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Visualizza la versione completa : Come affrontate i periodi bui?


Luca
14-01-2010, 11:54
Come avete afforntato i periodi bui, la tristezza o la depressione?

Portate, se volete, le vostre esperienze

Roberta
14-01-2010, 13:17
Come avete afforntato i periodi bui, la tristezza o la depressione?

Portate, se volete, le vostre esperienze

mi sa che ne è disseminato il forum di questo argomento!

ros
14-01-2010, 14:20
riassumere è difficile.
ho affrontato con l'aiuto di un esperto e con la mia volontà,
e adesso mi tiro su da sola..nn mi arrendo.
ma sono tanto stanca, e vorrei smettere di pensare tanto

azzurra1975
14-01-2010, 14:51
[QUOTE=Luca;31821]Come avete afforntato i periodi bui, la tristezza o la depressione?/QUOTE]

bella domanda! io devo ancora uscirne!!:confused:
ci sono molti modi, tutti validi, ma fino a che non si è convinti e consapevoli fino alle viscere, è difficile uscirne....

personalmente ho alti e bassi ( da 4 anni circa devo dire che i bassi sono la maggioranza ),e gli alti durano ben poco!!!!

se sono qui in questo forum è per condividere esperienze con gli altri utenti, ma credo che chi "abita" qui, non abbia la risposta a questa domanda..

Fatina68
14-01-2010, 20:15
...ditemi come si fa perchè io ci sono dentro per l'ennesima volta...
e questa volta mi sono arresa, non ho più voglia di reagire perchè tanto so che non ne vale la pena :(

Argilla
15-01-2010, 14:08
...ditemi come si fa perchè io ci sono dentro per l'ennesima volta...
e questa volta mi sono arresa, non ho più voglia di reagire perchè tanto so che non ne vale la pena :(

non è facile ma si può uscire dalla depressione....
un motivo te lo dico io anche se ora per te non è importante .....
devi reagire perchè la vita ti sorride è preziosa ed è una sola....
vale la pena viverla ed un giorno questo buio che ora vedi .....
gli sorriderai in faccia dicendo grazie per avermi insegnato un passo in più per vivere meglio.....

Luca
15-01-2010, 14:57
Penso che la cosa più importante da fare, quando si affaccia dentro di noi una tristezza o una mlinconia, è accoglierla, non contrastarla, lasciarle spazio, non voler essere a tutti i costi felici. Questo, secondo me, è l'atteggiamento mentale più giusto per evitare che la tristezza si trasformi in depressione. se all'opposto ci ostiniamo a mandare via i momenti di dtristezza, rischiamo di rinforzarla, trasformandola in depressione.

Voi cosa ne pensate?;)

delly
15-01-2010, 15:03
Penso che la cosa più importante da fare, quando si affaccia dentro di noi una tristezza o una mlinconia, è accoglierla, non contrastarla, lasciarle spazio, non voler essere a tutti i costi felici. Questo, secondo me, è l'atteggiamento mentale più giusto per evitare che la tristezza si trasformi in depressione. se all'opposto ci ostiniamo a mandare via i momenti di dtristezza, rischiamo di rinforzarla, trasformandola in depressione.

Voi cosa ne pensate?;)

Sono d'accordo.....ma non è così semplice riuscirci...ci sono meccanismi inconsci che ci portano sempre ad evitare.....anche telefonare ad un amica, ascoltare musica o venire quà sul forum può essere un modo per me per evitare di sentire il mio dolore.....ma oggi mi vedo ed è già un inizio.....:)

Luca
15-01-2010, 15:08
Tutto ciò che è "evitato" si deposita dentro e prima o poi viene fuori con una forza maggiore. Ecco perchè è imporatnte accorgersi di ciò che accade dentro di noi e non distrarsi...

