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Visualizza la versione completa : Pensieri sulla vita e conseguente paura.


Bond85
25-01-2012, 21:39
Salve a tutti,
ho aperto in questa sezione perchè non sapevo dove farlo visto che non ho ancora ben capito perchè agisco e penso cosi...
ho 26 anni e diciamo che ho sempre saputo di essere troppo analitico, in definitiva uno che si fa molte seghe mentali e che purtroppo ha compreso che è facilmente suggestionabile....
da quando è iniziato l'anno ho cominciato a vedere la vita in un nuovo modo, diverso da come la vedevo sempre....
ho cominciato a farmi domande tra me e me su quale senso avesse la vita, sul perchè noi siamo qua, e soprattutto che , dovendo morire, ogni cosa che facciamo è inutile, soldi, oggetti, anche affetti, insomma svaniranno tutti in un determinato momento, cosi che non capisco a cosa serva dannarsi tanto, a cosa serva la vita stessa....

ecco io in verità sono sempre stato una persona che invece la vita l'ha sempre amata, e sento, che ci sono momenti in cui l'amo ancora, e soprattutto quando non vengono in mente quei determinati pensieri..... ma appena invece sorgono nella mia mente, tutto diventa inutile per me.... mi sento infelice e senza senso, .... e sento come un pò di paura dentro di me, ho avuto anche qualche episodio di ansia in questi giorni (in passato cè stato un periodo in cui per qualche mese ho sofferto di ansia e attacchi di panico passati poi grazie a me stesso e a un aiuto farmacologico) ...

continua...

Bond85
25-01-2012, 21:40
non so se sono depresso sinceramente..... non lo so.
Non penso. O almeno sicuramente divento triste dopo che mi vengono in mente quei pensieri, quelle domande. So solo che adesso vedo la vita in certi momenti delle mie giornate in maniera diversa da come ho sempre fatto..... e questo mi fa paura.... ho paura di poter perdere il controllo, di non ritrovare piu' quella vivacità che mi ha sempre contraddistinto, quella gioia che anche in alcune difficoltà ho avuto comunque.....


io soffro di una malattia intestinale autoimmune, so che la componente psicologica è importante in questo caso, e non so se sia un caso ma questi periodi di simil-depressione, ansia, pensieri che esulano dalla realtà, mi sono sempre venuti dopo gli episodi di riacutizzazione della malattia intestinale.... non so se è un caso, ma ho notato questo....

negli ultimi anni poi avevo scoperto la crescita personale e tutto ciò che ruota intorno a essa, il buddismo e le filosofie orientali, la meditazione e questo mi ha fatto capire molto di piu' della mente, ma al tempo stesso mi ha impaurito..... non so, so solo che non mi sto godendo appieno piu' niente e penso sempre a queste cose che mi rovinano le giornate....

ho paura..... non lo nascondo.

cornaglia patrizia
25-01-2012, 21:50
ciao.
Quei pensieri che ti vengono non mandarli via.Hanno motivo di esistere proprio come la tua tristezza.Solo se tu ci lotti contro possono farti del male davvero.Il controllo...quasi tutti hanno paura di perderlo ma ogni cosa che temi di perdere non sei tu,è qualcosa che vale la pena di lasciare andare.Tu hai paura ed è comprensibile,cominci a farti delle domande.Puoi farle,puoi anche cercare risposte e alla fine scopri che non ci sono risposte.Forse l'unica è che ti hanno messo in testa che la morte è qualcosa di male,di brutto.Vivi ora e vivi più intensamente che puoi anche quei lati che secondo te non ci dovrebbero essere.Non si può ridere sempre,essere sempre gioiosi,saresti parziale,ti mancherebbe qualcosa.La vita è totalità e comprende anche la morte.Avverrà quando il cerchio si chiude,perchè preoccuparsene adesso?

Morgana
25-01-2012, 22:02
La cura,caro James,è un bel viaggetto. Riempi uno zaino,o un trolley,sembri più tipo da valigia,e parti. In balia di orari,coincidenze,imprevisti e futuri possibili. E tutte le tue paranoie si dissolveranno come neve al sole.
Evita le crociere e saluta Monny Penny.

Bond85
25-01-2012, 22:04
Ciao Patrizia, quello che piu' mi fa paura è il fatto che sento come se nulla avesse senso e ovviamente nemmeno io....boh.... è tutto questo crea una sorta di scossa di paura che pervade tutto il corpo..... il giorno dopo ovviamente non è che ti dimentichi di ciò che è successo 24 ore prima anzi, ci pensi sopra ed ecco che anche le giornate successive sono rovinate.... sento quasi come se non riuscissi ad interpretare la realtà....


comunque grazie per il consiglio...... tu dici di vivere l'esperienza senza opporsi?
ci provo....

cornaglia patrizia
25-01-2012, 22:08
Ciao Patrizia, quello che piu' mi fa paura è il fatto che sento come se nulla avesse senso e ovviamente nemmeno io....boh.... è tutto questo crea una sorta di scossa di paura che pervade tutto il corpo..... il giorno dopo ovviamente non è che ti dimentichi di ciò che è successo 24 ore prima anzi, ci pensi sopra ed ecco che anche le giornate successive sono rovinate.... sento quasi come se non riuscissi ad interpretare la realtà....


comunque grazie per il consiglio...... tu dici di vivere l'esperienza senza opporsi?
ci provo....

prova...poi dimmi come va.

Bond85
25-01-2012, 22:10
La cura,caro James,è un bel viaggetto. Riempi uno zaino,o un trolley,sembri più tipo da valigia,e parti. In balia di orari,coincidenze,imprevisti e futuri possibili. E tutte le tue paranoie si dissolveranno come neve al sole.
Evita le crociere e saluta Monny Penny.
Bond poteva essere anche riferito alle obbligazioni, che ne sai :D
Comunque grazie...

Morgana
25-01-2012, 22:15
:p
Esatto che ne sò?

celeste
25-01-2012, 23:02
Bond scusami ma mi manca un passaggio
Provo a spiegarmi...da quel che ho capito leggendoti tu avevi una vita serena e felice poi hai cominciato a riflettere sul senso della vita e sul senso di quel che che ci stai a fare tu in questa vita
Cosa ti ha spinto ad abbandonare il pensiero di prima da quello attuale?

julia
25-01-2012, 23:25
benvenuto bond:)...il buddismo parla di reincarnazione e lì un senso all'esistenza,anzi alle esistenze c'è...io lo trovo di più ampio respiro rispetto a quello della mia religione...

!Leonardo!
26-01-2012, 00:56
Vorrei chiederti due cose. La prima è se successo qualcosa in particolare. Hai detto che dall'inizio dell'anno hai: "...incominciato a vedere la vita in un nuovo modo, diverso da come la vedevo sempre".
La seconda è se hai una passione. Non sentimentale, qualcosa che ti piace fare indipendentemente da eventuali gratificazioni...chessò: suonare, scrivere, uno sport o qualsiasi altra cosa...qualcosa che fai e che basta a se stessa. Diciamo che da come hai aperto questo topic la vedo difficile :)...

pigreco
26-01-2012, 12:26
benvenuto bond:)...il buddismo parla di reincarnazione e lì un senso all'esistenza,anzi alle esistenze c'è...io lo trovo di più ampio respiro rispetto a quello della mia religione...

ma il Buddismo non afferma anche che la migliore di tutte le azioni è arrendersi al mistero?

Volovia
26-01-2012, 12:56
Bond scusami ma mi manca un passaggio
Provo a spiegarmi...da quel che ho capito leggendoti tu avevi una vita serena e felice poi hai cominciato a riflettere sul senso della vita e sul senso di quel che che ci stai a fare tu in questa vita
Cosa ti ha spinto ad abbandonare il pensiero di prima da quello attuale?

