno fisse mentali uscite e entrate dove volete...e vivete.

julia
01-08-2009, 20:50
la mia lo è, non è detto che lo sia la tua...timidezza può essere, perchè no?
beh, immaginati come un animale selvatico che entra in un territorio annusando e scrutando per conoscerlo meglio prima di entrare in azione...
stasera mangio in un ristorante che serve cibi romani, marchigiani e abbruzzesi...tutto preso dal posto e il pane e la pasta fatte in casa...questo bel pensiero mi fa uscire più volentieri...:D

romario
01-08-2009, 20:54
ma perchè ??? secondo me vi fate troppi problemi e pensate che la gente stia a guardare propio voi.. avevo un'amica che quando andavamo in qualche pub o ristorante insieme ad altre amiche..si faceva accompagnare al bagno da una di noi se no da sola non ci andava...e aveva 26 anni.... insicurezza, timidezza un pò trasmessale dai genitori e soprattutto mamma chioccia ma chi fa così pensa che la gente stia a guardare prorpio loro non per presunzone ma chi si sente a disagio in un contesto pensa che tutti lo avvertano invece la gente sta per fatt suoi non stanno a guardare sempre le altre persone e soprattutto non c'è così tanta gente sensibile e perspicace in giro che coglie ogni nostro stato d'animo...altrimenti avremmo tutti rapporti felici e invece.......dai meno ansie meno fisse mentali uscite e entrate dove volete...e vivete.

eh tu la fai semplice ,forse hai ragione ,a livello mentale mi dico che è come dici tu,ma l' emozioni viaggiano ad un livello diverso,e poi se fosse facile come dici tu non ci sarebe bisogno di riza..;)

Roberta
01-08-2009, 20:59
eh tu la fai semplice ,forse hai ragione ,a livello mentale mi dico che è come dici tu,ma l' emozioni viaggiano ad un livello diverso,e poi se fosse facile come dici tu non ci sarebe bisogno di riza..;)

il fatto è CHE NOI guardiamo tutti e giudichiamo tutti...quindi per la legge del contrapasso...

violetta
01-08-2009, 21:00
capita anche a me questa specie di ansia...Dipende però dai giorni..

Ad esempio preferisco entrare e comperare nei centri commerciali piuttosto dei piccoli negozi dove ti seguono le commesse ovunque ...Io li mi sento a disagio e quindi, a volte, evito di entrare.. Penso che sia anche colpa un po' della mia timidezza che è comuqnue rimasta insita nel mio carattere, anche se molto migliorata col tempo e con le esperienze di vita.

Del_02
01-08-2009, 21:03
E' facile è facile. Capitava anche a me verso i 18 anni... C'era pure un'altra mia amica (avevamo 23 anni) che era peggio dell'altra menzionata nel post sopra...eravamo in un bar e voleva un tè freddo, ci avviciniamo alla cassa e le mi fa "che gli devo dire?" e io "che gl vuoi dire? digli che vuoi una minestrna! Che gli vuoi dire....un tè freddo grazie!" non si può.....cioè...secondo me se diventa argmento di discussione la cronicizzate come cosa.... Riza è utile...molto molto utile.. ma quel che vi ho detto io poco fa è scritto pure li...se non le mettete in pratica le cose.... Entrate in un posto senza pensare...agite con mmediatezza....fate quello che dovete fare concentrandovi su voi stessi o meglio sull'azione che state facendo senza pensare che qualcuno vi osservi. La gente osserva chiunque entri un esercizio pubblico, perchè in quel momento è un diversivo tra loro e l'esercente e l'imbarazzo stesso che provano a loro vota nello stare in un posto pieno di estranei. Partite sempre da questo presupposto....vi verrà da ridere.

romario
01-08-2009, 21:04
il fatto è CHE NOI guardiamo tutti e giudichiamo tutti...quindi per la legge del contrapasso...

sì è una spiegazione plausibile.Quante cose dobbiamo scrollarci di dosso ..:(

Del_02
01-08-2009, 21:06
capita anche a me questa specie di ansia...Dipende però dai giorni..

Ad esempio preferisco entrare e comperare nei centri commerciali piuttosto dei piccoli negozi dove ti seguono le commesse ovunque ...Io li mi sento a disagio e quindi, a volte, evito di entrare.. Penso che sia anche colpa un po' della mia timidezza che è comuqnue rimasta insita nel mio carattere, anche se molto migliorata col tempo e con le esperienze di vita.

