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cornaglia patrizia
29-03-2010, 00:38
AFFRONTARE JL TRAUMA DELLA NASCITA SUBITO DOPO IL PARTO
Lasciar esprimere il dolore
"La testa di Bianca era uscita e risultò immediatamente evidente che
c'era qualcosa che non andava. Infatti, il cordone si era arrotolato
attorno al collo e aveva smesso di pulsare. Il medico e la levatrice
si diedero subito da fare: velocemente srotolarono il cordone e la
tirarono fuori. Di conseguenza il collo di Bianca si storse un po'.
Non appena le mani del medico la toccarono, respirò e iniziò a
piangere, io sospirai di sollievo.
Già questo sarebbe bastato, ma non era ancora finita: durante il parto
Paola aveva sofferto molto. Inoltre aveva respirato durante le spinte,
prolungando così la sofferenza della seconda fase fino a circa un ora
e mezzo. Di conseguenza la testa di Bianca era molto deformata.
Un po' dopo il parto ci rendemmo conto che c'erano tre piccole ferite
sulla sommità della testa. Era come se si fosse graffiata contro
qualcosa di duro durante la nascita. Probabilmente era stata questa
pressione la causa del dolore di Paola. Ripensandoci, poteva essere
che Bianca si presentasse di traverso o in posizione posteriore e che
per questa ragione si fosse procurata le ferite al capo. Al momento
dell'espulsione aveva del meconio sulla testa e perciò ne abbiamo
dedotto che la bambina doveva aver sofferto molto fin dal principio
del travaglio.

cornaglia patrizia
29-03-2010, 00:40
-continua

Appena nata, si agitò e pianse un po'. Non era la bambina pacifica e
senza traumi che avevamo voluto mettere al mondo. Non sembrava nemmeno
capace di calmarsi. Facemmo tutto il necessario, per creare un legame
con lei: la attaccammo al seno, la massaggiammo dolcemente... inoltre,
siccome il dottore aveva bisogno di alcune informazioni, la pesammo, e
io continuai a sperare che si sarebbe calmata, ma non fu così. Al
contrario, più il tempo passava e più lei soffriva. Neppure un bagno
tiepido le fu d'aiuto.
Dopo circa un paio d'ore piangeva ancora disperatamente. Fu allora che
mi resi conto che le ferite alla testa erano peggiorate. Erano
arrivate a formare un'unica, grande escoriazione che si estendeva per
circa un terzo della testa; era di un blu scuro e sembrava molto
dolorosa. Per cercare di darle un po' di sollievo la tenemmo in braccio
in posizione eretta e ci disponemmo a fare tutto quello di cui
aveva bisogno.
Pianse per quasi due ore e mezzo. Piangeva senza smettere ed era
chiaro che soffriva molto. Per fortuna avevamo partecipato a
numerosissime sedute terapeutiche in cui adulti raccontavano le
sensazioni, soprattutto il dolore, provate durante un parto difficile,
ed eravamo a conoscenza di due cose molto importanti. ·La prima è che
le difficoltà erano iniziate perche' da bambini queste persone non
avevano avuto sufficiente aiuto per affrontare queste sensazioni.

cornaglia patrizia
29-03-2010, 00:42
Ci fu presto chiaro che Bianca stava ripercorrendo a modo suo la
sofferenza del travaglio. Infatti, i suoi scoppi di pianto avvenivano
ogni due minuti circa, seguendo pressapoco il ritmo delle contrazioni.
Molto probabilmente ogni contrazione aveva fatto soffrire Bianca un
POI di più, via via che aumentava la pressione sulla testa. Alla fine
di ogni scoppio di pianto, durante il quale si capiva che era
sconvolta, poiche' tossiva e lottava per riuscire a respirare, Bianca
si rilassava e si guardava attorno, oppure si addormenta va
tranquillamente per qualche minuto.
Ogni volta che si calmava, soprattutto se aveva pianto molto a lungo,
io speravo, contro ogni ragionevolezza, che ce l'avesse fatta e che
tutto fosse superato. Ma non era così; infatti, poco dopo ricominciava
a piangere.
Mi rendevo conto che, desiderando che lei smettesse di piangere, era
in realtà la mia sofferenza che volevo alleviare.
Capivo anche che aveva bisogno di piangere, altrimenti non l'avrebbe
fatto. Questa consapevolezza non mi rendeva comunque più semplice la
scelta di non interferire. I genitori hanno spesso bisogno di essere
molto aiutati per riuscire a sentirsi abbastanza sicuri di sé da nono
intervenire. La loro tendenza sarebbe infatti di coccolare il proprio
figlio per farlo smettere, pensando, per altro giustamente, che ci sia
qualcosa che non va e che sia necessario intervenire, se non altro
perchè si rendono conto della propria sofferenza.