Sono interessata sia a questa domanda, che a quella di Leonardo, che trovo simile.
E' importante.

Bond85
26-01-2012, 13:41
@celeste

Si forse ho spiegato male io, la mia vita è esattamente come quella di tutti gli altri esseri umani, momenti di gioia, momenti di forti difficoltà, negli ultimi 7-8 anni in seguito a gravi problemi di salute la mia vita poteva essere nella gran parte del tempo triste, e invece nonostante tutto, forse grazie a me stesso, ho sempre fatto in modo di farla restare quantomeno positiva e continuare a viverla il piu' serenamente possibile..... però come ho spiegato anche gli anni scorsi ho avuto dei periodi di forte ansia, con attacchi di panico e anche un pò di depressione sicuramente.... ma avevo superato anche quel periodo e soon passati poi 5 anni senza problemi e anzi mi sentivo anche forte e con tanta voglia di fare e disfare....non lo so cosa mi abbia spinto, l'estate scorsa mi sono accorto di avere un periodo di ansia e casualmente dopo due mesi son cominciato a star male di nuovo fisicamente a causa della mia malattia autoimmune... appena son tornato fisicamente a star bene dopo un mesetto circa mi sono accorto di queste cose, di questi miei pensieri..... quindi penso che siano in qualche modo collegati al forte periodo di stress che comunque mi ha causato il ritorno del mio malessere fisico.....

@julia

per adesso anche se mi piace, non mi sento buddista, posso magari condividere alcuni concetti razionalmente ma non li sento miei...e come ogni filosofia o religione, devi sentirla :)

Bond85
26-01-2012, 13:50
Vorrei chiederti due cose. La prima è se successo qualcosa in particolare. Hai detto che dall'inizio dell'anno hai: "...incominciato a vedere la vita in un nuovo modo, diverso da come la vedevo sempre".
La seconda è se hai una passione. Non sentimentale, qualcosa che ti piace fare indipendentemente da eventuali gratificazioni...chessò: suonare, scrivere, uno sport o qualsiasi altra cosa...qualcosa che fai e che basta a se stessa. Diciamo che da come hai aperto questo topic la vedo difficile :)...
su questo hai ragione, non ho una forte passione, mi manca davvero una sensazione del genere......

sembra invece che abbia delle passioni "ad intermittenza" come le chiamo io, nel senso che mi vengono durano un pò, magari mi eccitano in un primo momento tantissimo,e poi puf...abbandonate...

nessuna vera che ti sconvolge l'esistenza

la sensazione che ho certe volte è di essere un pò spento da quel punto di vista....

julia
26-01-2012, 20:33
ma il Buddismo non afferma anche che la migliore di tutte le azioni è arrendersi al mistero?

non lo so, pigreco, sto finendo il primo libro sull'argomento:p

celeste
26-01-2012, 20:40
Carissimo :)
Dici che la tua vita è come quella di tutti gli altri, non penso sia vero, una vita non è mai uguale ad un' altra
La malattia grave non è una cosa da sottovalutare, lo so per esperienza, anch' io ne ho avuta una e all' inizio ho fatto come te, mi sono imposta di viverla serenamente e di non lasciarmi attaccare dai cattivi pensieri
Però, c' è un però, secondo me la paura che ci assale quando vediamo in pericolo la nostra vita, se non la viviamo subito, nel momento in cui lei si presenta, prima o poi salta fuori, ti fa capire che non hai finito di rielaborarla.
Non succede niente ma occorre accettare questa paura e trasformarla in qualcosa di diverso, io ad esempio, dopo aver risolto con la patologia vera e propria sono caduta nell' ipocondria, vedevo minacce ovunque, in ogni singolo sintomo che sentivo, era paura anche questa, allo stato puro
Tu l' hai buttata sul senso della vita, su cosa ci stai a fare qui ma alla fine tutti questi pensieri significano una cosa sola PAURA

julia
26-01-2012, 20:40
@julia

per adesso anche se mi piace, non mi sento buddista, posso magari condividere alcuni concetti razionalmente ma non li sento miei...e come ogni filosofia o religione, devi sentirla :)

capito...io, invece, dopo la fase depressiva del Destino e quella speranzosa della Provvidenza sto attraversando da anni quella della Reincarnazione che ritengo abbia ampliato e accresciuto la mia consapevolezza...

celeste
26-01-2012, 20:41
Ora accetta che hai paura, non c' è niente di male, chi non ne ha non è umano, secondo me sotto queste riflessioni che stai facendo c' è una sottile ma poi neanche tanto, paura di morire, paura di non farcela, paura di vivere alla fine...
Supererai la paura quando sarà il momento e capirai che la tua vita ha senso perchè è vita PUNTO
Se ho detto stupidaggini ti prego di dirmelo:)

Ps
un po' di tempo fa ho letto un testo straordinario per me "Un altro giro di giostra" di Tiziano Terzani

!Leonardo!
26-01-2012, 22:04
su questo hai ragione, non ho una forte passione, mi manca davvero una sensazione del genere......
sembra invece che abbia delle passioni "ad intermittenza" come le chiamo io, nel senso che mi vengono durano un pò, magari mi eccitano in un primo momento tantissimo,e poi puf...abbandonate...
nessuna vera che ti sconvolge l'esistenza
la sensazione che ho certe volte è di essere un pò spento da quel punto di vista....
Può rappresentare la chiave di volta, sai. Quando rispondi al tuo percorso, quando fai quello che ti piace, è come se il "resto" perdesse potere su di te. Perchè poi è il "contorno" che offusca. Anche le "domande esistenziali" vengono meno. E' come se sfumassero. Almeno questa è la mia esperienza. Io mi sono trovato più libero.
Però ti dico che capire cosa mi appassionasse e, soprattutto, trovare il "coraggio di scegliere" non è stato affatto semplice. Cioè...a posteriori ti direi che era una cosa che ho sempre avuto davanti, ma che non riuscivo a vedere...

veila
27-01-2012, 09:21
Ora accetta che hai paura, non c' è niente di male, chi non ne ha non è umano, secondo me sotto queste riflessioni che stai facendo c' è una sottile ma poi neanche tanto, paura di morire, paura di non farcela, paura di vivere alla fine...
Supererai la paura quando sarà il momento e capirai che la tua vita ha senso perchè è vita PUNTO
Se ho detto stupidaggini ti prego di dirmelo:)

Ps
un po' di tempo fa ho letto un testo straordinario per me "Un altro giro di giostra" di Tiziano Terzani

..già...
P.S. : Celeste, ti spieghi proprio bene !

Bond85
27-01-2012, 13:57
Tu l' hai buttata sul senso della vita, su cosa ci stai a fare qui ma alla fine tutti questi pensieri significano una cosa sola PAURA
sicuramente, paura di non sapere il senso, anche questo è una paura.

non hai detto stupidaggini o almeno non penso :D

La paura di vivere penso di si. Non tutti gli esseri umani possono dire di aver vissuto come afferma anche una famosa frase di Wilde.... e per adesso io sono uno di questi o almeno non ho vissuto proprio appieno da selvaggio :D.... mi son fermato troppe volte nella mia sicurezza.... ma vabbè nessuno è perfetto .....

non so perchè vengono questi pensieri, non l'ho ancora capito forse non lo capirò mai.... ma riescono a crearmi dentro un malessere assurdo, ti distaccano dalla realtà, ovviamente non trovando risposta (come si può?) tutto diventa inutile....

come diceva qualcuno, sono solo pensieri e non siamo noi quei pensieri....

