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Visualizza la versione completa : Le danze di Georges Ivanovitch Gurdjieff


Odisseo
16-07-2009, 10:04
http://www.youtube.com/watch?v=23HFQcEFYO8&feature=player_embedded

cornaglia patrizia
16-07-2009, 12:09
Interessante...conoscevo quella che si gira su se stessi x averla fatta.Sono danze sufi se non ricordo male.In ogni caso prima la danza e il movimento e poi il silenzio.Noto che mentre alcuni danzano altri stanno seduti e osservano.Belle queste danze comunque,c'è molta armonia e anche sincronia facendole in gruppo.Grazie Odisseo.

Odisseo
16-07-2009, 12:23
So poco di Gurdgieff, Laura sicuramente sa più cose. Lui anche coreografo e compositore musicale, attingeva, appunto, anche dalle danze dei mistici sufi.
Tu avrai danzato dove il palmo di una mano è rivolto verso l'alto e l'altro verso il basso...verso i divino e verso la terra.
Ciaohttp://farm3.static.flickr.com/2551/3726458026_cee1a40fc1_t.jpg

cornaglia patrizia
16-07-2009, 13:07
anch'io so poco,giusto un'infarinatura,ma anche nell'ambiente che frequento io spesso salta fuori il suo nome e alcuni anedotti sul suo modo di lavorare,di intendere il momento presente.

Laura1985
16-07-2009, 21:32
Eccomi..quando sento quel nome...sbuco subito fuori dal mio torpore..
le danze di Gurdjieff a quanto ne so prendono spunto da quelle dei dervisci..sono movimenti che richiamano la rotazione dei pianeti e in generale si rifanno a delle leggi cosmiche, che riflettono nei movimenti sincronizzati e armonizzati..
La danza di una mano vs basso e una vs l'alto è ripresa anche nel primo rito tibetano delo yoga e ha lo scopo di risvegliare kundalini..
x quel che ne so i movimenti delle danze di G sono studiati appositamente x far si che chi le danza le viva su di sè e stia meglio nel presente perchè riprendono movimenti inconsueti e non 'meccanici'..servono a disabituare il corpo alla meccanicità a quanto ho capito..

cornaglia patrizia
21-07-2009, 13:02
arrivo da un fine settimana di meditazione e ho chiesto alla mia maestra durante una pausa di Gurdjeff e mi diceva che le sue danze erano studiate appositamente x fare un certo tipo di lavoro,ovvero il lasciare andare e spezzare l'automatismo appunto.Alla sera ci ha fatto vedere un video di Osho in cui c'erano anche le fasi di queste danze.Mi diceva che quella che si gira in tondo si può protrarre x molto tempo anche 1 ora senza giramenti di testa...nel momento in cui lasci andare.Il suo pensiero mi piace molto e ha molti punti in comune con il percorso che sto facendo.Ad es sul significato che ha la via religiosa,cioè un riconnetteresi ricollegarsi.Anche sulla libertà,non tanto il fare ciò che si vuole,ma l'autoosservazione e il"conosci te stesso"a cominciare dal corpo fsico,poi quello mentale e infine emotivo.Il corpo come unico strumento al quale lavorare,di farne un buon strumento.Anche il rapporto tra microcosmo e macrocosmo,tra noi e l'universo.
Altra cosa interessantissima che x aiutare gli altri occorre innanzitutto imparare ad aiutare se stessi.E che prima di amare bisogna essere.

sonianeri
21-07-2009, 13:16
"Altra cosa interessantissima che x aiutare gli altri occorre innanzitutto imparare ad aiutare se stessi.E che prima di amare bisogna essere."

Oggi mediterò su questo e seguirò queste parole.