Un abbraccio ;)

Ginestra
15-01-2010, 15:56
diventa un pò come la tua carta d'identità? Ricordo (i maledetti ricordi traditori) da adolescente facendo un giuoco dove si dovevano fare delle metafore per far indovinare di chi si stava parlando, riferito a me una mia cugina mi associò ad un salice piangente. e' un ricordo ancora vivo dentro di me e tutt'ora provo nei riguardi di questa persona un enorme senso di soggezione che è poi ciò che provo in generale nei confronti di un pò di tutti. per cui i momenti tristi diventano un pò lo sfondo della tua esistenza. secondo me si vede che sei triste o perlomeno traspare ragion per cui sei poco attraente agli occhio degli altri e diventa faticoso non fissarsi in questa idea anche se sai che comunque passerà sai anche che prima o dopo tornerà.
non sono una persona esuberante sono una che entra in punta di piedi e c'è chi facendomelo notare ha scelto alcune volte di non invitarmi a favore di altre invece molto esuberanti e me lo sono venute pure a dire confidandano nella mia comprensione dal momento che la mia intellignenza avrebbe fatto modo di capirle........bà

zeus
15-01-2010, 16:08
a me succede così, come dici tu

animaaria
15-01-2010, 19:12
diventa un pò come la tua carta d'identità? Ricordo (i maledetti ricordi traditori) da adolescente facendo un giuoco dove si dovevano fare delle metafore per far indovinare di chi si stava parlando, riferito a me una mia cugina mi associò ad un salice piangente. e' un ricordo ancora vivo dentro di me e tutt'ora provo nei riguardi di questa persona un enorme senso di soggezione che è poi ciò che provo in generale nei confronti di un pò di tutti. per cui i momenti tristi diventano un pò lo sfondo della tua esistenza. secondo me si vede che sei triste o perlomeno traspare ragion per cui sei poco attraente agli occhio degli altri
non sono una persona esuberante sono una che entra in punta di piedi e c'è chi facendomelo notare ha scelto alcune volte di non invitarmi a favore di altre invece molto esuberanti e me lo sono venute pure a dire confidandano nella mia comprensione dal momento che la mia intellignenza avrebbe fatto modo di capirle........bà
eh, già...va di moda il pensiero positivo......bisogna mostrare al mondo un solo volto...la faccia sorridente che sa tutto di marche, locali e griffe alla moda....tutto quello che di intimo può venire a trovare viene giudicato e ghettizzato. D'altronde c'è l'altra faccia della medaglia: il divenire vittime delle proprie presunte debolezze al fine di imbrigliare l'altro in un rapporto di soccorso...spesso non ci si accorge di questi meccanismi, ma avvengono.

ros
20-01-2010, 13:44
Penso che la cosa più importante da fare, quando si affaccia dentro di noi una tristezza o una mlinconia, è accoglierla, non contrastarla, lasciarle spazio, non voler essere a tutti i costi felici. Questo, secondo me, è l'atteggiamento mentale più giusto per evitare che la tristezza si trasformi in depressione. se all'opposto ci ostiniamo a mandare via i momenti di dtristezza, rischiamo di rinforzarla, trasformandola in depressione.

Voi cosa ne pensate?;)

cosa ne penso? che nn ho mai mirato alla felicità, ma alla serenità.
io nn posso fare altro che aspettare che passi.
che altro ci resta? oramai quello che c'era da analizzare, l'ho analizzato.
i periodi bui mi durano anche anni, inciampo in quelli che riguardano la salute.
aspetto, ma lotto anche per arrivare ad una soluzione. e la soluzione questa volta nn arriva ancora...è passato 1anno.
che fare se nn pazientare?

JUSTFORLOVE
20-01-2010, 14:13
è una lunga battaglia che lascia stremati,e non sempre si riemerge oppure sì ma dura poco,piuttosto è una compagna di vita,non c'è molto da fare se non assecondarla,ma si sta male,anche se si capisce l'origine , non ci sono medicine,ne sostegni esterni,la depressione vive con te,inesauribile.......

summer
22-01-2010, 13:55
Penso che la cosa più importante da fare, quando si affaccia dentro di noi una tristezza o una mlinconia, è accoglierla, non contrastarla, lasciarle spazio, non voler essere a tutti i costi felici. Questo, secondo me, è l'atteggiamento mentale più giusto per evitare che la tristezza si trasformi in depressione. se all'opposto ci ostiniamo a mandare via i momenti di dtristezza, rischiamo di rinforzarla, trasformandola in depressione.