Terzani mi sta ripiombando tante volte nell'ultimo periodo,lo trovo spesso in Tv o sul web, era una grande persona... penso che ci farò un pensierino ad uno dei suoi libri....

Bond85
27-01-2012, 13:58
capito...io, invece, dopo la fase depressiva del Destino e quella speranzosa della Provvidenza sto attraversando da anni quella della Reincarnazione che ritengo abbia ampliato e accresciuto la mia consapevolezza...

penso che al di là di ogni religione o filosofia che possano essere famose e non, l'importante sia qualcosa a cui aggrapparsi..... persino l'essere convinti di non credere a niente è una fede .....

è importante credere e anche fortemente a qualcosa di piu' grande di noi.....

che poi sia il cattolicesimo, l'induismo e chi piu' ne ha piu' ne metta cambia poco....

Albe
27-01-2012, 14:39
penso che al di là di ogni religione o filosofia che possano essere famose e non, l'importante sia qualcosa a cui aggrapparsi..... persino l'essere convinti di non credere a niente è una fede .....

è importante credere e anche fortemente a qualcosa di piu' grande di noi.....

che poi sia il cattolicesimo, l'induismo e chi piu' ne ha piu' ne metta cambia poco....

Quoto....secondo me anche gli atei hanno un credo in qualcosa di superiore,trascendente.:)

dabo
27-01-2012, 15:06
Può rappresentare la chiave di volta, sai. Quando rispondi al tuo percorso, quando fai quello che ti piace, è come se il "resto" perdesse potere su di te. Perchè poi è il "contorno" che offusca. Anche le "domande esistenziali" vengono meno. E' come se sfumassero. Almeno questa è la mia esperienza. Io mi sono trovato più libero.
Però ti dico che capire cosa mi appassionasse e, soprattutto, trovare il "coraggio di scegliere" non è stato affatto semplice. Cioè...a posteriori ti direi che era una cosa che ho sempre avuto davanti, ma che non riuscivo a vedere...

A volte piu' che scegliere occorre rimuovere cio' che non ti fa scegliere, e' il disagio che ti impedisce di fare delle scelte. Il rischio e' il circolo vizioso.
Forse si tratta di ripulirsi dai condizionamenti e seguire le cose inaspettate senza troppe costrizioni o scelte drastiche.

Poi dovresti risponderti: cosa ti e' capitato recentemente? Anche se poco significativo puo' avere importanza, come lo stai o stavi vivendo?


.



Terzani mi sta ripiombando tante volte nell'ultimo periodo,lo trovo spesso in Tv o sul web, era una grande persona... penso che ci farò un pensierino ad uno dei suoi libri....

Ti 'ripiomba' Terzani? Forse non a caso.
Magari e' una chiave di aiuto, diciamo un compagno di viaggio di cui ora hai bisogno

Volovia
27-01-2012, 15:47
sicuramente, paura di non sapere il senso, anche questo è una paura.

non hai detto stupidaggini o almeno non penso :D

La paura di vivere penso di si. Non tutti gli esseri umani possono dire di aver vissuto come afferma anche una famosa frase di Wilde.... e per adesso io sono uno di questi o almeno non ho vissuto proprio appieno da selvaggio :D.... mi son fermato troppe volte nella mia sicurezza.... ma vabbè nessuno è perfetto .....

non so perchè vengono questi pensieri, non l'ho ancora capito forse non lo capirò mai.... ma riescono a crearmi dentro un malessere assurdo, ti distaccano dalla realtà, ovviamente non trovando risposta (come si può?) tutto diventa inutile....

come diceva qualcuno, sono solo pensieri e non siamo noi quei pensieri....

Terzani mi sta ripiombando tante volte nell'ultimo periodo,lo trovo spesso in Tv o sul web, era una grande persona... penso che ci farò un pensierino ad uno dei suoi libri....

E' vero.
Parli di realtà, ma qual'è la realtà?
Ascolta ciò che tu chiami malessere .. ha così tanto da dirti!

Bond85
27-01-2012, 18:39
E' vero.
Parli di realtà, ma qual'è la realtà?
Ascolta ciò che tu chiami malessere .. ha così tanto da dirti!
La realtà che ognuno si crea penso.... ad ognuno è diversa....ci sono 7 miliardi di micro realtà in giro eheheh

Come si fa ad ascoltarlo....?

julia
27-01-2012, 18:49
penso che al di là di ogni religione o filosofia che possano essere famose e non, l'importante sia qualcosa a cui aggrapparsi..... persino l'essere convinti di non credere a niente è una fede .....

è importante credere e anche fortemente a qualcosa di piu' grande di noi.....

che poi sia il cattolicesimo, l'induismo e chi piu' ne ha piu' ne metta cambia poco....

la tua risposta mi fa capire che non hai compreso il senso dei miei due messaggi...fa nulla...;)

cornaglia patrizia
27-01-2012, 18:51
penso che al di là di ogni religione o filosofia che possano essere famose e non, l'importante sia qualcosa a cui aggrapparsi..... persino l'essere convinti di non credere a niente è una fede .....

è importante credere e anche fortemente a qualcosa di piu' grande di noi.....

che poi sia il cattolicesimo, l'induismo e chi piu' ne ha piu' ne metta cambia poco....

è importante credere in qualcosa di più grande,perchè?
perchè non conosci forse?
ci credo che hai paura allora

cornaglia patrizia
27-01-2012, 18:52
La realtà che ognuno si crea penso.... ad ognuno è diversa....ci sono 7 miliardi di micro realtà in giro eheheh

Come si fa ad ascoltarlo....?

cioè non riesci ad ascoltare il tuo malessere?
Più reale di quello...:cool:

cornaglia patrizia
27-01-2012, 19:00
Quoto....secondo me anche gli atei hanno un credo in qualcosa di superiore,trascendente.:)

e come,se non credono?
ho una simpatia particolare x questo tipo di persone.

cornaglia patrizia
27-01-2012, 19:02
Ora accetta che hai paura, non c' è niente di male, chi non ne ha non è umano, secondo me sotto queste riflessioni che stai facendo c' è una sottile ma poi neanche tanto, paura di morire, paura di non farcela, paura di vivere alla fine...
Supererai la paura quando sarà il momento e capirai che la tua vita ha senso perchè è vita PUNTO
Se ho detto stupidaggini ti prego di dirmelo:)

Ps
un po' di tempo fa ho letto un testo straordinario per me "Un altro giro di giostra" di Tiziano Terzani

allora ti presento uno dei miei figli...:rolleyes:

Albe
27-01-2012, 19:27
e come,se non credono?
ho una simpatia particolare x questo tipo di persone.

non sono io :)

Bond85
27-01-2012, 20:31
la tua risposta mi fa capire che non hai compreso il senso dei miei due messaggi...fa nulla...;)
dimmi cosa intendevi....

celeste
27-01-2012, 20:39
non so perchè vengono questi pensieri, non l'ho ancora capito forse non lo capirò mai.... ma riescono a crearmi dentro un malessere assurdo, ti distaccano dalla realtà, ovviamente non trovando risposta (come si può?) tutto diventa inutile....

come diceva qualcuno, sono solo pensieri e non siamo noi quei pensieri....

Terzani mi sta ripiombando tante volte nell'ultimo periodo,lo trovo spesso in Tv o sul web, era una grande persona... penso che ci farò un pensierino ad uno dei suoi libri....
Non mi sono spiegata bene, non per te almeno
Tu hai tappato la bocca alla tua paura quando hai sentito in pericolo la tua salute e quando una persona si ammala inevitabilmente pensa alla conseguenza della malattia, anche se non è mortale arriva la paura della morte
Se non rielabori questa paura nel momento in cui si presenta, la soffochi, la zittisci, non risolvi, lei tornerà fuori con altre vesti che apparentemente non c' entrano niente SECONDO TE, non trovi il collegamento ma quello c' è è lì che ti sta parlando...

celeste
27-01-2012, 20:40
allora ti presento uno dei miei figli...:rolleyes:

Io mi preoccuperei...