No Violetta pure io non ci entro nei negozietti piccoli ma quello dipende dall'approccio sbagliato che i negozianti con commesse annese intendono com politica pervendere non comprendendo che è fastidioso avere le commesse che ti osservano e ti chiedono ogni due minuti "serve aiuto?" ma quello non è un nostro handicap ma è il loro. Che la gente vada altrove a compare.

romario
01-08-2009, 21:10
E' facile è facile. Capitava anche a me verso i 18 anni... C'era pure un'altra mia amica (avevamo 23 anni) che era peggio dell'altra menzionata nel post sopra...eravamo in un bar e voleva un tè freddo, ci avviciniamo alla cassa e le mi fa "che gli devo dire?" e io "che gl vuoi dire? digli che vuoi una minestrna! Che gli vuoi dire....un tè freddo grazie!" non si può.....cioè...secondo me se diventa argmento di discussione la cronicizzate come cosa.... Riza è utile...molto molto utile.. ma quel che vi ho detto io poco fa è scritto pure li...se non le mettete in pratica le cose.... Entrate in un posto senza pensare...agite con mmediatezza....fate quello che dovete fare concentrandovi su voi stessi o meglio sull'azione che state facendo senza pensare che qualcuno vi osservi. La gente osserva chiunque entri un esercizio pubblico, perchè in quel momento è un diversivo tra loro e l'esercente e l'imbarazzo stesso che provano a loro vota nello stare in un posto pieno di estranei. Partite sempre da questo presupposto....vi verrà da ridere.

mi dispiace Ilary ma non è un problema tecnico di come chiedere le cose,quello lo sappiamo fare tutti,il problema è il disagio che sento a livello emotivo..poi le cose si fanno ,magari con un pò di sforzo ,ma a me piacerebbe capire quale tecnica si può adottare in quei momenti.

Del_02
01-08-2009, 21:13
la tecnica è quella! non ce ne sono altre....non si tratta di come chiedere le cose ma di farle e basta pensando e immergendosi in quelle precise azioni. la tecnica per non provare disagio a monte dpende dal fatto che in ogni azione c'è prima un pensiero inerente a quella dinamica... ma man mano che la cosa viene fatta passerà anche il disagio....poi chiariamoci non è che se una persona è tendenzialmente introversa allora così diventerà un clown da circo.... però si stara' bene.....nella propria natura ma senza eccessive e improbabili ansie.

Terry
01-08-2009, 22:32
Ciao a tutti, leggevo il problema di Romario..ebbene a me succede la cosa un po' simile, cioè da quando sono stata male...ho avuto un brutto periodo no...mi è rimasta la fobia di entrare a mangiare nei ristoranti...perchè ho la pura e senmplice paura di sentirmi male dvanti a tutti, di cominciare a soffrire il caldo dentro pieno di gente ecc...e non riuscire a stare comodamente seduta al tavolo e gustarmi la mia cena....non so se è da affibbiare al giudizio degli altri, cmq non sono una che si fa molti problemi per gli altri, anzi sto cercando di vivere la mia vita fregandomene un po' della cosiddetta "società"... ,....e cosi' evito come una scema, perchè è sbagliato, tutte le occasioni in cui mi invitano a mangiare fuori...a meno che non si tratta come ora che è estate, di mangiare all'aperto...là di meno...non cpaisco da dove viene questa mia paura....perchè deve essere cosi' e non riesco a superarla...e questo mi turba molto...a volte mi angoscia davvero....
voi cosa ne pensate?
un saluto
Terry

julia
02-08-2009, 00:00
ilary, io la diagnosi clinica l'ho avuta...ansia sociale...adesso è cambiata in meglio...disistima...
se siamo qui è perchè abbiamo problemi, il mio problema è iniziato a 18 anni e adotto delle tecniche da tempo che mi hanno dato dei risultati;
mi fai sorridere con il tuo "non parlatene che lo cronicizzate", anzi, è proprio parlandone su riza anni fa che ho fatto progressi notevoli...;)

concordo con Roberta sulla legge del contrappasso e aggiungo che più di un ansioso sociale arriva a pensare di sentirsi in realtà non diverso ma superiore agli altri e per un meccanismo psicologico di senso di colpa di arrivare a pensare al contrario...
prima dell'ansia sociale in me c'era una timidezza notevole e attorno a me un ambiente sfavorevole all'incontro con gli altri...quelle famiglie nelle quali il componente forte ti fa crescere facendoti capire che "noi non siamo come gli altri"...