Voi cosa ne pensate?;)

infatti quando mi capita, scelgo un posto per star sola cerco di capire cosa è successo e mi faccio un bel pianto. Se il sintomo persiste allora guardo un film così evito di pensarci troppo e trovo qualcosa su cui concentrarmi. Nei casi gravi mi hanno aiutato molto i libri specialmente le biografie. "La trilogia della città di K" ad esempio è stato un vero toccasana per aiutarmi ad uscire da un periodo buio.

foale
22-01-2010, 14:09
Ho avuto un lungo periodo buio, quello di cui ho già parlato in alcuni post precedenti.
Io che ho sempre visto il mio letto come un necessario mobile in cui passare le pochissime ore di sonno di cui avevo bisogno nella vita, ne ho fatto x mesi un rifugio buio dal resto del mondo. Ero da sola a casa in quel periodo, rientravo dal lavoro e senza spogliarmi mi infilavo sotto le coperte e piangevo, piangevo, piangevo fino a farmi scoppiare la testa. Ho avuto anceh problemi di pressione in seguito a questi episodi perchè la tensione a cui sottoponevo tutta me stessa era infinita.
Non so come, non so bene perchè a un certo punto una sera rientrando ho g uardato il letto così caldo, invitante, così "rifugio" e ho detto basta! Ho fatto una doccia, con tanto di oli e creme profumate, ho messo la mia tuta da casa più bella, non quelle scialbe e informi che mettevo sempre, mi sono messa su un CD e ho ricominciato a scrivere.
Ho ripreso contatto con quel talento che avevo scoperto per poi lasciarlo languire in un cassetto, e ho ricominciato a scrivere, scrivere, scrivere. Prima le lacrime impedivano la vista poi piano piano sono diventata di nuovo forte e consapevole. IO ESISTO e nessuno neppure me stessa, potrà distruggermi.
Qualcuno di voi è passato attraverso questa esperienza?

stella maria
22-01-2010, 14:15
Come avete afforntato i periodi bui, la tristezza o la depressione?

Portate, se volete, le vostre esperienze

io mi accartoccio, mi chiudo in me stessa.
Tiro sù un muro impenetrabile tra il mio disagio e il mondo esterno...parlarne mi faresse solo soffrire di più.
Chiusa in me stessa analizzo il perchè del mio star male, lo seziono in mille pezzi, lo guardo da tutte le angolazioni possibili.
Tutto questo fà molto male, ma piano piano riesco a digerire il mio disagio e ne esco fuori, un pò tramortita, ma sana...
Da sempre questo è il mio modo di reagire, è l'unico che conosco, è l'unico che accetto di applicare..in silenzio, non se ne accorge nessuno.

NADA
22-01-2010, 20:43
..uso il letto come "rifugio", la mattina quando mi devo alzare e' una tragedia, so' che devo affrontare la giornata e mi sembra di dover scalare l'Everest...quando ho quei periodi veramente neri, non mi va' di vedere nessuno, non mi va' di parlare talmente l'angoscia mi attanaglia la gola, e l'unica cosa che desidero e' dormire...non reagisco, aspetto, aspetto che passi e poi quando sto' meglio, la mattina butto indietro le coperte e mi dico: dai che la vita e' la' fuori e non qui a letto e allora apro le imposte, apro il cuore e gli occhi e vedo quante cose belle ci sono la' fuori....fino alla prossima volta.

kyra
06-02-2010, 02:47
Penso che la cosa più importante da fare, quando si affaccia dentro di noi una tristezza o una mlinconia, è accoglierla, non contrastarla, lasciarle spazio, non voler essere a tutti i costi felici. Questo, secondo me, è l'atteggiamento mentale più giusto per evitare che la tristezza si trasformi in depressione. se all'opposto ci ostiniamo a mandare via i momenti di dtristezza, rischiamo di rinforzarla, trasformandola in depressione.

Voi cosa ne pensate?;)

Sono d'accordo con te, l'osservazione è sempre un buon punto di partenza.
A volte penso che ci sia solo bisogno di vedere la strada, vedere il prossimo obiettivo e dopo aver visto, agire..
A volte il buio rimane sopra di noi cercando di farci capire che dobbiamo fare di più....

ros
06-02-2010, 10:35
ho richiamato lo psicologo......

claude
06-02-2010, 11:44
[QUOTE=NADA;34039]..uso il letto come "rifugio", la mattina quando mi devo alzare e' una tragedia, so' che devo affrontare la giornata e mi sembra di dover scalare l'Everest...quando ho quei periodi veramente neri, non mi va' di vedere nessuno, non mi va' di parlare talmente l'angoscia mi attanaglia la gola, e l'unica cosa che desidero e' dormire...