Bond85
27-01-2012, 20:43
è importante credere in qualcosa di più grande,perchè?
perchè non conosci forse?
ci credo che hai paura allora
non sto parlando di un Dio come quello cristiano per esempio, anche la natura stessa per me è qualcosa di piu' grande di me ....

non conosco cosa?

certo che ho paura, altrimenti non avrei aperto un topic del genere..... la paura è normale e fa parte dell'essere umano, e non si può starne senza .... è insita nel nostro cervello (a livello fisiologico)e non esiste essere umano al mondo senza paura .... il problema non è la paura in sè, ma quando noi ci facciamo bloccare da essa .....

io sicuramente non sono consapevole al punto da poter osservare il mio malessere..... non parliamo di un dolore fisico .....

cornaglia patrizia
27-01-2012, 20:43
Io mi preoccuperei...

oramai ha 30 anni.
E' nato così.. si è sempre buttato in qualsiasi cosa.
Suo fratello si frenava,lui no.

!Leonardo!
27-01-2012, 20:51
il problema non è la paura in sè, ma quando noi ci facciamo bloccare da essa .....
io sicuramente non sono consapevole al punto da poter osservare il mio malessere..... non parliamo di un dolore fisico .....
Spesso la paura blocca proprio per evitare di farci intraprendere percorsi sbagliati. Non è sempre da considerare un problema...anzi...

cornaglia patrizia
27-01-2012, 20:54
non sto parlando di un Dio come quello cristiano per esempio, anche la natura stessa per me è qualcosa di piu' grande di me ....

non conosco cosa?

certo che ho paura, altrimenti non avrei aperto un topic del genere..... la paura è normale e fa parte dell'essere umano, e non si può starne senza .... è insita nel nostro cervello (a livello fisiologico)e non esiste essere umano al mondo senza paura .... il problema non è la paura in sè, ma quando noi ci facciamo bloccare da essa .....

io sicuramente non sono consapevole al punto da poter osservare il mio malessere..... non parliamo di un dolore fisico .....

allora ho capito male ma dato che avevi citato il cattolicesimo...
quello che io non capisco perchè pensare a qualcosa di più grande di noi e non di unione,il perchè di questa separazione,divisione con ciò che ci circonda.Quasi si fosse degli estranei,finiti quasi qua x caso.

cornaglia patrizia
27-01-2012, 20:56
Spesso la paura blocca proprio per evitare di farci intraprendere percorsi sbagliati. Non è sempre da considerare un problema...anzi...

e come lo capisci?

Bond85
27-01-2012, 21:12
Spesso la paura blocca proprio per evitare di farci intraprendere percorsi sbagliati. Non è sempre da considerare un problema...anzi...
ma senz'altro può essere, d'altronde la funzione della paura dovrebbe essere proprio questa.... proteggerci dai pericoli.... ma almeno prima quando l'uomo delle caverne usciva fuori casa rischiava di essere sbranato da un leone .... adesso non è che ci siano tanti leoni in giro

questo per dire che la stragrande maggioranza delle volte la paura non è piu' utile ma diventa dannosa...

allora ho capito male ma dato che avevi citato il cattolicesimo...
quello che io non capisco perchè pensare a qualcosa di più grande di noi e non di unione,il perchè di questa separazione,divisione con ciò che ci circonda.Quasi si fosse degli estranei,finiti quasi qua x caso.
il cattolicesimo, o almeno questo di oggi, fa questa separazione, ma ci sono altri pensieri che invece mettono l'uomo come parte integrante del tutto e quindi una sorta di divinità lui stesso in tutt'uno con la natura della cose...

sempre se ho capito bene il tuo post :D

!Leonardo!
27-01-2012, 21:16
e come lo capisci?

Bella domanda... :-)
Comprendere la propria interiorità è un risultato che secondo me si consegue solo con l'analisi...Qualcosina si può imparare ad intravedere da soli se si hanno particolari predisposizioni (intelligenza, sensibilità) e attitudini (cultura). Ma si rimane ad un livello superficiale. Ci sono talmente tanti ostacoli...

!Leonardo!
27-01-2012, 21:20
ma senz'altro può essere, d'altronde la funzione della paura dovrebbe essere proprio questa.... proteggerci dai pericoli.... ma almeno prima quando l'uomo delle caverne usciva fuori casa rischiava di essere sbranato da un leone .... adesso non è che ci siano tanti leoni in giro

Ti sbagli. Oggi alla natura si sostituisce la cultura. Hai mai sentito parlare del binomio natura/cultura tanto caro all'antropologia culturale? Oggi si assume che la società sia una sorta di "natura artificiale". Alla giungla si sostituiscono le metropoli con le loro leggi, coi loro pericoli, con i loro traguardi...è ampio il discorso, quindi mi fermo qui.

cornaglia patrizia
27-01-2012, 21:50
Ti sbagli. Oggi alla natura si sostituisce la cultura. Hai mai sentito parlare del binomio natura/cultura tanto caro all'antropologia culturale? Oggi si assume che la società sia una sorta di "natura artificiale". Alla giungla si sostituiscono le metropoli con le loro leggi, coi loro pericoli, con i loro traguardi...è ampio il discorso, quindi mi fermo qui.

e tutto questo deve far paura al punto di non riuscire ad affrontarlo?

cornaglia patrizia
27-01-2012, 21:53
Bella domanda... :-)
Comprendere la propria interiorità è un risultato che secondo me si consegue solo con l'analisi...Qualcosina si può imparare ad intravedere da soli se si hanno particolari predisposizioni (intelligenza, sensibilità) e attitudini (cultura). Ma si rimane ad un livello superficiale. Ci sono talmente tanti ostacoli...

non sono d'accordo,secondo me dai troppa importanza alla psicoanalisi.
Con la cultura pensi di imparare a conoscerti?
Io ho qualche dubbio in proposito.
Ho conosciuto persone che si conoscevano a fondo avevano un grande rapporto con se stessi,eppure erano ignoranti.

cornaglia patrizia
27-01-2012, 22:22
il cattolicesimo, o almeno questo di oggi, fa questa separazione, ma ci sono altri pensieri che invece mettono l'uomo come parte integrante del tutto e quindi una sorta di divinità lui stesso in tutt'uno con la natura della cose...

sempre se ho capito bene il tuo post :D

bond no non hai capito.
Non è questione di filosofia,ma di essere presenti almeno quel po' x renderti conto che non sei separato.
Il cattolicesimo di oggi?
direi che è stato così dall'inizio e secondo me tanti guai sono sorti proprio da lì,dallo sconnettersi.Dio il tutto l'universo vita natura chiamalo come vuoi ci hanno insegnato che è oltre a noi sta da un'altra parte.Ci hanno anche insegnato che la morte è la fine di tutto,che c'è una vita sola.
Questo fa parte delle credenze di cui siamo stati imbottititi.
Non si tratta di avere una filosofia piuttosto che un'altra.

dabo
28-01-2012, 01:17
il cattolicesimo, o almeno questo di oggi, fa questa separazione, ma ci sono altri pensieri che invece mettono l'uomo come parte integrante del tutto e quindi una sorta di divinità lui stesso in tutt'uno con la natura della cose...

sempre se ho capito bene il tuo post :D

'Altri' pensieri? Hai presente S.Francesco?

Comunque non e' il pensiero che ti mette in relazione con il tutto, non si tratta di pensieri giusti o sbagliati.