cornaglia patrizia
29-03-2010, 00:47
A volte ci riescono,
ma in questi casi, può avvenire che il bambino trattenga in sè il
dolore della nascita, con le limitazioni che ne possono derivare. Così
facendo, inoltre, viene a interrompersi anche qualcosa che ha del
miracoloso, la capacità cioè che gli esseri umani possiedono diguarire
se stessi, in modo autonomo. Questo miracolo di autoguarigione si
avverava sotto i nostri occhi, mentre la tenevamo in braccio, le
parlavamo del nostro amore per lei, dicendole quanto ci dispiaceva che
stesse soffrendo e che volevamo fare ciò di cui lei aveva bisogno.
L'escoriazione scomparve, come pure la deformazione della testa. Ogni
scoppio di pianto era meno intenso del precedente. Finalmente non
pianse quasi più e riposò tranquillamente per un po'.
Vicini senza interferire
Nelle successive tre o quattro settimane Bianca pianse a intervalli
più o meno regolari all'inizio, nello stesso modo. In quel momento
era chiaro che aveva ancora del dolore da sfogare e il suo pianto era
caratteristico. Comunque, in questo periodo, la frequenza dei pianti
diminuì, passando da una volta al giorno a una volta la settimana.
Dopo due mesi accadeva solo una volta ogni quindici giorni, mentre
adesso ci sembra che pianga in quel modo più o meno una volta al mese.
Ogni scoppio di pianto è durato da cinque minuti a un ora e mezzo. I
risultati dimostrano che è valsa la pena di affrontare tutto questo.

spiritolibero
29-03-2010, 09:28
come al solito quando scrivi e racconti con tanto " cuore " ,
prendi quello degli altri .
Nella tradizione del pensiero ebraico la malattia ha un senso per lo stesso individuo che ne è colpito e ne fa consapevolezza ,
in tal caso l'anima dolorante tende a ritirarsi e spinge al raccoglimento e a ritrovare il " senso della vita stessa " .
Quando accade nei bambini , in special modo quando essi stessi vengono alla luce in tal modo traumatico , l'insegnamento è rivolto agli adulti che lo circondano .
Siete stati voi a generarne la guarigione ,
e quel piccolo desiderato fardello , con il suo dolore ,
vi richiamava a riconsiderare la " vostra " vita ,
lei ne era il mezzo del disegno divino .

sono qui

cornaglia patrizia
29-03-2010, 13:46
...questa storia è interessante,dal mio punto di vista,come lasciando andare il dolore,facendolo uscire,buttandolo fuori(una sorta di pulizia attraverso le lacrime)avviene l'autoguarigione.I genitori semplicemente con il loro amore non hannno interferito in tale processo.Mi è venuto di pensare a noi:a come la ns parte adulta può attuare la stessa modalità nei confronti della bambina/o che abbiamo dentro di noi.
Non credo a un disegno divino x riconsiderare la vita.....sarebbe troppo crudele nei confronti di quella creatura.
Perchè se fosse vero allora dovrei considerare anche altri eventi come un disegno divino.Tu sai bene di cosa parlo....

lolla79
02-04-2010, 23:44
ma tu credi che un genitore possa far smettere di piangere un neonato che deve sfogare tanto dolore?
e poi non sono d'accordo..una madre non tranquillizzrebbe il figlio solo per se stessa..
bisognerebbe ascoltare quel pianto per capire se si tratta di 'sfogo' o..io valuterei più le reali sensazioni più che le 'cronometrate che non mi 'raccontano nulla di buono istintivamente..

sai che avevo letto che il cordone attorno al collo simboleggia che il bimbo è 'sottomesso' e nella vita tenderà a farsi sottomettere ..
un parto davvero spaventoso, però non è affatto come dichiara l'autrice di questo testo che avviene la guarigione..
il bambio non conosce ancora 'il pensiero'..è corpo e anima e ogni emozione e sofferenza è allo stato 'puro'..
un bambio non può elabrare o smaltire una tale sofferenza piangendo e nemmeno continuando a prolungare il dolore e la solitudine del bambino