Laura1985
21-07-2009, 15:28
Grazie Patrizia x aver condiviso quello che la tua insegnante ti ha spiegato..è vero leggendo Ouspensky, che poi è il discepolo di Gurdjieff, salta fuori il 'problema dell'essere', ed è da qui che si inizia a mettere in pratica la sua 'teoria'..personalmente sono ancora alla ricerca e sto sperimentando..è veramente duro, perchè praticamente la conoscenza di sè non ha mai fine..però arrivare al traguardo di essere 'centrati' deve proprio essere una gran cosa! E credo che l'equilibrio si raggiunga proprio così: lavorando su di sè per riuscire a collocarsi al centro di sè..
D'altronde spesso accade che ci dobbiamo proteggere da noi stessi..e solo conoscendoci e sperimentando cosa significhi veramente 'essere' possiamo porci in relazione con il mondo..

cornaglia patrizia
21-07-2009, 20:07
mi piace veramente molto leggerti e mi hai permesso di allargare le mie conoscenze.Credo che approfondirò Gurdieff.Mica x caso ci si conosce,complimenti sei giovane vedo.Io ci sono arrivata un po' tardi ma meglio che mai
Tuttavia mi hanno colpito le ultime due righe,parli di proteggersi da noi stessi.
Se mi puoi spiegare non vorrei fraintenere.Quello che penso io è che ci vuole una intima relazione,conoscenza di ciò che siamo.Stare con se stessi.Mi vengono in mente le parole di Morelli"tu non sai chi sei".Le aveva dette circa 3 anni fa.Ci credi che le ho comprese solo di recente?All'inizio tanta confusione,non capivo nulla ma ascoltavo e non facevo nemmeno domande,a volte ricordo piangevo come se qualcuno aprisse un rubinetto.Non permetteva a nessuno di consolarmi,lo ricordo ancora bene.Dovevo sentirlo bene quel dolore,guardarlo,osservarlo.Mi ha permesso di fare questo.Ora è come fare un puzzle,enorme,ogni tanto c'è un incastro.Ho letto che Gurdjieff era tantrico,lo era anche Osho:)....anch'io lo sono.;)è una gran bella filosofia,ti rigira come un calzino ma aiuta in modo incredibile.Un grande abbraccio

Laura1985
21-07-2009, 21:02
Ciao Patrizia..grazie x quello che hai detto,mi fa davvero piacere che tu sia intenzionata ad approfondire un pensiero così particolare..che poi è quello di un grande maestro per certi verso ancora misterioso..
Ti affianco volentieri in questo 'cammino'di approfondimento..
Quello che intendo quando dico di 'proteggerci da noi stessi' è che spesso siamo noi con il nostro pensiero e la nostra visione 'parziale' e troppo personale di vedere il mondo,che ci creiamo i problemi e crediamo di avere una risposta definitiva a quello che ci succede..se lasciassimo accadere le cose,se lasciassimo fare alla vita,'che ne sa più di noi' (tanto x citare Morelli),forse molti problemi si potrebbero evitare..ovviamente non nell'ottica del fatalismo,ma della consapevolezza..
Queste parole le ho sentite ad uno stage di meditazione e mi sono rimaste impresse..via via le ho poi interiorizzate..e le sto sperimentando su di me..spesso siamo noi stessi a far più danno degli altri..x es. ce la prendiamo per qualcosa che ci hanno detto,ma è colpa nostra se non sappiamo andare oltre..oppure idealizziamo troppo e allora è come se ponessimo un velo davanti alla realtà e anche qui siamo noi che ci creiamo delle barriere che non ci permettono di vivere nel reale..x essere secondo me serve proprio questa protezione da ciò che non ci permette di stare nella realtà..spero di esser riuscita a spiegarti quello che penso..un abbraccio anche da parte mia!alla prossima!

cornaglia patrizia
21-07-2009, 22:33
preferisco l'espressione che dipende da noi cosa ci accade..Secondo me molto dipende da cosa ci diciamo,le parole che usiamo.Il senso di colpa secondo me è già ben"nutrito" ...è un'espressione molto singolare,"difendersi da se stessi",si mi hai chiarito il concetto.Ciao.