Ti sbagli. Oggi alla natura si sostituisce la cultura. Hai mai sentito parlare del binomio natura/cultura tanto caro all'antropologia culturale? Oggi si assume che la società sia una sorta di "natura artificiale". Alla giungla si sostituiscono le metropoli con le loro leggi, coi loro pericoli, con i loro traguardi...è ampio il discorso, quindi mi fermo qui.

Adesso quella paura e' rimasta orfana e cerca rimedio nelle notizie dei media.

!Leonardo!
28-01-2012, 02:01
non sono d'accordo,secondo me dai troppa importanza alla psicoanalisi.
Con la cultura pensi di imparare a conoscerti?
Io ho qualche dubbio in proposito.
Ho conosciuto persone che si conoscevano a fondo avevano un grande rapporto con se stessi,eppure erano ignoranti.

Intanto non credo tu abbia strumenti per poter definire se una persona si possa conoscere bene o meno. Non è un attacco, semplicemente una constatazione. A meno che tu non sia un'analista o una psichiatra...Poi io non ho detto che con la cultura tu puoi conoscerti. Ho detto che una delle attitudini che possono aiutare a conoscersi è la cultura. E' diverso...

e tutto questo deve far paura al punto di non riuscire ad affrontarlo?
Scusami, non ho capito questa domanda che hai posto citando il mio intervento. Me la chiariresti?

Albe
28-01-2012, 07:32
Intanto non credo tu abbia strumenti per poter definire se una persona si possa conoscere bene o meno. Non è un attacco, semplicemente una constatazione. A meno che tu non sia un'analista o una psichiatra...Poi io non ho detto che con la cultura tu puoi conoscerti. Ho detto che una delle attitudini che possono aiutare a conoscersi è la cultura. E' diverso...


Non credo uno psichiatra o uno psicologo hanno gli strumenti per conoscere le persone...il primo studia e cura le malattie mentali,il secondo studia e cura i disagi della mente.Diverso è conoscere le persone che non sono solo mente,pensieri,schemi e dinamiche della ragione.

Non sono nemmeno convinto che la soluzione del problema esistenziale sia "conoscere sè stessi",non riesco a comprendere il significato ed il senso di questo conosci te stesso.

Penso che per cultura intendi lo studio e l'apprendimento di ciò che hanno scritto e teorizzato i grandi pensatori che ci hanno preceduto e concordo con te sul fatto che la cultura di cui parli aiuta a farsi una propria "filosofia di vita " che ci consente di andare avanti e superare i problemi esistenziali e il mal di vivere.:)

!Leonardo!
28-01-2012, 09:54
Non credo uno psichiatra o uno psicologo hanno gli strumenti per conoscere le persone...il primo studia e cura le malattie mentali,il secondo studia e cura i disagi della mente.Diverso è conoscere le persone che non sono solo mente,pensieri,schemi e dinamiche della ragione.
Prima di risponderti vorrei chiederti quali fonti ti hanno portato a maturare un'affermazione del genere. Cioè che studi hai fatto, quali competenze hai...? Corro il rischio di essere invasivo, ma vorrei capire con chi sto parlando.

Non sono nemmeno convinto che la soluzione del problema esistenziale sia "conoscere sè stessi",non riesco a comprendere il significato ed il senso di questo conosci te stesso.
Mah...anche qui mi trovo in difficoltà a rispondere. Se non "comprendi" come fai ad essere o meno convinto. Comprendi prima, poi fatti un'idea. Cmq ti cito l'iscrizione sul santuario di Delfi (che nell'antichità era considerato il centro nevralgico della saggezza occidentale), forse può aiutare a chiarire la mia posizione: "Uomo, conosci te stesso e conoscerai l'universo e gli Dei"
Fai un po' te...

P.s. Conoscere se stessi non è un percorso che porta ad una meta. E' un processo in divenire tendente all'infinito. E' un viaggio, che cmq comporta delle risultanze. Ad esempio se scopro cosa mi appassiona, ho conosciuto una parte di me.

Bond85
28-01-2012, 11:54
'Altri' pensieri? Hai presente S.Francesco?

certo che ce l'ho presente, e infatti costui è stato un piccolo puntino luminoso della religione cattolica del distacco da Dio....
ma qui si va a finire nella religione , che crea sempre differenze nelle persone...

Ti sbagli. Oggi alla natura si sostituisce la cultura. Hai mai sentito parlare del binomio natura/cultura tanto caro all'antropologia culturale? Oggi si assume che la società sia una sorta di "natura artificiale". Alla giungla si sostituiscono le metropoli con le loro leggi, coi loro pericoli, con i loro traguardi...è ampio il discorso, quindi mi fermo qui.
E' ampio ma nemmeno lontanamente paragonabile alla legge della natura.... purtroppo la paura fisiologica si è dovuta adattare per sopravvivere perchè altrimenti doveva ridimensionarsi e anche di molto....

Diverso è conoscere le persone che non sono solo mente,pensieri,schemi e dinamiche della ragione.

concordo, in quel caso solo noi possiamo conoscerci, ovviamente penso con l'aiuto di un "maestro" (che sia psicologo, psichiatra o un maestro spirituale poco importa, lui ci aiuta a conoscerci, ma non ci conoscerà lui personalmente)

che poi continuo a pensare che conoscersi a fondo non sia poi possibile, a meno che non sei un Budda che ha trasceso completamente la sua mente :) Ma di Budda al mondo ce ne sono stati pochissimi...

IMHO ovviamente....

Bond85
28-01-2012, 11:58
@Leonardo ma le passioni possono anche passare con il tempo, non è detto che si protarranno per tutta la vita, possono scoprirsene altre e di completamente diverse, a quel punto uno si credeva indirizzato in una via e invece con l'esperienza se ne ritrova nel tempo, in un'altra.....

Albe
28-01-2012, 13:37
@Leonardo ma le passioni possono anche passare con il tempo, non è detto che si protarranno per tutta la vita, possono scoprirsene altre e di completamente diverse, a quel punto uno si credeva indirizzato in una via e invece con l'esperienza se ne ritrova nel tempo, in un'altra.....

Quoto.......infatti siamo esseri che cambiano continuamente ed ammettendo (per assurdo secondome)che riusciamo a conoscerci completamente conosciamo qualcosa che è,non cosa sarà.

!Leonardo!
28-01-2012, 13:39
E' ampio ma nemmeno lontanamente paragonabile alla legge della natura.... purtroppo la paura fisiologica si è dovuta adattare per sopravvivere perchè altrimenti doveva ridimensionarsi e anche di molto....

Beh l'antropologia culturale il paragone lo fa eccome...poi se secondo la tua personale posizione questo paragone non si può fare...bene così.

!Leonardo!
28-01-2012, 13:40
@Leonardo ma le passioni possono anche passare con il tempo, non è detto che si protarranno per tutta la vita, possono scoprirsene altre e di completamente diverse, a quel punto uno si credeva indirizzato in una via e invece con l'esperienza se ne ritrova nel tempo, in un'altra.....

assolutamente si. L'importante è appassionarsi profondamente per come la vedo io...

Albe
28-01-2012, 15:09
Prima di risponderti vorrei chiederti quali fonti ti hanno portato a maturare un'affermazione del genere. Cioè che studi hai fatto, quali competenze hai...? Corro il rischio di essere invasivo, ma vorrei capire con chi sto parlando.


:)...bè,difficile capirmi...cmq ho fatto il liceo classico e dopo ingegneria industriale.

Naturalmente non volevo criticare il tuo dire che psichiatri e psicoanalisti sono capaci di conoscere le persone....