Del_02
02-08-2009, 00:06
infatti non dico che non se ne deve parlare....confrontarsi va bene e fa bene....però c'è anche da dire che fare riflessioni su uno pseudoproblema lo rende problema...magari nel tuo caso specifico lo sarà ...non lo so...però la disistima....o la precedente ansia sociale...sono definizioni...l'ansia sociale penso ci venga a trovare un pò a tutti prima o poi....per dico che parlandone sia in terapia che tra amici o utenti ingrandisce.....è come quando soffri per amore o sei confusa...e ne parli con amiche, amici, conoscenti...alla fine invece che star meglio e aver trovato soluzioni o dritte per superare il tutto stai peggio di prima e continui a chiedere sempre più consigli...è un circolo vizioso!

julia
02-08-2009, 00:15
io non ne parlo con nessuno nella mia vita reale...per parlarne su riza ed ammetterlo ci ho messo otto mesi:rolleyes: e non è facile parlarne, anzi...pirandellianamente parlando sono stata in più di un forum di ansia sociale e...me ne sono andata perchè ero considerata troppo socievole per essere una vera ansiosa sociale, avendo famiglia, lavoro, viaggiando ed avendo relazioni sociali...il massimo per chi si sente diversa è sentirsi diversa pure da chi si raggruppa perchè si sente diversa:D

lorenzo
20-08-2009, 14:59
ciao ragazzi io sono nuova,cmq capisco le vostre sensazioni.io mi sono rovinata la vacanza,in quanto nn riuscivo a fare nulla se nn continuare a pensare che facevo fatica a respirare.

julia
20-08-2009, 16:11
ciao lorenzo :), io mi sono rovinata qualche giornata in vacanza e ti comprendo...ora come stai?

cornaglia patrizia
20-08-2009, 16:25
io non ne parlo con nessuno nella mia vita reale...per parlarne su riza ed ammetterlo ci ho messo otto mesi:rolleyes: e non è facile parlarne, anzi...pirandellianamente parlando sono stata in più di un forum di ansia sociale e...me ne sono andata perchè ero considerata troppo socievole per essere una vera ansiosa sociale, avendo famiglia, lavoro, viaggiando ed avendo relazioni sociali...il massimo per chi si sente diversa è sentirsi diversa pure da chi si raggruppa perchè si sente diversa:D

oh usssgnur...fammi pensare bene...:eek:

cornaglia patrizia
20-08-2009, 16:27
infatti non dico che non se ne deve parlare....confrontarsi va bene e fa bene....però c'è anche da dire che fare riflessioni su uno pseudoproblema lo rende problema...magari nel tuo caso specifico lo sarà ...non lo so...però la disistima....o la precedente ansia sociale...sono definizioni...l'ansia sociale penso ci venga a trovare un pò a tutti prima o poi....per dico che parlandone sia in terapia che tra amici o utenti ingrandisce.....è come quando soffri per amore o sei confusa...e ne parli con amiche, amici, conoscenti...alla fine invece che star meglio e aver trovato soluzioni o dritte per superare il tutto stai peggio di prima e continui a chiedere sempre più consigli...è un circolo vizioso!


ma ti quoto Ilary!!! a proposito come si fa?!:D

cornaglia patrizia
20-08-2009, 16:34
ma perchè ??? secondo me vi fate troppi problemi e pensate che la gente stia a guardare propio voi.. avevo un'amica che quando andavamo in qualche pub o ristorante insieme ad altre amiche..si faceva accompagnare al bagno da una di noi se no da sola non ci andava...e aveva 26 anni.... insicurezza, timidezza un pò trasmessale dai genitori e soprattutto mamma chioccia ma chi fa così pensa che la gente stia a guardare prorpio loro non per presunzone ma chi si sente a disagio in un contesto pensa che tutti lo avvertano invece la gente sta per fatt suoi non stanno a guardare sempre le altre persone e soprattutto non c'è così tanta gente sensibile e perspicace in giro che coglie ogni nostro stato d'animo...altrimenti avremmo tutti rapporti felici e invece.......dai meno ansie meno fisse mentali uscite e entrate dove volete...e vivete.

verso i 16/17 anni c'erano le prime uscite in dicoteca e ricordo la prima volta con me c'era un'amica timidissima a 10 metri mi faceva"andiamo andiamo via!".Avevo anch'io i miei timori ma le dicevo"ma dai andiamo solo a ballare!".Ancora adesso siamo amiche e spesso ne ridiamo.Naturalmente un po' di questa timidezza le è rimasta come quando si compra qualcosa.Qualcosa di trasparente...traforato?Mai!Son andata fuori tema?Ci son sempre gli adm che mi spostano che carini!:D