è un'esperienza che rimarrà impressa in questo individuo e dovrà un giorno rielaborarla e sicuramente il modo in cui viene accolto e curato nei anni avvenire rimarginerà in parte il danno subito..
bisognerebe valutare come risponde la madre alle richieste di attenzioni del piccolo per capire come questo inizi ad avere più fiducia nella vita..

un bambino che soffre di dolore, solitudine e non riceve le attenzioni che cerca per ritrovare il contatto materno avrà impresso nella sua memoria più primitiva una triste sofferenza..

c'è da fare molto per rimediare un simile trauma.

lolla79
02-04-2010, 23:56
io ho letto il libro di Mauer: Il senso di appartenenza
che fa terapia di questo genere riportando le persone a elaborare la nascita,
le cose che ho letto mi hanno confermato in parte dei miei problemi' (vissuti in adolescenza e via.)..

io sono nata con cesareo, prematura, e sono stata in incubatrice x 15 gg dopodichè opeata d'urgenza di ernia inguinale(che in psicosomatica simboleggia proprio che non riuscivo più a sopportare la situazione')
e ho pianto dal primo all'ultimo giorno come una pazza dentro l'incubatrice..e le infermiere erano felici di dimettermi perchè non ne potevano più..
ho passato i primi 7 anni avanti e indiero per gli ospedali..ho olto tonsille..ho sofferto di bronchiti..di psoriasi..tutte manifestazioni che simboleggiano lo stesso problema di base..

e sinceramente non sono affatto contenta nè di aver pianto tanto...nè di come sono stata trascurata da persone che pultroppo non potevano capire come aiutarmi..e mia madre dimesa a casa con il taglio del cesareo infettato(e non mi stupisco del perchè) non poteva neanche toccarmi..

lolla79
03-04-2010, 00:16
quando un neonato si sfoga solo un bel contenimento lo tranquillizza, l'ho sempre fatto con le mie bimbe..istintivamente le ho sempre contenute e calmate.
e osservandole ho imparato a prevenire l'eccessiva stanchezza o le eccessive esposizioni.
le ho tenute vicine
le ho allattate a richiesta..senza cronometrarle..o sballottarle in culla..e non per calmare i miei bisogni di calma..(anche se erano giusti)
la calma, la fiducia e il contatto iniziale x il bambino è importante
è il bimbo che impara a gestire il suoi bisogni grazie alla comprensione empatica della mamma che risponde senza perdere tempo perchè capisce
la maternità è un'esperienza che mi ha curato più di qualunque altra terapia
e giulia, la primogenità mi ha insegnato con grande forza tutto ciò che le serviva.
mentre Ilaria mi ha mostrato quello che non ero riuscita a godermi con la prima..
e con entrambe il parto non è sto prioprio idilliaco ma sono comunque stati due parti veloci e il contatto con me imediato e mai separato..era il mio istimto solo a giudicare fortunatamente..perchè se avessi leto questo testo forse non sarei stata più aperta.

non mi ispira molto quello che ho letto qui
penso che il pulsare del dolore in testa unito alla continuità che gli deve essere data di diritto continua a fare soffrire il bimbo per me
non il bisogno di sfogarsi.


una psicologa mi ha saggiamente detto che:
se far piangere un neonato fa bene ai polmoni allora sanguinare fa bene alla pelle!

cornaglia patrizia
03-04-2010, 00:38
continua-Non sono infatti rimasti (quasi) effetti residui della nascita.
Inoltre, Bianca dà a tutti l'impressione dì essere una bambina
contenta, sveglia, rilassata e ricettiva. E quel che è più importante,
sembra essere completamente a suo agio sia con noi sia con i nostri
amici. Non è dunque una bambina che ha paura della gente, che si sente
trascurata quando gli altri la lasciano piangere ed esprime quello che
è in realtà il dolore di una esperienza passata.
Adesso, quando lei piange, siamo in grado di capire il perchè. Quasi
sempre è per un motivo contingente, e le rare volte in cui non lo è,
lo capiamo dal tipo di pianto, e sappiamo che la miglior cosa da fare
è prenderla in braccio mentre si sfoga. Penso che sarebbe stata e che
sia tuttora una pessima idea lasciarla sola mentre piange.
Da: "Massaggio per i vostri bambini"- A. Auckett

cornaglia patrizia
03-04-2010, 00:42
.....se ti posso dire rileggi con il cuore questa storia.
Io sto facendo proprio un percorso sulla nascita e benchè non abbia avuto traumi particolari...so cos'è stato riviverla.Ho lasciato di proposito il finale da parte....ciao.