Albe
28-01-2012, 15:20
Mah...anche qui mi trovo in difficoltà a rispondere. Se non "comprendi" come fai ad essere o meno convinto. Comprendi prima, poi fatti un'idea. Cmq ti cito l'iscrizione sul santuario di Delfi (che nell'antichità era considerato il centro nevralgico della saggezza occidentale), forse può aiutare a chiarire la mia posizione: "Uomo, conosci te stesso e conoscerai l'universo e gli Dei"
Fai un po' te...

.

Quel "Γνῶθι σαυτόν" di Delfo (che sembra poi ripreso da tanti ,da Talete a Socrate,a Kant....) può essere interpretato in vari modi.

Sono agnostico nei confronti della divinità (come immagino sai l'agnosticismo non esclude la fede.)...Penso che siamo corpo ed anima,l'anima appartiene alla divinità e quindi è inconoscibile ,è trascendente.

Bond85
28-01-2012, 15:40
mah, forse un giorno riuscirò a venirne a capo e tornare solo a pensare a vivermi la vita con obbiettivi, felicità, delusioni ecc.... senza fissarsi in questo cose che mi stanno davvero rovinando le giornate facendomi star male....

porca paletta non mi interessa l'illuminazione, voglio solo essere una persona normale, che diventa anche triste, ma che non si mette a pensare del perchè della vita o che si sente come alienato dalla realtà..!

va bene la smetto di lamentarmi qui, mi siete comunque stati di aiuto..... grazie

cornaglia patrizia
28-01-2012, 22:45
Quel "Γνῶθι σαυτόν" di Delfo (che sembra poi ripreso da tanti ,da Talete a Socrate,a Kant....) può essere interpretato in vari modi.

Sono agnostico nei confronti della divinità (come immagino sai l'agnosticismo non esclude la fede.)...Penso che siamo corpo ed anima,l'anima appartiene alla divinità e quindi è inconoscibile ,è trascendente.

spiegami questa:se sei agnostico ovvero non sai come fai a credere?

cornaglia patrizia
28-01-2012, 22:45
mah, forse un giorno riuscirò a venirne a capo e tornare solo a pensare a vivermi la vita con obbiettivi, felicità, delusioni ecc.... senza fissarsi in questo cose che mi stanno davvero rovinando le giornate facendomi star male....

porca paletta non mi interessa l'illuminazione, voglio solo essere una persona normale, che diventa anche triste, ma che non si mette a pensare del perchè della vita o che si sente come alienato dalla realtà..!

va bene la smetto di lamentarmi qui, mi siete comunque stati di aiuto..... grazie

ti faccio tantissimi auguri.:)

cornaglia patrizia
28-01-2012, 22:46
Prima di risponderti vorrei chiederti quali fonti ti hanno portato a maturare un'affermazione del genere. Cioè che studi hai fatto, quali competenze hai...? Corro il rischio di essere invasivo, ma vorrei capire con chi sto parlando.


Mah...anche qui mi trovo in difficoltà a rispondere. Se non "comprendi" come fai ad essere o meno convinto. Comprendi prima, poi fatti un'idea. Cmq ti cito l'iscrizione sul santuario di Delfi (che nell'antichità era considerato il centro nevralgico della saggezza occidentale), forse può aiutare a chiarire la mia posizione: "Uomo, conosci te stesso e conoscerai l'universo e gli Dei"
Fai un po' te...

P.s. Conoscere se stessi non è un percorso che porta ad una meta. E' un processo in divenire tendente all'infinito. E' un viaggio, che cmq comporta delle risultanze. Ad esempio se scopro cosa mi appassiona, ho conosciuto una parte di me.

non sei l'unico ad avere difficoltà con lui,ci sono anch'io!

Bond85
29-01-2012, 09:51
ti faccio tantissimi auguri.:)

Thanks Patrizia

!Leonardo!
29-01-2012, 12:54
Naturalmente non volevo criticare il tuo dire che psichiatri e psicoanalisti sono capaci di conoscere le persone...
Beh io rispondevo al post qui sotto...Forse l'ho inteso male...:)
Non credo uno psichiatra o uno psicologo hanno gli strumenti per conoscere le persone...
Cmq non è che non sia vero in assoluto. Alcune scuole analitiche non si occupano della conoscenza della persona. Ma ti garantisco che altre ne fanno il centro. Quindi non è opportuno generalizzare e soprattutto si rischia di incappare in errori esprimendo valutazioni su cose che non si conoscono.
Quel "Γνῶθι σαυτόν" di Delfo (che sembra poi ripreso da tanti ,da Talete a Socrate,a Kant....) può essere interpretato in vari modi.
Sono agnostico nei confronti della divinità (come immagino sai l'agnosticismo non esclude la fede.)...Penso che siamo corpo ed anima,l'anima appartiene alla divinità e quindi è inconoscibile ,è trascendente.
Guarda che "conosci te stesso" non è che dia adito a molte interpretazioni. O meglio, alla fine il nocciolo è condiviso, ossia "trova il tuo modo di stare al mondo".
Poi, per quello che riguarda il tuo essere agnostico: le divinità non è che c'entrino molto con la citazione che ti ho riportato. Quando la scrittura sul tempio di Delfi fa riferimento alle divinità, intende le forze interiori che agiscono in "sincronicità" con l'esterno.

Volovia
29-01-2012, 19:34
La realtà che ognuno si crea penso.... ad ognuno è diversa....ci sono 7 miliardi di micro realtà in giro eheheh

Come si fa ad ascoltarlo....?

Esatto. Ci sono tante verità, tante vite tanti modi per costruirsele.

Come si fa ad ascoltare il malessere? Con la consapevolezza.
Come si fa a divenire consapevoli?
Ascoltando, anche il malessere. :eek: :)
Senza giudizio .. sai che potresti scoprire che ciò che tu definisci malessere invece non lo è? O magari non è così male? :)

Volovia
29-01-2012, 19:42
Mah...anche qui mi trovo in difficoltà a rispondere. Se non "comprendi" come fai ad essere o meno convinto. Comprendi prima, poi fatti un'idea. Cmq ti cito l'iscrizione sul santuario di Delfi (che nell'antichità era considerato il centro nevralgico della saggezza occidentale), forse può aiutare a chiarire la mia posizione: "Uomo, conosci te stesso e conoscerai l'universo e gli Dei"
Fai un po' te...

P.s. Conoscere se stessi non è un percorso che porta ad una meta. E' un processo in divenire tendente all'infinito. E' un viaggio, che cmq comporta delle risultanze. Ad esempio se scopro cosa mi appassiona, ho conosciuto una parte di me.

Condivido.
E dato che non trovo piu il 3d nel quale affermavo che la vita è semplice, Leonardo .. dicendo che è semplice, non stò dicendo che non è anche complicata, difficile, dura. Ho scoperto una mia passione: la semplicità, che rende ( mi ) rende semplici e mi fa conoscere i lati luminosi anche dei momenti duri della vita. Così per me affermare che la vita è semplice è come dirmi: mi conosco, ho fiducia in me, e so che semplicemente le cose evolveranno, cambieranno e se non la faccio difficile, sarò lietamente parte della gioia come ora lo sono del dolore.

animaaria
29-01-2012, 19:54
Salve a tutti,
ho aperto in questa sezione perchè non sapevo dove farlo visto che non ho ancora ben capito perchè agisco e penso cosi...
ho 26 anni e diciamo che ho sempre saputo di essere troppo analitico, in definitiva uno che si fa molte seghe mentali e che purtroppo ha compreso che è facilmente suggestionabile....
da quando è iniziato l'anno ho cominciato a vedere la vita in un nuovo modo, diverso da come la vedevo sempre....
ho cominciato a farmi domande tra me e me su quale senso avesse la vita, sul perchè noi siamo qua, e soprattutto che , dovendo morire, ogni cosa che facciamo è inutile, soldi, oggetti, anche affetti, insomma svaniranno tutti in un determinato momento, cosi che non capisco a cosa serva dannarsi tanto, a cosa serva la vita stessa....

ecco io in verità sono sempre stato una persona che invece la vita l'ha sempre amata, e sento, che ci sono momenti in cui l'amo ancora, e soprattutto quando non vengono in mente quei determinati pensieri..... ma appena invece sorgono nella mia mente, tutto diventa inutile per me.... mi sento infelice e senza senso, .... e sento come un pò di paura dentro di me, ho avuto anche qualche episodio di ansia in questi giorni (in passato cè stato un periodo in cui per qualche mese ho sofferto di ansia e attacchi di panico passati poi grazie a me stesso e a un aiuto farmacologico) ...

continua...

stai vivendo un momento importante...