penso che un pò a tutti, si manifesti in tal modo la tristezza... però credo anche che sia "errato" starsene rannicchiato in un letto perennemente senza affrontare il reale, l'uscire fuori.... (anche se lo so, è difficile a vv., è capitato pure a me....) Io faccio un mix tra le "tecniche Morelliane- pensiero positivo, che sono fondalmentalmente opposte, ma io ci vedo pure dei punti in comune... nel senso: se sto bene, (anche xchè mi viene naturale...) esco, canto, ho 1000 iniziative... Quando sto male, me ne sto qualche attimo rannicchiato nel letto con un senso di oppressione... poi, come suggerisce il pensiero positivo, (con una bottarella di razionalità e sforzo...) mi butto a pedate giù dal letto, accendo la musica, faccio una doccia, spalanco la finestra e guardo fuori... dicendomi:" andiamo dai! la vita è la, a me nulla manca... sto bene e va bene così..." e funziona... dopo qualche attimo il meccanismo parte e tutto scivola via bene...;)

claude
06-02-2010, 12:02
Penso che la cosa più importante da fare, quando si affaccia dentro di noi una tristezza o una mlinconia, è accoglierla, non contrastarla, lasciarle spazio, non voler essere a tutti i costi felici. Questo, secondo me, è l'atteggiamento mentale più giusto per evitare che la tristezza si trasformi in depressione. se all'opposto ci ostiniamo a mandare via i momenti di dtristezza, rischiamo di rinforzarla, trasformandola in depressione.

Voi cosa ne pensate?;)

penso sia giusto ed efficace questo atteggiamento.... ma a volte penso (pur sapendo che è errato pensarci e bisogna stare nel presente ecc. ecc...), ma sarà sempre così? della serie: sto male... accolgo il male, non lo giudico... aspetto... se ne va... (magari non del tutto...) sto "benino"... ahi! ritorna... accolgo il male, gli lascio spazio.... ecc. ecc... stile yo yo... per anni? decenni? sempre? è il mio "destino"? Lo star bene sempre (o quasi..) in modo continuato, è utopia? la serenità + o - costanti, idem? Vi faccio un esempio: mia madre è sempre stata una persona forte, sicura, in gamba... fino ad una quindicina di anni fa ( 60 anni circa...). Improvvisamente fece una depressione, non l'accettava, piangeva tanto... le durò tra alti e bassi, un annuccio. Bene: scomparve! all'improvviso rivide la luce, e da allora sta meglio dei 60 anni precedenti, è + roccia di prima... Non conosce riza, Morelli, psicologi, forum... mha! un abbraccio a tutti....;)

delly
06-02-2010, 12:17
[QUOTE=claude;37333] Lo star bene sempre (o quasi..) in modo continuato, è utopia? la serenità + o - costanti, idem? QUOTE]



Credo sia proprio così.....più si accoglie l'uno e più forte arriva l'altro....sempre più forte la gioia ed il dolore.....
le nostre madri.....chissà come vivono o vivevano interiormente e chi può dirlo.....siamo un'altra generazione:)

claude
06-02-2010, 12:25
[QUOTE=claude;37333] Lo star bene sempre (o quasi..) in modo continuato, è utopia? la serenità + o - costanti, idem? QUOTE]



Credo sia proprio così.....più si accoglie l'uno e più forte arriva l'altro....sempre più forte la gioia ed il dolore.....
le nostre madri.....chissà come vivono o vivevano interiormente e chi può dirlo.....siamo un'altra generazione:)

penso proprio di si... L'ho pensato anch'io! Ribobino tutto... e non ho detto niente... sigh! Ciao Delly.:D

delly
06-02-2010, 12:30
[QUOTE=delly;37334]

penso proprio di si... L'ho pensato anch'io! Ribobino tutto... e non ho detto niente... sigh! Ciao Delly.:D

ma anche io spesso inseguo la serenità eterna......e forse è giusto così.....a volte mi sembra di non sapere più nulla e di non avere certezze su niente specialmente su di me.....non capisco perchè in questo stato, invece di sentirmi felice vengo colta da una profonda tristezza...forse perchè mi rendo conto di non poter controllare niente, nessuno e tantomeno me stessa??
Chissà!!!! ti abbraccio forte