lolla79
03-04-2010, 00:59
ciao
ogni esperienza ha sempre qualcosa da raccontare
lo rileggo con più calma domani..
ti ho scritto solo le mie sensazioni leggendolo..
una madre che invece che descrivere sensazioni cronometra il pianto e accantona il suo desiderio di placare la sofferenza...guaerdando le ferite..superficialmente(intendo sulla mia pelle) non mi convince..

io avrei voluto partrire Ilaria diversamente e ci sarei potuta riuscire se non fossi stata interrottà sul più bello..
è stato deludente il finale, il lettino a pancia all'aria..le forzate spinte ..

avrei potuto partorire da sola(anzi insieme..xrchè Ilaria con i piedi si spingeva giù..) seguendo la contrazioni con la voce ..
avrei potuto sentirla uscire da me senza fare resistenza(ed è una cosa che ricodo come magica) ..la sentivo già lì....e invece sono corsa in ospedale e non eravamo più pronte..e non ero più serena..

Giulia invece è stata indotta a 41 settimane e so che anche questo porta a stravolgere il percorso naturale delle cose..avevo letto che queste persone tendono a sentire il bisogno di farsi spingere nella vita..

lolla79
03-04-2010, 02:08
continua-Non sono infatti rimasti (quasi) effetti residui della nascita.
Inoltre, Bianca dà a tutti l'impressione dì essere una bambina
contenta, sveglia, rilassata e ricettiva. E quel che è più importante,
sembra essere completamente a suo agio sia con noi sia con i nostri
amici. Non è dunque una bambina che ha paura della gente, che si sente
trascurata quando gli altri la lasciano piangere ed esprime quello che
è in realtà il dolore di una esperienza passata.
Adesso, quando lei piange, siamo in grado di capire il perchè. Quasi
sempre è per un motivo contingente, e le rare volte in cui non lo è,
lo capiamo dal tipo di pianto, e sappiamo che la miglior cosa da fare
è prenderla in braccio mentre si sfoga. Penso che sarebbe stata e che
sia tuttora una pessima idea lasciarla sola mentre piange.
Da: "Massaggio per i vostri bambini"- A. Auckett

e il messaggio quindi sarebbe che bianca è riuscita a guarire in modo autonomo da questo trauma sfogandosi..
io non ci credo molto...

lolla79
03-04-2010, 02:08
capisco che il bambino habbia bisogno di piangere in braccio.
che debba urlare dopo l'esperienza
xrchè trattenere il dolore significa poi sopprimerli ad un livello per poi manifestarlo nel corpo poi(sto leggendo psicosomatica:rolleyes:però azzardo!)
e penso anche che basti davvero poco xrchè un bambino sia di nuovo in balia di nuovi traumi (luci forte.troppe mani estranee..mancato imprintig la prima ora dopo il parto)

tutti i bambini che comunque soffrono grossi traumi alla nascita possono essere rilassati e estroversi(dipende dall'indole di base)
i primi anni i bambini seguono ciò che istintivamente li soddisfa x crescere.
certo..se vengono continuamente corretti saranno ostili.
se un bambino nasce estroverso, crescendo mese dopo mese, comunque non mostrerà più tracce del parto.
però non vuol dire che abbia archiviato 'positivamente' l'esperienza per me.
come un bimbo più timoroso non ha non superato un trauma..
sono sensibilità diverse.

penso bisogna prendere coscenza che da neonati abbiamo vissuto emozioni profondissime e dolorosissime
e noi dobbiamo sostituirle con quelle che ci sono mancate, donandocele, comprendendole

cosa non abbiamo potuto godere e cosa invece abbiamo dovuto affrontare
bisogna vedere finalmente il sereno per non rimanere incollati nell'incubo
mai lasciarsi alle spalle l'incubo senza sapere cosa ci è mancato.