!Leonardo!
29-01-2012, 19:58
Condivido.
E dato che non trovo piu il 3d nel quale affermavo che la vita è semplice, Leonardo .. dicendo che è semplice, non stò dicendo che non è anche complicata, difficile, dura. Ho scoperto una mia passione: la semplicità, che rende ( mi ) rende semplici e mi fa conoscere i lati luminosi anche dei momenti duri della vita. Così per me affermare che la vita è semplice è come dirmi: mi conosco, ho fiducia in me, e so che semplicemente le cose evolveranno, cambieranno e se non la faccio difficile, sarò lietamente parte della gioia come ora lo sono del dolore.

Volo ma è proprio questa impostazione che io non condivido. Non la condivido affatto. E trovo deletereo che si dicano cose del tipo "basta ascoltare il malessere, senza giudicare, con la consapevolezza (?!?!?!)". Cioè, diventare consapevoli non è un attimo...o almeno non lo è, se non per qualche anima particolarmente dotata. Le passioni non sempre le trovi "ascoltando senza giudicare" come non risolvi le problematiche profonde, per il semplice motivo che ci sono disagi che distorcono la capacità di recepire. Mo, non me pare il caso de scende nel tecnico, però davvero, non è così semplice come dici tu...Poi, certo, se scrivi: "per me è stato semplice" beh che te posso risponde? Vale per te però, non in generale.

animaaria
29-01-2012, 20:04
Volo ma è proprio questa impostazione che io non condivido. Non la condivido affatto. E trovo deletereo che si dicano cose del tipo "basta ascoltare il malessere, senza giudicare, con la consapevolezza (?!?!?!)". Cioè, diventare consapevoli non è un attimo...o almeno non lo è, se non per qualche anima particolarmente dotata. Le passioni non sempre le trovi "ascoltando senza giudicare" come non risolvi le problematiche profonde, per il semplice motivo che ci sono disagi che distorcono la capacità di recepire. Mo, non me pare il caso de scende nel tecnico, però davvero, non è così semplice come dici tu...Poi, certo, se scrivi: "per me è stato semplice" beh che te posso risponde? Vale per te però, non in generale.

ci si passa per la tua strada, chiedendosi perchè...interrogandosi...provandole tutte fino a capire che altra strada alla resa non c'è...se poi affronti la morte, se sperimenti la malattia, sai le energie che ti abitano al limite e capisci, ti rendi conto che il non averne paura, ti consente di non avere paura della vita:percepisci la resa. sei un giovane viaggiatore, buona fortuna

Volovia
29-01-2012, 20:09
E trovo deletereo che si dicano cose del tipo "basta ascoltare il malessere, senza giudicare, con la consapevolezza (?!?!?!)". Cioè, diventare consapevoli non è un attimo. Le passioni non sempre le trovi "ascoltando senza giudicare" come non risolvi le problematiche profonde, per il semplice motivo che ci sono disagi che distorcono la capacità di recepire. Mo, non me pare il caso de scende nel tecnico, però davvero, non è così semplice come dici tu...Poi, certo, se scrivi: "per me è stato semplice" beh che te posso risponde? Vale per te però, non in generale.

Ben vengano esperienze diverse!
Ci tengo però che non mi vengano attribuiti concetti che non ho espresso.
Non ho scritto " per me è stato semplice" vivere o divenire consapevoli .. è stato - ad un certo punto - semplice capire che non era imparando a fare centomila operazioni mentali che " coglievo il senso" , ma semplificando, osservando, ascoltando ( che non significa star lì a guardare nel vuoto attendendo l'apparizione della madonna che ti indica la via ) quali erano i segnali che mi inviava il mio corpo e tutto il mio essere .. io così semplicemente .. potevo essere. Sono. E quando io sono semplice, vivo con semplicità anche le situazioni complicate.
Se questo secondo te è deleterio ... lo rispetto.
Ma lo dico lo stesso. :)

PS: Perchè scusa .. quello che VALE x te, invece vale x tutti? E' sempre così .. cioè che ciò che vale per me non vale x tutti .. semplice! :p

!Leonardo!
29-01-2012, 20:25
Ben vengano esperienze diverse!
Ci tengo però che non mi vengano attribuiti concetti che non ho espresso.
Non ho scritto " per me è stato semplice" vivere o divenire consapevoli
No no, non ti ho attribuito nulla, ci mancherebbe. Era da intendersi in via ipotetica: "SE" tu mi dicessi che per te è stato semplice...bene così.
Se questo secondo te è deleterio ... lo rispetto.
Ma lo dico lo stesso. :)
Non è proprio nei miei modi tentare di zittire il mio interlocutore....:)

cornaglia patrizia
29-01-2012, 23:40
Volo ma è proprio questa impostazione che io non condivido. Non la condivido affatto. E trovo deletereo che si dicano cose del tipo "basta ascoltare il malessere, senza giudicare, con la consapevolezza (?!?!?!)". Cioè, diventare consapevoli non è un attimo...o almeno non lo è, se non per qualche anima particolarmente dotata. Le passioni non sempre le trovi "ascoltando senza giudicare" come non risolvi le problematiche profonde, per il semplice motivo che ci sono disagi che distorcono la capacità di recepire. Mo, non me pare il caso de scende nel tecnico, però davvero, non è così semplice come dici tu...Poi, certo, se scrivi: "per me è stato semplice" beh che te posso risponde? Vale per te però, non in generale.

ciao Leonardo.
E' vero che non è un attimo,ma bisogna pur cominciare se no non lo sarà mai.
Penso che sia una crescita.
Anime dotate?non credo sai,è difficile x tutti tanto più che siamo quasi degli automi che reagiscono.Per questo ci vuole molta attenzione e presenza e non solo parole.Ascoltare il malessere senza giudicare sì si può ed è questo che te lo fa superare,mantenere la consapevolezza costante invece è un po' più complesso.Ad esempio il giudizio,prima di arrivare a non giudicare(che è qualcosa di veramente complesso)secondo me bisogna rendersi conto che stai giudicando.Se te ne accorgi se cominci ad accorgertene diventa più semplice,meno arduo.

cornaglia patrizia
29-01-2012, 23:59
Guarda che "conosci te stesso" non è che dia adito a molte interpretazioni. O meglio, alla fine il nocciolo è condiviso, ossia "trova il tuo modo di stare al mondo".
.

per me non ha questo significato.

Albe
30-01-2012, 07:43
Cmq non è che non sia vero in assoluto. Alcune scuole analitiche non si occupano della conoscenza della persona. Ma ti garantisco che altre ne fanno il centro. Quindi non è opportuno generalizzare e soprattutto si rischia di incappare in errori esprimendo valutazioni su cose che non si conoscono.

.

Per me tutto è relativo,ho scritto il mio punto di vista sugli psichiatri e gli psicologi in dissenso con il tuo affermare che sono in grado di conoscere le persone.Non ho generalizzato e non ho espresso vatutazioni su cose che tu affermi non conosco.:)

Albe
30-01-2012, 08:08
Guarda che "conosci te stesso" non è che dia adito a molte interpretazioni. O meglio, alla fine il nocciolo è condiviso, ossia "trova il tuo modo di stare al mondo".
Poi, per quello che riguarda il tuo essere agnostico: le divinità non è che c'entrino molto con la citazione che ti ho riportato. Quando la scrittura sul tempio di Delfi fa riferimento alle divinità, intende le forze interiori che agiscono in "sincronicità" con l'esterno.

Sul "conosci te stesso" ti lascio un link :

http://it.wikipedia.org/wiki/Conosci_te_stesso

Il mio essere agnostico riguarda non solo la divinità,ma tutto ciò che travalica l'universo fisico,ad es. l'amore.

Albe
30-01-2012, 08:10
spiegami questa:se sei agnostico ovvero non sai come fai a credere?

Con un atto di fede

Bond85
30-01-2012, 11:58
stai vivendo un momento importante...
spiegami ...

!Leonardo!
30-01-2012, 21:49
Per me tutto è relativo,ho scritto il mio punto di vista sugli psichiatri e gli psicologi in dissenso con il tuo affermare che sono in grado di conoscere le persone.Non ho generalizzato e non ho espresso vatutazioni su cose che tu affermi non conosco.:)
No aspetta Albe, alcune cose non sono per niente relative. Ci sono delle tecniche che consentono di leggere, ad dai gesti, dal tono della voce, dalle espressioni, dalla postura, la personalità di chi si ha davanti. E questo solo per un approccio superficiale (superficiale relativamente al contesto analitico, che in assoluto non è superficiale per niente). Poi, attraverso il modo di esprimersi e i sogni l'analista può conoscere il suo interlocutore meglio di quanto questi conosca se stesso (o pensi di conoscere se stesso).
Tu hai scritto "Non credo (intanto in base a cosa?) che uno psichiatra o uno psicologo hanno gli strumenti per conoscere le persone..." Cioè è come dire che un matematico non ha gli strumenti per risolvere un'equazione...che può essere vero in casi specifici (drammatici :)), ma non credo possa essere affermato in generale.

danger
05-02-2012, 00:49
Salve a tutti,
ho aperto in questa sezione perchè non sapevo dove farlo visto che non ho ancora ben capito perchè agisco e penso cosi...
ho 26 anni e diciamo che ho sempre saputo di essere troppo analitico, in definitiva uno che si fa molte seghe mentali e che purtroppo ha compreso che è facilmente suggestionabile....
da quando è iniziato l'anno ho cominciato a vedere la vita in un nuovo modo, diverso da come la vedevo sempre....
ho cominciato a farmi domande tra me e me su quale senso avesse la vita, sul perchè noi siamo qua, e soprattutto che , dovendo morire, ogni cosa che facciamo è inutile, soldi, oggetti, anche affetti, insomma svaniranno tutti in un determinato momento, cosi che non capisco a cosa serva dannarsi tanto, a cosa serva la vita stessa....

ecco io in verità sono sempre stato una persona che invece la vita l'ha sempre amata, e sento, che ci sono momenti in cui l'amo ancora, e soprattutto quando non vengono in mente quei determinati pensieri..... ma appena invece sorgono nella mia mente, tutto diventa inutile per me.... mi sento infelice e senza senso, .... e sento come un pò di paura dentro di me, ho avuto anche qualche episodio di ansia in questi giorni (in passato cè stato un periodo in cui per qualche mese ho sofferto di ansia e attacchi di panico passati poi grazie a me stesso e a un aiuto farmacologico) ...

continua...
dai non esagerare! siamo fatti cosi'......

Albe
05-02-2012, 06:20
No aspetta Albe, alcune cose non sono per niente relative. Ci sono delle tecniche che consentono di leggere, ad dai gesti, dal tono della voce, dalle espressioni, dalla postura, la personalità di chi si ha davanti. E questo solo per un approccio superficiale (superficiale relativamente al contesto analitico, che in assoluto non è superficiale per niente). Poi, attraverso il modo di esprimersi e i sogni l'analista può conoscere il suo interlocutore meglio di quanto questi conosca se stesso (o pensi di conoscere se stesso).
Tu hai scritto "Non credo (intanto in base a cosa?) che uno psichiatra o uno psicologo hanno gli strumenti per conoscere le persone..." Cioè è come dire che un matematico non ha gli strumenti per risolvere un'equazione...che può essere vero in casi specifici (drammatici :)), ma non credo possa essere affermato in generale.

La psicologia non è matematica.Ma restando nell'ambito matematico l'olistica dice ad esempio che non è vero che 1+1=2.

Tutto è relativo perchè cambia.

sul conoscere le persone ho già scritto in altri thread che per me è impossibile,di sicuro molti pensano di non conoscere sè stessi (ed io sono tra questi),mi sembra assurdo che si possa pensare di poter conoscer gli altri.

!Leonardo!
05-02-2012, 08:44
La psicologia non è matematica.Ma restando nell'ambito matematico l'olistica dice ad esempio che non è vero che 1+1=2.
Tutto è relativo perchè cambia.
sul conoscere le persone ho già scritto in altri thread che per me è impossibile,di sicuro molti pensano di non conoscere sè stessi (ed io sono tra questi),mi sembra assurdo che si possa pensare di poter conoscer gli altri.
Mi sa che non mi sono spiegato. Intanto manco in medicina 1+1=2. Cmq, conoscere chi che sia è evidentemente impossibile, come dicevo alcuni post sopra. Quello che ti sto dicendo è che un professionista (se aderente ad alcune scuole) ha gli strumenti per comprendere le dinamiche che sottostanno alle risposte all'ambiente (in generale) adoperate dal proprio interlocutore. Questa è una forma di conoscenza della persona. Che non vuol dire: "lo psicoterapeuta conosce il suo paziente perfettamente". Può però cogliere moltissimo della sua struttura. E anche oltre. Questo per rispondere alla tua affermazione che sosteneva che psicologi e psichiatri non hanno strumenti per conoscere le persone.
Ora però ti richiedo, in base a cosa hai maturato la tua opinione (intendo le tue fonti)? hai letto trattati, hai fatto analisi?

Albe
05-02-2012, 09:01
Mi sa che non mi sono spiegato. Intanto manco in medicina 1+1=2. Cmq, conoscere chi che sia è evidentemente impossibile, come dicevo alcuni post sopra. Quello che ti sto dicendo è che un professionista (se aderente ad alcune scuole) ha gli strumenti per comprendere le dinamiche che sottostanno alle risposte all'ambiente (in generale) adoperate dal proprio interlocutore. Questa è una forma di conoscenza della persona. Che non vuol dire: "lo psicoterapeuta conosce il suo paziente perfettamente". Può però cogliere moltissimo della sua struttura. E anche oltre. Questo per rispondere alla tua affermazione che sosteneva che psicologi e psichiatri non hanno strumenti per conoscere le persone.
Ora però ti richiedo, in base a cosa hai maturato la tua opinione (intendo le tue fonti)? hai letto trattati, hai fatto analisi?

Condivido questo post....ti spieghi benissimo.

La parola strumenti nel caso degli psicologi secondo me non si adatta al lavoro degli psicologhi,l'ho usata in risposta al primo tuo post cui ho risposto.

Le mie convinzioni (non sono nè opinioni nè certezze) derivano dai miei studi classici e dal mio vissuto.Sì ho letto qualcosa per conto mio.

No ,mai andato in analisi,spesso autoanalisi e critica di me stesso.